Archive for the ‘Esteri’ Category

Obama Bin Laden non è morto

Esteri,Random | defecAutore: | May 4th | 21 sostenitori di Mastella

Lo dicono fonti attendibili vicine al vicedirettore generale di Fox News, Gigi Marzullo. La notizia, diffusa dai principali siti di controinformazione della Prussia equatoriale, sarebbe stata inoltre confermata da un testimone oculare, il popolare visagista di Chuck Norris, Karol Wojtyla. Il leader di Al-Qāʿida sarebbe stato visto in una nota macelleria suina nel centroObama Osama di Abbottabad mentre guariva una suora francese dal parkinson e faceva dire cose interessanti a Mario Sechi prendendoli a calci rotanti.

Osama era stato ucciso in un primo tempo nel 1735 da uno stormo di unicorni volanti al soldo di Emanuela Orlandi perché non testimoniasse contro la CIA, denunciando le vergognose violenze commesse nel carcere di Bolzanetto nei confronti di diversi concorrenti dell’Isola dei famosi, che avrebbero riportato danni cerebrali irreparabili.

Il suo vero decesso in realtà risalirebbe all’11 settembre 2001, data tristemente famosa in cui, com’è noto, l’aviazione degli Stati Uniti avrebbe organizzato un clamoroso finto attento al principale avversario del signoraggio bancario italiano, Alfonso Luigi Marra, dal quale quest’ultimo sarebbe uscito miracolosamente illeso grazie all’aiuto di Maurizio Belpietro che passava di lì per caso.

La mancanza di video e foto del blitz e del funerale fanno però pensare agli esperti che Obama non sia completamente morto, ma abbia semplicemente acquistato capacità extrasensoriali che gli consentono di poter uscire ogni tanto dal proprio corpo per andare nella stanza ovale o al supermercato a comprare dell’insalata, lo zucchero e qualche fettina di tritolo. Oltre a poteri speciali come quello che permette di camminare sulle scie chimiche e di guarire dal cancro con il bicarbonato, o semplicemente fumando come turchi.

Il test del DNA sembrerebbe confermare che il corpo gettato in mare appartenga in realtà a un misterioso alieno vissuto nella Terra Cava a metà del XV secolo, deceduto per via degli sconquassanti terremoti causati dalle migliaia di watt scaricate nel terreno dall’HAARP in quegli anni e reincarnatosi nel viceconsigliere per la sicurezza nazionale americana John Brennan. Il quale, in un’intervista concessa a Lamberto Sposini, ha sostenuto che negli ultimi mesi sono state sviluppate nuove, prodigiose tecnologie di analisi del materiale biologico in grado di fornire risultati soddisfacenti nel giro di poche ore. Zittendo così le insinuazioni relative all’eccessiva velocità del test e le accuse di scarsa credibilità generale lanciate tra gli altri da Massimo Mazzucco, Giulietto Chiesa e Roberto Giacobbo.

Orrore, è morto un italiano in India (ah, sì, e anche altre centosessantacinque persone…)

Esteri | defecAutore: | August 10th | 14 sostenitori di Mastella

Ci risiamo. Nell’ordine, i titoli di apertura di Corriere, ANSA, TG 24 Sky e Repubblica, i primi a portata di click (per Libero la notizia principale della giornata è la casa del cognato di Fini).

Stiamo tutti insieme appassionatamente con Emergency

Esteri | defecAutore: | April 13th | 27 sostenitori di Mastella

Gino Strada & friends hanno senz’altro sparso un oceano di bene e ricucito un sacco di bambini a pezzettoni. Attraversando campi minati infiniti a bordo di scalcinate jeep e unicorni alati, sprezzanti del pericolo, schivando boNbe più o meno imbecilli con un’abilità tale da far sfigurareAfghanistan
boston.com – Daily Life in Afghanistan
i più lesti campioni di Modern Warfare 2.

Ricevendo in cambio litri e litri di gratitudine da inqualificabili esseri del calibro di Gasparri o Frattini. Questo però non li rende, a prescindere, dogmaticamente invulnerabili vita natural durante nei confronti di ogni accusa, foss’anche “solo” quella di un non impeccabile livello di sicurezza interno. Sarebbe da pazzi pensarlo.

Le infamie scagliate nei loro confronti sembrerebbero a prima vista credibili quanto la mia pretesa di trasformarmi, un giorno, in Claudia Schiffer. La storia dell’interprete era palesemente una palla, non essendo i tre in Afghanlandia al momento in cui. E la partecipazione al gombloddo è stata smentita perfino dal governo.

Resterebbe quel piccolo, insignificante particolare delle armi, effettivamente ritrovate. I casi sono due: ce le hanno messe gli accusatori, Emergency dà fastidio in quella zona, e va sradicata. Senza se e senza ma. Non importa quanto sia insulso, grossolano e friabile l’espediente dato in pasto ai riflettori internazionali, e quanto siano apparentemente abbondanti, più efficaci e dirette le alternative.

Oppure, c’è l’ipotesi di gran lunga più remota e antipatica, politicamente sconcissima. Quella che, per via della bontà e del disinteresse profuso dai grandissimi coinvolti, nessuna persona non-orripilante dovrebbe nemmeno essere autorizzata a pensare. A meno di non aver fatto merenda col Supergino più volte, s’intende, e di non essersi inzozzata le mani di sangue ricucendo arti insieme a lui. Ipotesi alla quale infatti per rispetto non accennerò assolutamente.

Emergency, per esistere, per portare avanti i suoi meritevoli ma forse un po’ utopistici intenti di prestare soccorso a tutti senza appoggiarsi a chicchessia, senza leccare ani yankee (o comunque altrui), senza consegnare nessuno, ecc. alla lunga potrebbe essere stata costretta a scendere a qualche compromessuccio con la propria stessa policy. E con i poco addomesticabili (al concetto di neutralità assoluta) signorotti afghani, che avrebbero altrimenti trivellato le sue strutture, abitanti inclusi, facendole esplodere di quando in quando con barbuta irriverenza. Si potrebbe in questo improponibilissimo e del tutto immaginario caso urlare al favoreggiamento? Tecnicamente, credo di sì. Ma gli intenti di Emergency sono così nobili, i suoi scopi talmente alti e puri, e la sua utilità talmente utile che.

Dispettucci

Esteri,Religione | defecAutore: | November 30th | 21 sostenitori di Mastella

È evidente che il referendum sul divieto assoluto di costruire nuovi minareti in territorio isvizzero, passato a netta maggioranza, non abbia nulla a che vedere col già maltrattatissimo per i fatti suoi decoro urbano. Minareti
Shabbir – Medina Minarets
(L’iniziativa del resto parte dalla destra xenofoba e, in quanto ad arte e dintorni, i risultati più interessanti storicamente spesso si sono avuti grazie alla contaminazione di culture molto diverse). Ma sia stato fatto e votato per rompere il cazzo ai musulmani (e ciò è particolarmente significativo in un Paese che si bulla di essere terra di coabitazione pacifica tra le più disparate lingue, culture e religioni).

Questo strambo divieto fa il paio con le ostilità dei sindaci leghisti nei confronti delle kebabberie o del burkini o con il clamore suscitato dal partito islamico spagnolo. Si tratta appunto di affrontare problemi seri — quelli dell’integrazione di carrettate di persone nell’ambito di società sempre più multietniche e multiculturali — con la logica del dispettuccio. In pratica un “Tu vieni a casa mia e non te ne stai con tre piedi in una scarpa a scaricare i pomidori a pochi cent per gli imprenditori paTani e a fustigarti col cilicio insieme alla Binetti nel tempo libero, rinunciando incondizionatamente a tutti i tuoi usi e costumi, oltreché a un pacco di diritti che ti spetterebbero? E allora io ti spruzzo il dentifricio nelle mutande, così vediamo, gnè gnè”.

La stupidità con la quale il ministro Castelli ha cercato di cogliere la palla al balzo per proporre un improbabile crocifisso nella bandiera appena usata per lustrarsi l’ano, del resto, parla chiaro. Questo tipo di atteggiamento serve solo a regalare un’illusoria sensazione di solidità della “vecchia Europa” bianca, perbenista e incontaminata alla quale eravamo abituati. Ad aumentare le frizioni sociali, nulla potendo ovviamente contro le nude statistiche e contro lo scorrere inesorabile del tempo, per i quali comunque tra un po’ i musulmani saranno in maggioranza qua da noi. Rivelandosi quindi dannoso ai fini di una sana e non vendicativa integrazione. (Casomai, almeno qui a Mandolinoland, come diceva Guido Gonzato, sarebbe interessante approfittare del lasso di tempo che intercorrerà tra il declino del cattolicesimo e l’inevitabile sorpasso da parte dell’Islam per gettare le fondamenta di uno Stato davvero laico, meno incline a pronarsi ai capricci della maggioranza religiosa di turno).

Un altro aspetto riguarda i referendum in sé. Spesso ci si lamenta di quelli abrogativi in voga da noi, lodando incontrollatamente la civiltà di questo istituto in Schfizzera e in altri Paesi. Farne svolgere uno per aggiungere alla Costituzione la frase “è vietato costruire minareti” è però anche più demenziale che mandare milioni di cristiani, e non, a votare per (tentare vanamente di) abolire il Ministero dell’agricoltura o il Lodo Alfano. Si tratta in pratica di morte della politica e spot a buon mercato (non sempre efficaci a dire il vero) per i promotori. Come ha scritto qualcuno di quei famosi giornali esteri, invece di contare sull’impossibile saggezza popolare, governo e parlamento avrebbero fatto meglio ad assumersi le loro responsabilità e a ricusare simili, sciocche iniziative.

Manufatti edilizi

Esteri,Random | defecAutore: | November 10th | 12 sostenitori di Mastella

Andai a Berlino che il muro era stato saccheggiato solo da pochi anni, tipo Zooropa appena gettato sul mercato, o stava per. Parte Est, per risparmiare: i soldi sarebbero serviti ad acquistare schegge di presunti mattoni dall’importanza storica inestimabile a prezzi da urlo. Zippato in stanza con un siciliano, sosia Uomo muroinsignificante di uno impattato anni prima, e un milanese che parlava sempre, soprattutto nel sonno (cattolico, badilate di cultura). Una bicicletta a pochi giorni dal fischio finale lo travolse riducendolo al silenzio (purtroppo solo per poco). Le ragazze emettevano litri di bava fosforescente solo su Tim, l’insegnante di tedesco sagace e alla moda (mai capito perché la matita sia maschile, il quaderno neutro e il salcazzo femminile). La più topa, che sosteneva di essere illibata, senza che nessuno glielo avesse chiesto, per altro, a un certo punto si sfidanzò con un inglese dagli occhi azzurri e dalle dubbie attitudini igienico-sanitarie (lo trattava come un cagnolino). Attorno a noi belgi, olandesi, lichtensteinesi in grado di parlare tutte le lingue del mondo, anche contemporaneamente. Tutti litigavano con tutti in continuazione, e, in generale, secernevano odio in quantità. (Alla fine ovviamente lacrime, baci e farlocchissimi abbracci). Stupore per i negozi che ti cacciavano via prestissimo (al Virgin megastore facevano ascoltare qualunque CD a sbafo, cosa inimmaginabile per l’epoca). E le proporzioni generali della città che perlustrai in lungo e in largo, comprese le più brulle e cessacchiose periferie. Mi affezionai particolarmente al museo egizio e alla Porta di Ishtar al Pergamon Museum, in generale turbato dalla capacità di farsi belli sfoggiando capolavori altrui straordinariamente mantenuti/ricostruiti/valorizzati/rubbati. (Altro che quel famoso Paese che si bulla di inglobare il 153% del patrimonio artistico mondiale e poi gli casca tutto a pezzi).

Non si dovrebbe dire, lo so, ma segretamente preferisco l’atmosfera irreale, quasi fantascientifica che si respirava prima, quei mondi misteriosi oltre il muro, la gente baffuta e convintissima pronta a ucciderti per un pugno di idee (mentre oggi lo farebbe per partecipare al Grande Fratello), gli allucinanti viaggi nello spazio che chi se ne incula della fame nel mondo, l’importante è esportare il Big Mac su Plutone, quella strana e un po’ malsana competizione tra Superpotenze sempre sull’orlo di una crisi di nervi, i presidenti con l’immancabile valigetta dei missili nucolari a portata di nella stanza orale, si sa mai, i vari Andropov, Cernenko, ecc. che quando gli pigliava un raffreddore sapevi già che erano fritti, GP2 che, in fondo, diceva du’ stronzate banaleggianti in papese e giù tutti che volevano baciarlo, ammazzarlo, ingropparlo, santificarlo, vespizzarlo.

Obama vince ma non convince

Esteri | defecAutore: | October 10th | 14 sostenitori di Mastella

Obbama premio Nobel alla speranza non si è degnato nemmeno di offrire un caffè al Dalai Lamer. Come Prodi (e il suo euro malfatto). Obama nobelPeggio di Bush, che almeno se lo inculò. Obbama continua a bombardare il Pakistan senza sosta e viene premiato per i suoi sforzi erculei nel trattenersi dal radere al suolo l’Iran, la Siria, la Corea del Nord e tanti altri simpaticissimi Stati canaglia a piacere. E dal picchiare a sangue Silvio per le sue orripilanti gaffeZ.

Obbama non è riuscito ad arginare la disoccupazione e il calo dei sondaggi, a riformare la sanità e a regalarci la vita eterna come aveva promesso. Ma è ancora (per poco) l’uomo più cool in circolazione, il simbolo della speranza che non indietreggia (sostenere che avanzi mi pare forse un po’ esagerato di questi templi). Aspettare a incoronarlo, come la maggior parte dei sessanta milioni di esperti di premi Nobel sostengono, avrebbe voluto dire probabilmente rinunciare a farlo. Per sempre. La luna di miele, l’effetto scia, quello simpatia del lunghissimo periodo elettorale lastricato di sogni tra un anno o due quasi certamente appariranno difatti come ricordi un po’ troppo rimpiccioliti dall’impatto asfaltante con la dura realtà. Obbama, nonostante tutto, sembra proprio una personcina seria.

I bambini svedesi sono così avanti che voltandosi vedono il Futuro e gli dicono di barrire

Esteri,Società/Cronaca | defecAutore: | October 9th | 8 sostenitori di Mastella

Toys R Us è un supermegamaxistore di giocattoli assai rifornito e imponente. Orbene, un gruppo di brufolosi marmocchi svedesi delle scuole medie (?) ha agguantato carta e calamaio attaccando la compagnia in questione per Giocattolo ammore
captkodak – Toy Love
via del suo catalogo natalizio infarcito di stereotipi fessi legati ai generi.

Nelle foto dell’opuscolo, i vari regazzini/modelli sarebbero stati immortalati seguendo rigidamente le più vetuste regole che, si sa, vedono i maschi quali iperattivi e caciaroni uligani intenti a sfasciare allegramente sul primo muro a disposizione le loro costosissime e machissime camionette.

Mentre le donzelle sarebbero presentate come esseri alquanto remissivi, impegnati a curare certosinamente le unghie dei piedi delle loro Barbie e dei loro Big Jim, scolpendone gli imponenti ciuffi ed emanando passività a carrettate.

L’insegnante degli avveniristici bimbetti ha spiegato al giornale Smålandsposten (in pratica l’equivalente del nostro Il Fatto Quotidiano) che questa lamentela sarebbe il risultato di due anni di duro lavoro di gruppo attorno ai ruoli maschili e femminili.

Secondo l’autorevole tredicenne Hannes Psajd, lui e la sua sorellina gemella avrebbero da sempre disinvoltamente condiviso gli stessi giocattoli, con profitto. Inoltre esisterebbe una sorta di effetto psicologico scoraggiante nel vedere una pubblicità con una ragazzina intenta a usufruire di un arnese giocattoloso che, se presentato diversamente, potrebbe benissimo fare la felicità anche di un rude maschietto.

Una parte di me dice: “Ecchecazzo, ancora con questi stereotipi ammuffiti nel 2009?”. Ma un’altra urla selvaggiamente la sua perplessità: ma siamo sicuri che se questi implumi fanciulli non venissero indirizzati dalla società malvagia verso i rispettivi, tradizionali tipi di giocattoli, non finirebbero forse per fare (nella maggior parte dei casi) scelte simili a quelle grossolamente fotografate dalla multinazionale cattiva in questione?

Cioè i maschi a fare pucci pucci con i loro supereroi dai grossi tricipiti armati fino ai denti e le femminucce a baloccarsi assieme alle principesse giocattolo dotate di cucine monumentali sbriluccicose?

(Piccoli) uomini e (piccole) donne, dopotutto, hanno esigenze e cervelli diversi e crescono diversamente, reagendo in maniera differente ai vari stimoli che la vita e le ddjoghe propongono loro. E forzarne l’uguaglianza assoluta sin dalla culla sa un po’ di propaganda veterofemminista degli anni d’oro…

Sulla guerra, in Afghanistan e non

Esteri | defecAutore: | July 23rd | 11 sostenitori di Mastella

Qualche giorno fa un milite non particolarmente ignoto indossante la casacca azzurra (Alessandro Di Lisio) ci ha lasciato le penne in Afghanistan, ricordandoci che da quelle parti c’è un conflitto al quale prendiamo parte. E che la gente tuttosommato nel corso di questi eventi di solito, tra le altre cose, muore.

Pur preferendo astrattamente che il soldato non fosse deceduto, trovo ridondanti le pompose celebrazioniAfghanistan guerra di Stato per queste vittime che di un conflitto dovrebbero essere il pane quotidiano o suppergiù.

Di più, quasi offensive nei confronti dei militi e dei civili appartenenti ai Paesi più sfigati che, siano dalla parte del torto o meno (e i talebani proprio non riesco a farmeli stare simpatici), sono pur sempre esseri quasi umani che schiattano come mosche più o meno nell’indifferenza generale. Addirittura procure aprono inchieste e politici deplorano la scarsa sicurezza dei nostri soldati, come se il fatto di essere italiani rendesse immortali o magicamente invulnerabili alle esplosioni.

Queste perdite suonano come eventi in quanto a un certo punto della storia qualcuno ha scelto di fare guerre che non dovessero comportare o quasi costi in termini di vite umane per i “buoni“. I quali, di solito, guardacaso coincidono con i forti. Pertanto via con la sopravvalutazione e l’uso a manetta dell’aeronautica e ora con i droni (a me un affare che se ne va in giro senza pilotO mette molta, ma mooolta paura :cattivo: ).

Poi, tanto, se uno di questi aggeggi teleguidati o una bomba la fa fuori dal vaso, ma anche dentro, e annichilisce una cinquantina di persone che stavano prendendo parte a un matrimonio si dirà che erano TUTTI malvagi talebani (magari è vero, oppure no, va’ a saperlo).

Viene quasi da rimpiangere le vecchie guerre fatte chirurgicamente con la baionetta da soldati che si macellavano guardandosi ero(t)icamente negli occhi truci. Il tutto era più umano più vero, non dava l’idea distorta di essere un grosso, costosissimo e pacioccosissimo videogheim.

Manca un’informazione appena decente su quello che le nostre truppe fanno. Paradossalmente c’era molta più attenzione alle loro vicende eoni or sono che nau, nell’Information Era. Si ha come il timore di terrorizzare o scandalizzare i cittadini che invece dovrebbero avere una più piena consapevolezza che, a torto o a ragione, non stiamo partecipando a un’allegra scampagnata.

Missione di pace” è difatti una formuletta bipartizan del fallo usata appunto per addormentarci. Per carità, poi mi sembra esagerato anche urlare sempre a squarciagola “siamo in guerrahhhhh” quando effettivamente ce ne stiamo buoni buonini ad aiutare le popolazioni in cerca d’affetto e al massimo rispondiamo timidamente al fuoco per mero spirito di sopravvivenza; dipende dal contesto, dalle regole d’ingaggio…

È un po’ come il bambino che crede che le bistecche crescano sugli alberi, o qualcosa del genere. E invece no, cazzo di un bue, siamo grandi, ormai in grado di scaccolarci da soli, nonché di guardare le puntate di Scooby-Doo senza farcele spiegare dal parentado. Bisogna saperlo da dove arrivano, che percorso fanno. Mica per forza in un’ottica veganpacifondaia, eh…

Il G8, ma che palle rotanti…

Esteri,Politica,Random | defecAutore: | July 12th | 8 sostenitori di Mastella

Esiste un preciso frangente nel quale un’appetitosa fetta di umanità comincia a dare vistosi segni di sbarellamento, impazzendo all’unisono come una colonia felina rinchiusa in un meraviglioso stanzone bonus segreto strapieno di insaccati prelibati crudelmente penzolanti a mezz’aria.

Si tratta di quel momento maggico nel quale giornalisti, forumisti, socialnetworkisti e peracottari vari sono chiamati, quasi per contratto, a sfornare ininterrottamente croccanti opinioni sul G8. Berlusconi G8 L'AquilaO su qualsiasi altro sfarzoso evento ne faccia le feci, prevedendo lo stomachevole assembramento di blasonate teste di zucchina in grado di decidere in base ai loro umori le sorti dell’universo.

Qualsiasi impercettibile mossa, scontata dichiarazione alla Guidolin o inevitabile posizione corporea assunta dai vari leader viene passata al microscopio e diventa oggetto di interminabili gossip, fiammeggianti flame e pallosissime dispute. Come se fosse inequivocabilmente rivelatrice di chissà quali intenzioni benevole, malevole, guerrafondaie, pacifondaie o sailcazzocosaie.

Un servizio di catering inappuntabile viene contrabbandato per uno strabordante successo diplomatico da far impallidire il Kissinger degli anni d’oro. Mentre le uscite a vuoto di quotidiani stranieri (Italia fuori dal G8, agenda dei lavori inesistente) vengono masochisticamente elette a inconfutabili perle di saggezza provenienti da una bocca della verità incontestabile in quanto estera.

Insomma, non credo proprio che sia possibile o sensato decretare trionfalmente il successo o il fallimento della politica estera di un governicchio in base a formalità o a cazzatine “estetiche”. Quando organizzate una festa a casa vostra di solito gli ospiti deridono apertamente la vostra abitazione, si lasciano andare a giudizi pesanti sui vostri familiari e vi cagano in mezzo al soggiorno?

Immagino di no, quindi non vedo come ci si potesse aspettare che Obbama, o chi per lui, a telecamere unificate prendesse Silvio e gli dicesse qualcosa tipo: “Lurido pidduista sporcaccione puttaniere corruttore di giudici minorenni, dimettiti e risolvi il conflitto d’interessi istantaneamente. O almeno smetti di spergiurare sulla testa dei tuoi figli. E se proprio devi fare ‘sti festini, qualche volta invitami ecchecazz. Altrimenti smetterò di foraggiare a ufo Marchionne e bloccherò a tempo indeterminato le importazioni di mandolini dal vostro Paese”.

Suvvia, non sfracassano nemmeno più la minchia alla Cina per i diritti umani, figuriamoci se si mettono a sindacare i gusti sessuali di Silvio in casa sua. Né penso che le first lady avrebbero potuto realmente scioperare abbandonando il povero marito della Merkel al suo atroce destino, terrorizzato in qualche lettone big.

Non credo che il G8 non serva a una fava, come si va dicendo. Piuttosto sono convinto che sia ovviamente sbagliato e inutile continuare a escludere Cina, India, Brasile & C. (così come sono controproducenti le proteste di quegli stracciacazzi dei no global, che pure non hanno tutti i torti).

Ma allargando così tanto il club dei riccastri, o aspiranti tali, e dovendosi poi questi ogni volta giustificare con l’Africa e con gli assenti, viene da chiedersi se non sia il caso una buona volta di riformare l’Onu — cioè, nonostante tutto, l’unica istituzione in grado di assicurare un approccio “democratico” e partecipato alle varie questioni — riaffermandone la centralità e rendendone meno pachidermici e irrealistici i meccanismi, e più incisive e rispettate le scelte.

Pornografia del trapasso

Esteri,Random,Società/Cronaca | defecAutore: | June 28th | 18 sostenitori di Mastella

Ha fatto il giro di internetz negli scorsi giorni il video della studentessa iraniana soppressa arbitrariamente. Beppegrillo ha intimato ai blogger di diffondere il filmato. Mentre altri si sono incaponiti sulla sua presunta non veridicità. Alcuni fotogrammi indispensabili non sarebbero presenti. E poi manca qualcuno che abbia verificato sul posto, lei avrebbe potuto fingere, massì dai, Anna Magnani a ‘sta Neda le fa un baffo, non vedi quella che stringe nelle mani è nient’altro che una fiala di pummarolaspray, siamo su scherziaparte. Iran rivoltaO comunque è meglio che rimanga Amadindondan, così gliela fa vedere lui a quegli sporchi yankee. Oppure è meglio che resti così l’Iran può essere asfaltato più velocemente e trasformato in un comodo e arioso parcheggio. E la gara ad arrivare primi sui social, con le foto del cadavere, il gossip ancora fumante, e poi Neda era bbona.

Non ho visto questo video, così come, di solito, non amo guardare quelli che mostrano torture, stupri, uccisioni, stragi efferate e insensate su umani, animali, vegetali, oggetti e Teletubbies (anzi, no, in questo caso vedo con sadico piacere). Qualche volta mi capita di scansionare quelli che spuntano sui social network o in tivù dell’Iraq, o di altre guerre sperdute in cui soldati veri o presunti vengono annichiliti come in un videogioco nazista di pessimo gusto. Credo che una piccola svolta ci sia stata con il video del tizio (forse Adjmal Nashkbandi, l’interprete di Mastrogiacomo?) rapito dai talebani e poi decapitato con feroce lentezza che ebbe un particolare successo. Poi vabbè, Rotten, b di 4chan e immagino molto altro, suppongo abbiano sempre pubicamente tirato come un pelo. Non posso sapere esattamente cosa spinga gli altri, né generalizzare, ma io non amo guardare questo genere di spettacoli perché so che lo farei non certo per acquisire chissà quali indispensabili informazioni che altrimenti mi sarebbero state precluse, bensì per pura, macabra curiosità morbosa di bassissimo livello. E quindi mi sentirei una merdina ambulante.

Mi stupisco del fatto che in molti manchi completamente qualsiasi capacità di immaginazione. Che, come San Tommaso, non si riesca a credere finché non si vede. Una decapitazione non è una gita di piacere. Posso capire la funzione documentaristica in alcuni casi, l’immagine è indispensabile e insostituibile per apprendere certe dinamiche, ecc. Ma se è stata uccisa una ragazza da un cecchino, è stata uccisa. Punto. A che serve guardare il video? È morta con gli occhi aperti mentre noi viviamo con gli occhi chiusi. Ma davvero abbiamo bisogno di questi slogan cazzoni?

Forse Neda (o chi per lei) sarebbe stata d’accordo con questa botta di popolarità mediatica post mortem, con la spettacolarizzazione del suo assassinio, in quanto comunque utile alla causa per la quale si è sacrificata. Forse ha ragione chi sostiene che assistere a questi spettacoli giorno dopo giorno desensibilizzi, faccia assuefare. Il dolore smette di essere qualcosa di speciale, in fondo, di straordinario, di importante, ma diventa la normalità di un click. Ovviamente si tratta di processi lenti e inconsci. I momenti finali di una vita, un tempo sacri e da proteggere accuratamente, vengono iutubizzati ed esibiti con disinvoltura al pubblico ludibrio. La sofferenza altrui viene eletta a show. Un po’ come quello offerto dalla rockstar impazzita che sfascia la chitarra sull’ignaro bassista o dalla stratatuata di turno capace di suggere centottanta cazzi contemporaneamente su PornHub.