Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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Web e dintorni

Par condicio

Lo straziante mestiere di blogger

Blogger

Il mestiere di blogger dev’essere qualcosa di orribile e faticosissimo. Muore Dalla, pronti via. Subito il pezzo, devi arrivare prima, anticipare tutti, gli altri blogger, i coccodrilli dei TG, le lacrime del compagno, l’ambulanza, la morte. Magari la sua ultima canzone che hai ascoltato era Attenti al lupo (appena uscita), non importa. Magari ti autoconvinci pure di essere suo fan, dagli esordi, quando non lo conosceva nessuno, anzi, Luciodalla in Italia l’hai portato tu, prima era biondo eterosessuale alto, te l’hanno

Se internet fosse sempre esistita

Cristoforo Colombo avrebbe navigato di meno. Ci sarebbero risposte ai quesiti che da sempre tormentano l’umanità. Gli italiani avrebbero usato il nuovo e capiente strumento per contrastare le iniquità del Ventennio, oppure si sarebbero limitati a twittare i mondiali vinti, esultando con Sallusti per le prestigiose alleanze internazionali e per i treni che transitavano in orario? Perché le associazioni dei consumatori, sempre pronte a battersi contro ogni tipo di sopruso, reale e immaginario, lasciavano che

Il sei luglio il web italiano soffrirà un po’

Cloaca Maxima

L’Agcom potrà, a sua discrezione, decidere di calare il sipario con un click su siti internet scelti a caso (chiunque a ben vedere viola in qualche modo il copyright, anche solo con una foto o un filmato del suo supereroe della musica uòck prediletto, un cavillo si trova). Una situazione oltremodo incresciosa, poco democratica e palesemente incostituzionale (?) che, manco a dirlo, non trova corrispondenze nel nostro sistema planetario preferito. Il web italiano è sicuramente una cloaca

Aiutiamo la ricerca

Blitz

Parliamoci chiaro. L’unico serio motivo per avere un blog è ficcare il glande ogni tanto nelle keyword impazzite attraverso le quali i visitatori giungono al proprio ovile. “ragazze che scorreggiano con le amiche” Temo che il mondo non sia ancora pronto per il web a odori. “è morto berlusconi?” No, guarda, quei fiumi di persone che fanno la ola per le strade stanno ancora festeggiando lo scudetto della Roma del 2001. “bambini che vengono frustati con la cinta sul culo” La Melevisione non basta come tortura?

Conquiste della civiltà

Utonto

L’utonto medio, grazie a Facebook, ha appena scoperto l’esistenza delle gif animate. Se continua così, verso il 2030 si accorgerà della funzione cerca, e nel 2050 magari dell’inaudita possibilità di utilizzare i social network anche per scambiare opinioni argomentate di livello “homo sapiens”.

Ho perso la verginità su Twitter, per errore

brownhills miner

Chiudere il blog. Aprire il blog. Cambiare trecentoventisette template. Spammare selvaggiamente negli altri blog per aumentare la popolarità. Partecipare a un aggregatore di notizie. Passare i pomeriggi a studiarsi il funzionamento dell’algoritmo. Truccare l’aggregatore. Allearsi con altri utenti per flammare con chi riesce a stuprare l’algoritmo in maniera più efficiente. Partecipare a un concorso per blog. Perderlo malamente. Attaccare i giurati accusandoli di aver favorito il blogger incapace che sta troppo sul cazzo. Trollare

L’imprevisto è il sale della vita (virtuale)

iQuit

La rete ci regala l’inaudita possibilità di rimuovere dalle nostre “esistenze”, con pochi e ben assestati click, i personaggi sgraditi e le opinioni indesiderate. Ogni giorno fior di software house studiano nuovi, potenti e flessibili modi per consentire agli utenti di alienarsi sempre un po’ di più, di personalizzare il loro giardinetto virtuale. Escludendo dalla loro visuale l’inaspettato, e in generale tutto ciò che potrebbe anche solo lontanamente turbarli o infastidirli. Quello che doveva essere uno spazio ultrademocratico di

Google condannata dai giudici comunisti

Google condannata

Se rispettabili emittenti quali Canale 5, La7 o TeleCanicattì decidessero di mandare in onda — fiduciosamente e senza alcun controllo — videoclip inviati dai telespettatori, e se costoro si divertissero a tempestarle di simpatici snuff movie, porno coprofagi e comizi di Borghezio, le suddette TV pagherebbero gravissime conseguenze legali per il loro insano e negletto operato. Internet però è un mezzo di comunicazione diverso e molto particolare, non esattamente paragonabile ai suoi vetusti, farragginosi e

Vade retro cloud computing

Meganube"

Uno degli aspetti più inquietanti della nostra società di forzati delle tecnologie di massa — a parte le morbose attenzioni destinate inevitabilmente a ogni nuova paccottaglia elettronica, tipo il risibile (almeno per tutti gli individui dotati di due occhi, un naso, un cervello semifunzionante) tablet di Steve Jobs — consiste nella sempre più incipiente remotizzazione di software, hardware e cazzabubbolware. Se domani il nostro servizio di hosting nel quale malriponevamo illimitata fiducia decidesse di smettere di

Social network: il punto della situescion

Social network

Sono in fase decisamente sperimentale ed esplorativa per quanto riguarda l’uso di questi portentosi strumenti di asocialità. Twitter ha recentemente fatto il botto a livello interplanetario, nonostante il passante italiano medio si ostini a non cacarselo, preferendogli Facebook. Inizialmente fui schifato da codesto social network cinguettante ordinarie stronzate (pensavo), per poi promuoverlo al rango di simpatica curiosità. Ora mi appare invece un’eccellente alternativa alle più impegnative e

Quelli di “Uccidiamo Abberlusconi” non sono poi tanto furbi…

Uccidiamo Berlusconi

Si sa, i politici non capiscono un tubazzo di internet. Dei suoi modi informali, ruvidi e irridenti, delle sue irriverenti e giocose dinamiche. E fingono di essere ancora più tonti apposta, per convenienza. Spingere a perseguire (con mesi di ritardo) i pericolosi criminali che incitano all’odio, rilasciando allarmate dichiarazioni a TG unificati è qualcosa di altamente deficiente e grottesco. La solita arma di distrazione di massa, regalata però da un branco di non oculatissimi cazzeggiatori abusivi

Si sta come d’autunno sulla blogosfera i blogguerz

True blogger

I blog (in Italia) sono considerati lo schifo dello schifo, la feccia della feccia, il buco nero dei buchi neri, insomma, un nauseabondo e sconfinato concentrato di stronzate da schivare a tutti i costi. Se dite che vi drogate, o che sopprimete bambini orfani leggendo loro poesie di Bondi mentre li affogate nell’acido, non otterrete sguardi di disapprovazione altrettanto potenti che ammettendo di coltivare questa insana passione. I blog cadono stecchiti, uno dopo l’altro, uccisi da facebook e dai suoi biscottini sfigati

Le noccioline fanno muovere il web?

Un paio di peanuts

La pubblicità in rete non rende un pene, si sa. Murdoch ha profetizzato che si passerà alle news a pagamento, e lui non sbaglia mai, però c’è sempre un però. Altri hanno corretto il tiro: micropagamenti, che pare più fattibile. Psicologicamente, cacciare fuori due euri tantissime volte è più semplice che separarsi una tantum da una cifra più sostanziosa. (La ggente è strana, e puttana). La carta stampata sta venendo igienicamente uccisa dall’internetwebz che da parte sua non decolla. Il montepremi pubblicitario non

Le dieci regole d’oro per diventare un blogger di successo

Blogger di successo

1) Scrivi almeno tre post al giorno, tutti i giorni (Natale e Ferragosto inclusi). 2) Scrivi dei post di riserva per i momenti di panico in cui sarai a corto di ispirazione. 3) Scrivi post per altri blog famosi, allo scopo di ampliare la tua fetta di mercato. 4) Commenta i blog di tutti quelli che conosci, e anche di quelli che non conosci, entusiasticamente. 5) In alternativa, flamma e insulta tutti. Fingiti fiero sostenitore di Paolini, Ghedini e del partito olandese dell’orgoglio coprofago per attirare l’attenzione.

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