
Di solito nel web si “sboroneggia”, millantando conoscenze, letture, visioni e ascolti in quantità semi-industriale. Tanto chi verrà mai a casa tua a controllare se hai realmente letto (e soprattutto direi assimilato, compreso) tutta la Storia della città di Roma nel Medioevo di Gregorovius in dieci agili volumetti da un quintale l’uno, ponendoti scomodi e imbarazzanti quesiti? Ebbene, io trovo invece che sia giusto ammettere anche, se non le sconfitte, quantomeno i pareggi (interni, famo, però), cioè quelle opere che non siamo Continua a purgarti >>

Ero alla ricerca di qualcuno da insultare, come al solito, per il blog. Ma poi, guardando il gatto abilmente spaparanzato nei suoi teoremi semi-immaginari, mi sono venuti in mente solo pomeriggi lontanissimi, altrettanto sprofondati, quando il tempo veniva lasciato scorrere senza opporre poi particolare resistenza nella convinzione che ce ne fosse ancora una quantità sovrumana nel bagagliaio, imprigionati per bene i doveri nella clessidra, e io sorseggiavo bottiglie ghiacciate di Martini solo parzialmente oscurate nelle Continua a purgarti >>

«Ogni volta che ti ho tradito con i tuoi amici, con i tuoi superiori nell’esercito, con i tuoi allievi, con l’elettricista e l’idraulico, era sempre per venirti incontro. Solo a te mi rivolgevo, persino quando urlavo.» Ilana. La scatola nera è una delle opere narrative più forti e riuscite di Amos Oz, capace di mostrare gli aspetti più diversi e feroci del rapporto di coppia e della società israeliana, allo stesso tempo. Si tratta di un romanzo epistolare, insomma roba un po’ “fuori tempo massimo” Continua a purgarti >>

Diceva un tale che un libro indegno di essere letto una seconda volta, beh, non avrebbe meritato nemmeno l’onore della prima lettura. Fondamentalmente concordo, e, senza farmi scrupoli di alcun tipo, i volumi noiosi li lascio anche a metà, per sfregio: abbasso i diritti del libro, viva senz’altro i diritti del lettore. Trovo però che la lettura fast food non sia da disprezzare totalmente, ostentando imponenti alzate sopraccigliari. Un agile, futile romanzetto come Arcodamore, di Andrea De Carlo, per esempio, a mio avviso è degno sì di Continua a purgarti >>

Antigone, per motivi religiosi, vuole assolutissimamente sfidare l’interdizione e con essa la comunità, onorando con una degna sepoltura il corpo del fratello Polinice (magari poco sincero, magari responsabile della guerra scatenata contro la patria, ma comunque ormai accoppato e lasciato allegramente in pasto ai cani). Già la sorella Ismene, però, non è poi tanto convinta di rischiare la lapidazione per questo. Le si oppone soprattutto Creonte, con la sua legge severa condivisa dai soliti vecchi babbuini Continua a purgarti >>