Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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Musica

Curt Smith – Soul on Board

1993. Derby del cuore in casa Tears for Fears. Orzabal, col nick della casa madre, è ovunque con le varie Elemental, Cold, Goodnight Song e (soprattutto) Break it Down Again. Mentre Smith, già poco convinto di suo, si deve accontentare… Continua a leggere →

Helloween – Chameleon

Gli Helloween li ho sempre seguiti e digeriti poco, anche al mio picco storico di metallitudine, quello degli scambi matti e disperatissimi, così come le carriere soliste dei membri, le band fondate dagli ex, le reunion improbabili “scurdámmoce ‘o passato”… Continua a leggere →

Mietta – Per esempio… per amore

Le accuse che vengono ripetutamente mosse alla mia persona relativamente a una presunta e un po’ snob insensibilità nei confronti della musica pop italiana più o meno contemporanea (diciamo da Nilla Pizzi in avanti) sono fortemente esagerate. In realtà ho… Continua a leggere →

Il Maestro, aka Domenico Bini

YouTube, croce e delizia: sono solito dirne cose turche, soprattutto con riferimento al pozzo nero senza fondo dei commenti (e vabbè, sul web è raro trovare oasi di decenza in questo senso) e relativamente agli infiniti video che fanno “mappazza”… Continua a leggere →

Vanden Plas – Colour Temple

L’impulso a scrivere questo post, il classico “Someone is wrong on the internet” dell’insuperata vignetta, nasce da una recensione del disco letta in giro, del tipo: “Sì, abbastanza carino, ma niente de che, meglio quest’altro, bla bla” (ma perché fanno… Continua a leggere →

Walter Wanderley – Rain Forest

Seduto su una sedia in vera plastica fuori dallo Spizzico di un centro commerciale all’aperto all’improvviso sento un uomo lamentarsi, forse si tratta di più uomini in difficoltà, magari sottoposti ad atroci torture, ma non sembrano nemmeno urla, parole umane,… Continua a leggere →

I Mother Earth – Dig

Nessuna persona normale naturalmente oggi si ricorda degli I Mother Earth, ma negli anni Novanta hanno ricevuto dischi d’oro e di platino a badilate in Canada, da dove provengono (ma nessuno si cura di quello che succede da quelle parti,… Continua a leggere →

Depressive Age – Symbols for the Blue Times

L’opera di ripescaggio quotidiana vede protagonista questa valida e strana band tedesca ovviamente quasi ignorata dal web (il disco è del ’94, quando ancora l’informazione musicale era retta dalle riviste cartacee, che quasi di certo lo premiarono, altrimenti è difficile… Continua a leggere →

Trumans Water – Spasm Smash XXXOXOX Ox & Ass

I Trumans Water sono tra i pochi gruppi ad aver creato solo casino disorganizzato in grado di godere delle mie morigerate simpatie, sarà perché ero giovane e ci andavo a correre al Parco degli Acquedotti, quindi sembrava bello tutto, ricordo… Continua a leggere →

King’s X – Faith Hope Love

Tutti i critici e gli intenditori sostengono che i King’s X avrebbero meritato molto di più in carriera, ma guardiamo in faccia la realtà, se proponi un balzano mix tra Neri per caso (basta co’ ‘sti Beatles), hard rock/metal, prog,… Continua a leggere →

Billy Idol – Cyberpunk

Alcune cose, nella vita, si capisce in partenza che verranno snobbate e derise, non c’è bisogno neanche di attendere la reazione del pubblico, quella dei professoroni!1 chiamati a giudicare dai loro scranni fatati, o quella, ancora più spietata, dei mercati…. Continua a leggere →

Dixie Dregs – Full Circle

Full Circle è il mio album preferito dei Dixie Dregs, quello della momentanea (?) reunion e della maturità, nel quale certi tratti distintivi dei vecchi tempi si perdono leggermente (forse un po’ meno sviolinate – Jerry Goldman, Mahavishnu Orchestra, mica… Continua a leggere →

The Big F – Is

L’alba risorge per i fessi, figuriamoci per i The Big F, pontificava Fuzz Fuzz Pascoletti, chissà se è ancora vivo e come si procaccia da vivere, dalle pagine di qualche rivista metal – tipo Psycho!, ma mi sa che era troppo presto… Continua a leggere →

Alluminogeni – Scolopendra

Italia, anni Sessanta/inizio Settanta. Un mondo nel quale gruppi di rock progressivo rischiano quasi a loro insaputa di partecipare al Festivalbar o al concerto di Capodanno dato da Tele Capodistria, e si fa la gara a chi dà alla sua… Continua a leggere →

John Hiatt – Perfectly Good Guitar

Quando nel ’93 uscì Perfectly Good Guitar il mondo parallelo delle riviste di rock moscio tipo Buscadero ne fu traumatizzato, se ne parlava come se Hiatt da agreste e morigerato cantautore emulo di Neil Young si fosse trasformato, vendendo l’anima… Continua a leggere →

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