Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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Musica

Il Maestro, aka Domenico Bini

YouTube, croce e delizia: sono solito dirne cose turche, soprattutto con riferimento al pozzo nero senza fondo dei commenti (e vabbè, sul web è raro trovare oasi di decenza in questo senso) e relativamente agli infiniti video che fanno “mappazza”… Continue Reading →

Vanden Plas – Colour Temple

L’impulso a scrivere questo post, il classico “Someone is wrong on the internet” dell’insuperata vignetta, nasce da una recensione del disco letta in giro, del tipo: “Sì, abbastanza carino, ma niente de che, meglio quest’altro, bla bla” (ma perché fanno… Continue Reading →

Walter Wanderley – Rain Forest

Seduto su una sedia in vera plastica fuori dallo Spizzico di un centro commerciale all’aperto all’improvviso sento un uomo lamentarsi, forse si tratta di più uomini in difficoltà, magari sottoposti ad atroci torture, ma non sembrano nemmeno urla, parole umane,… Continue Reading →

I Mother Earth – Dig

Nessuna persona normale naturalmente oggi si ricorda degli I Mother Earth, ma negli anni Novanta hanno ricevuto dischi d’oro e di platino a badilate in Canada, da dove provengono (ma nessuno si cura di quello che succede da quelle parti,… Continue Reading →

Depressive Age – Symbols for the Blue Times

L’opera di ripescaggio quotidiana vede protagonista questa valida e strana band tedesca ovviamente quasi ignorata dal web (il disco è del ’94, quando ancora l’informazione musicale era retta dalle riviste cartacee, che quasi di certo lo premiarono, altrimenti è difficile… Continue Reading →

Trumans Water – Spasm Smash XXXOXOX Ox & Ass

I Trumans Water sono tra i pochi gruppi ad aver creato solo casino disorganizzato in grado di godere delle mie morigerate simpatie, sarà perché ero giovane e ci andavo a correre al Parco degli Acquedotti, quindi sembrava bello tutto, ricordo… Continue Reading →

King’s X – Faith Hope Love

Tutti i critici e gli intenditori sostengono che i King’s X avrebbero meritato molto di più in carriera, ma guardiamo in faccia la realtà, se proponi un balzano mix tra Neri per caso (basta co’ ‘sti Beatles), hard rock/metal, prog,… Continue Reading →

Billy Idol – Cyberpunk

Alcune cose, nella vita, si capisce in partenza che verranno snobbate e derise, non c’è bisogno neanche di attendere la reazione del pubblico, quella dei professoroni!1 chiamati a giudicare dai loro scranni fatati, o quella, ancora più spietata, dei mercati…. Continue Reading →

Dixie Dregs – Full Circle

Full Circle è il mio album preferito dei Dixie Dregs, quello della momentanea (?) reunion e della maturità, nel quale certi tratti distintivi dei vecchi tempi si perdono leggermente (forse un po’ meno sviolinate – Jerry Goldman, Mahavishnu Orchestra, mica… Continue Reading →

The Big F – Is

L’alba risorge per i fessi, figuriamoci per i The Big F, pontificava Fuzz Fuzz Pascoletti, chissà se è ancora vivo e come si procaccia da vivere, dalle pagine di qualche rivista metal – tipo Psycho!, ma mi sa che era troppo presto… Continue Reading →

Alluminogeni – Scolopendra

Italia, anni Sessanta/inizio Settanta. Un mondo nel quale gruppi di rock progressivo rischiano quasi a loro insaputa di partecipare al Festivalbar o al concerto di Capodanno dato da Tele Capodistria, e si fa la gara a chi dà alla sua… Continue Reading →

John Hiatt – Perfectly Good Guitar

Quando nel ’93 uscì Perfectly Good Guitar il mondo parallelo delle riviste di rock moscio tipo Buscadero ne fu traumatizzato, se ne parlava come se Hiatt da agreste e morigerato cantautore emulo di Neil Young si fosse trasformato, vendendo l’anima… Continue Reading →

Inferno – Psychic Distance

Repubblica Ceca, Ucraina, Estonia, Francia, Essex, Svezia, Augusta, Roma, Costa Rica, Illinois, perfino India. Il numero di band, generalmente metal o punk, chiamate Inferno è prevedibilmente piuttosto elevato. Gli Inferno che pubblicarono nel 1994 quest’unico e obliato disco per la Massacre… Continue Reading →

Curve – Cuckoo

Come il mondo possa fare a meno dei Curve è per me giorno dopo giorno fonte di mistero. Dream pop, shoegazing, goth, noise, industrial rock fusi con sapienza e sfoggio di personalità, nella colpevole (semi)indifferenza dei carrozzoni indie cialtroni, con… Continue Reading →

3 (Emerson, Berry & Palmer) – To the Power of Three

Il prog, si sa, è assai malvisto in società, non sia mai che il rock vada oltre il pezzo di quattro minuti (se ti proclami indie a certe condizioni lo puoi fare) basato su due accordi e il sagace schema… Continue Reading →

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