Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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Trumans Water – Spasm Smash XXXOXOX Ox & Ass

I Trumans Water sono tra i pochi gruppi ad aver creato solo casino disorganizzato in grado di godere delle mie morigerate simpatie, sarà perché ero giovane e ci andavo a correre al Parco degli Acquedotti, quindi sembrava bello tutto, ricordo… Continue Reading →

King’s X – Faith Hope Love

Tutti i critici e gli intenditori sostengono che i King’s X avrebbero meritato molto di più in carriera, ma guardiamo in faccia la realtà, se proponi un balzano mix tra Neri per caso (basta co’ ‘sti Beatles), hard rock/metal, prog,… Continue Reading →

Billy Idol – Cyberpunk

Alcune cose, nella vita, si capisce in partenza che verranno snobbate e derise, non c’è bisogno neanche di attendere la reazione del pubblico, quella dei professoroni!1 chiamati a giudicare dai loro scranni fatati, o quella, ancora più spietata, dei mercati…. Continue Reading →

Dixie Dregs – Full Circle

Full Circle è il mio album preferito dei Dixie Dregs, quello della momentanea (?) reunion e della maturità, nel quale certi tratti distintivi dei vecchi tempi si perdono leggermente (forse un po’ meno sviolinate – Jerry Goldman, Mahavishnu Orchestra, mica… Continue Reading →

The Big F – Is

L’alba risorge per i fessi, figuriamoci per i The Big F, pontificava Fuzz Fuzz Pascoletti, chissà se è ancora vivo e come si procaccia da vivere, dalle pagine di qualche rivista metal – tipo Psycho!, ma mi sa che era troppo presto… Continue Reading →

Alluminogeni – Scolopendra

Italia, anni Sessanta/inizio Settanta. Un mondo nel quale gruppi di rock progressivo rischiano quasi a loro insaputa di partecipare al Festivalbar o al concerto di Capodanno dato da Tele Capodistria, e si fa la gara a chi dà alla sua… Continue Reading →

John Hiatt – Perfectly Good Guitar

Quando nel ’93 uscì Perfectly Good Guitar il mondo parallelo delle riviste di rock moscio tipo Buscadero ne fu traumatizzato, se ne parlava come se Hiatt da agreste e morigerato cantautore emulo di Neil Young si fosse trasformato, vendendo l’anima… Continue Reading →

Inferno – Psychic Distance

Repubblica Ceca, Ucraina, Estonia, Francia, Essex, Svezia, Augusta, Roma, Costa Rica, Illinois, perfino India. Il numero di band, generalmente metal o punk, chiamate Inferno è prevedibilmente piuttosto elevato. Gli Inferno che pubblicarono nel 1994 quest’unico e obliato disco per la Massacre… Continue Reading →

Curve – Cuckoo

Come il mondo possa fare a meno dei Curve è per me giorno dopo giorno fonte di mistero. Dream pop, shoegazing, goth, noise, industrial rock fusi con sapienza e sfoggio di personalità, nella colpevole (semi)indifferenza dei carrozzoni indie cialtroni, con… Continue Reading →

3 (Emerson, Berry & Palmer) – To the Power of Three

Il prog, si sa, è assai malvisto in società, non sia mai che il rock vada oltre il pezzo di quattro minuti (se ti proclami indie a certe condizioni lo puoi fare) basato su due accordi e il sagace schema… Continue Reading →

Marsheaux – A Broken Frame

Le Marsehaux sono due greche invasate dal pop elettronico e dai Depeche. L’omaggio è totale, la devozione incondizionata, a partire dalla copertina, con il duo di spalle in solenne completo bianco a sostituire l’enigmatica e pluripremiata figura falciante col capo… Continue Reading →

Mandragora Scream: Fairy Tales from Hell’s Caves

Tantissimi anni fa andai a un concerto dei Lacuna Coil (ma perché? boh) e il gruppo spalla erano questi Mandragora Scream dei quali non sapevo niente, e che ovviamente erano molto più interessanti di Scabbia e soci, soprattutto la cantante… Continue Reading →

14 Songs

Paul Westerberg fece questo disco, oltre ovviamente che per guadagnare, per dipingere se stesso come un uomo semplice agli occhi della gente, un uomo che ama stare in cucina (o nel seminterrato, ora non ricordo cose dicesse di preciso nell’intervista concessa a Mucchio… Continue Reading →

L’ululante angolo dei remix

Cominciamo leggeri con un classico di David Whittaker, Panther, rifatto da Mongo Erectus. Notevole anche l’abbinamento con l’inquietante video, pescato dal famoso Bohc’èscrittolì. Su RKO spopolano i remix orchestrali che a me generalmente lasciano freddino. Mi piace invece infliggermi ripetuti… Continue Reading →

Mind Odyssey più disquisizione sulla pesantezza del metallo

Nella mia vita sono sempre stato diffidente nei confronti di due tipi di persone. Quelle che non ascoltano il metal e lo dileggiano spesso apertamente con aria di superiorità morale come genere inferiore (di solito ascoltano tristissimi cantautori americani recensiti… Continue Reading →

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