Archive for the ‘Musica’ Category

Sounds of the universe è un negozio di dischi radical chic a Londra, ma, non essendo per il momento miliardario, non ho mai verificato di persona questa succosa informazione. Sounds of the universe è anche il titolo, suppongo fortemente autoironico, dell’ultimo disco dei Depeche Mode, ancora irrisi da molti o comunque presi poco sul serio per via di Just can’t get enough, una delle hit più tamarre o irresistibili dei primi anni 80 (in realtà partorita da Vince Clarke che poi fuggì schifato negli Yazoo/Erasure), e poi Everything counts in large Continua a purgarti >>

I Mindfunk (in origine Mindfuck, ma quei binettini della Sony/Epic li costrinsero a cambiare nome, terrorizzati dal possibile, devastante impatto della parolaccia sulla psiche delle massaie indifese) sono uno dei gruppazzi più sottovalutati espulsi dai primi anni 90. Costoro hanno assorbito nel corso delle varie formazioni che si sono susseguite (una diversa a ogni disco) gente che per un attimo è stata chiamata a far brillare i cessi di band rinomate quali M.O.D, Celtic Frost, Ministry, Soundgarden. E Continua a purgarti >>

Ok, è appurato: agli italiani la musica funk(y) proprio non va giù. Un’esterofilia stereotipata a senso unico, genuflessa solo in direzione di certe mode e modelli (santoni del classic rock, fattoni del circuito alternative, puttane del pop mainstream più platinato, profeti new wave nemici della fame nel mondo ma amicissimi del proprio, non esattamente terzomondista, conto in banca). E, sul fronte interno, troppi cantautori comunisti (ndSilvio) seriosi e dalle pretese intellettualoideggianti, più attenti ai Continua a purgarti >>

Fin da piccolo, mi è sempre piaciuto intervistare ggente di tutti i tipi, i colori, le estrazioni sociali, mettendo a rischio in alcuni casi la mia incolumità. Il motivo? Boh, ma sostanzialmente penso che, nonostante ciò che si dice in giro, l’umanità abbia un sacco di robe interessanti da raccontare. Ora che ho a mia disposizione addirittura un intero blogghe, mi sono detto: perché non riprendere a coltivare questa insana abitudine? L’onere della prima intervista spetta nientepopodimeno che a uno dei più promettenti musicisti Continua a purgarti >>

Artura, Agilulfa, Ermenegilda, Crocifissa e Maria Stronza (non ho voglia di cercare i nomi veri) furono le vincitrici di Pop Star nel 2001, una delle trasmissioni più loffie, diseducative e dimenticabili di tutti i templi. Ciò conferì alle suddette poveracce l’insano diritto di avere fior fior di produttoroni, visagisti, titillatori di capezzoli e ghost writer palestratissimi ai loro piedi. Allo scopo di adagiare sugli scaffali l’ennesimo compact disco del quale le tredicenni di tutto il globo sentivano fortemente il bisogno (un po’ come Continua a purgarti >>

Pipistrelli decapitati senza giusto processo. Cantanti che si amputano il cazzo in realtà assai piccino sul palco senza anestesia, lo affettano con cura certosina e se ne nutrono mandando le groupies in delirio (non si capisce di cosa dovrebbero essere contente, a pensarci pene). Pseudoassoli di due note due composti col suddetto fallo sul cesso cinque minuti prima di andare in sala d’incisione (non sia mai che riflettendoci sopra qualche secondo in più venga meno la spontaneità) e ripetuti fino allo sfinimento. Continua a purgarti >>

Esbjörn Svensson è stato un pianista svedese purtroppo deceduto lo scorso anno alla bamboccionesca età di quarantacinque anni. Fatale pare gli sia stata la peperonata ingerita prima di un’immersione nell’arcipelago di Stoccolma nel corso della quale intendeva probabilmente pescare nuove, lungimiranti idee da integrare nella musica del suo complessino (si vocifera di un’incipiente svolta krautcock). Giovanni Allevi è un pianista (?) italiano in vita (?) da quasi quarant’anni dall’abbigliamento non particolarmente sobrio Continua a purgarti >>

(Non so se sia stato trasmesso in TV a ritmi luciferini dato che non guardo emtivì dal ’46. Il motivo? Troppi i video infilati a tradimento tra le pubblicità e i programmi fallici, ormai, non ho più il fisico). Nel mondo, la gente che si droga è tanta. Si sa. Ma in Scandinavia evidentemente ce n’è di più. Molta di più, a giudicare dal filmato qui trasmesso nei paraggi, anche se pare sia stata Berlino in realtà a ispirare le ultime pubalgie dell’ennesima, inclassificabile (secondo iTunes, cazzocapiscono). Musicista capace di Continua a purgarti >>

Ho letto e straletto tutte le “FAQ” nelle quali Scaruffi si difende dagli assalti scomposti dei vari peracottari in delirio, e nella maggior parte dei casi sono d’accordo con lui, trovo che le risposte ai fan invasati siano efficaci, pertinenti e talvolta dotate di un certo sex appeal. Fondamentalmente, apprezzo l’opera improba di quest’ometto, la trovo tutto sommato autorevole e importante (non sto a spiegare perché, tante cose le darò per scontate altrimenti viene fuori un papiro infinito… so benissimo che molti lo ritengono Continua a purgarti >>

Siamo verso la metà di quegli abulici e iperproduttivi (discograficamente parlando) anni 90. Il grunge è appena morto stecchito, soppresso a fucilate da Kurt Cobain. Qualcosa di impertinente si sta agitando nella scena musicale britannica e non solo. Qualcosa di velatamente (ma neanche tanto) opprimente, elegante, decadente. Il mio coinquilino chic è chirurgicamente barricato nella sua stanzetta, circondato da saggi alieni incomprensibili più grandi di lui, e dai costosissimi e originalissimi ciddì dei vari Tricky, Portishead Continua a purgarti >>

Ivan Graziani: “È molto difficile rinunciare a un certo modulo vincente per poi andare a vedere che cosa diavolo potrebbe succedere se si agisse in tutt’altro modo. Soprattutto essendo consapevoli di quello che si sta facendo. E Lucio lo era”. Benché Battisti sia stato un artista estremamente popolare nel nostro Paese, il periodo finale della sua carriera, quello segnato dalla collaborazione con Pasquale Panella, è oscuro a molti. Non è difficile capire il perché: in spiaggia è più facile canticchiare le bionde Continua a purgarti >>

Rachmaninov sta sul cazzo ai cinefili perché abusato abusivamente da Hollywood. Rachmaninov sta sul pene ai musicologi, lo odiano in quanto ha continuato a comporre incurante del susseguirsi delle mode e del passaggio a un secolo nuovo di zecca. I suoi preludi sono decisamente più vicini per sensibilità, eleganza e romanticherie a quelli di Chopin, piuttosto che alla roba di Schoenberg e gli altri pazzi. Il numero 10, il più autobiografico di tutti, parola di Francesco Amadori, è anche quello che fa indubbiamente più male dentro fra Continua a purgarti >>