Archive for the ‘Racconti’ Category

La spazzatura era ormai del tutto fuori controllo e gli escrementi si riproducevano in continuazione, abbronzatissimi, davanti agli occhi attoniti degli osservatori internazionali e delle associazioni dei consumatori, invadendo la vita sociale dei netturbini, della gente. Ormai l’immondizia faceva attivamente parte della routine quotidiana, delle abitudini alimentari e sessuali. Nessuno tentava più seriamente di escluderla e i sacchetti erano ammessi in via ufficiosa alle varie Continua a purgarti >>

oltrepassate le prime difficoltà
lo vidi chiaramente intrufolarsi in un Incompleto
un edificio che si scoperchiava facilmente grazie a delle leve alquanto vistose e intuitive
era stato dipinto con un colore rassicurante
sul retro, qualcuno aveva deposto confortanti scene di vita familiare in campagna
la presenza, all’interno del complesso, di schiere di lavoratori rivestiti lasciava supporre che esso fosse in ristrutturazione” / “un affascinante espediente architettonico” (un critico aveva appena garantito) le fondamenta erano state Continua a purgarti >>

le porte, molto estese al loro arrivo, si rimpicciolivano in un attimo, tanto da consentire l’accesso quasi esclusivamente ai personaggi nani / essi si staccavano dai rami, dal fondale, con un movimento netto ed entravano fiduciosi e particolarmente convinti / le loro gambette artigianali demolivano distanze enormi, articolandosi in maniera incredibilmente rapida e accurata, nonostante l’apparente, millenario non-utilizzo / ulteriori entrate, anticipate da un autentico maggiordomo, che risaltava / la musica principale Continua a purgarti >>

capovolto.
piedi di materiale affine
mi riconducevano, apparentemente in modo definitivo,
alla Sequoia Incontrastata e dai limiti incerti
soltanto immaginarie altre conoscenze
non mi rivolgevo ai Corpi Appesi, che si estendevano uniformi
svolgendosi anche nel sottosuolo,
si attribuivano Continua a purgarti >>

Non sapevo dei miei illustri antenati e comunque la realtà che mi era stata presentata dai media non coincideva con quella che mi sarei poi trovata ad affrontare. Prima di poter uscire dalla grotta natia, sbarazzandomi delle attenzioni morbose del bue ma soprattutto di un asinello in chiara astinenza sessuale, dovetti infatti imparare per bene alcuni poderosi manuali. Questo perché, in quell’epoca di audaci sperimentazioni sociali, l’educazione non veniva impartita direttamente dai genitori, noooooo Continua a purgarti >>

Bob andava a scuola. Bob però amava marinare la scuola (e anche bruciacchiarla un po’, all’occorrenza). Bobby limonava, non molto ma però. Bobby ogni tanto si dopava, di un doping lieve, sì, quasi amministrativo. Bob suonava in un complessino in un localino. In un angolino, Bob. Si radeva, ma raramente. All’improvviso, in Bob qualcosa cresce. Le canne non sono più l’obiettivo principale delle sue giornate, il jazz perde d’interesse. Bob non ama più i fiori. Bob non gioisce più, non esulta più alla vista Continua a purgarti >>

Ieri, o forse in un recente passato chissà, ho iniziato una serie di conversazioni rimaste poi in sospeso. So che non potrò svolgere decentemente le attività che avevo pianificato. Non prima, almeno, di aver avuto notizie attendibili sulla sorte di quei colloqui abbandonati. Gli scambi verbali sono stati nel complesso abbastanza cordiali, mi pare di ricordare, ma a tratti inverosimili, urticanti, verticali. Questo il retrogusto. È come se avessi proferito qualcosa di orribile e totalmente inadatto , modificando la realtà oggettiva con Continua a purgarti >>

La nuova enciclica del Papa s’annuncia come il manifesto della fecondazione provvidenzialmente assistita, nel senso che l’importante è sfornare nuovi individui che vadano ad ingrassare gli ingranaggi della catena di montaggio delle rendite finanziarie dello IOR, anche in vista dell’imminente crisi dei valori annunciata dal FMI. Il fedele dovrà quindi munirsi d’apposito spillino buca preservativi, in modo da poter giocare, di nascosto, simpaticissimi scherzi da prete ai propri amici, conoscenti, frequentatori occasionali di feste e Continua a purgarti >>

in un vicolo male illuminato
mirko mi spinge per violentarmi
stesa in un angolo lo vedo bene
lo estrae con accuratezza
lo fa mulinare solennemente
vorticosamente
ci gioca gli fa le coccole Continua a purgarti >>

Sua madre era una rubizza e canuta signora, inesauribile, molto attenta alle altrui esigenze. Viveva in un alloggio minimo, separato. Aveva il suo mondo in basso e acquistava salumi nostrani, formaggiose forme e altre squisitezze che era solita stivare sopra o all’interno di un imponente e tenebroso megalite, principalmente allo scopo di regalare un sorriso ai commercianti truffaldini di passaggio. La sera amava radunarsi con le altre arzille vecchiette, attorno al braciere; si scambiavano piccoli doni Continua a purgarti >>

Sono un ultras.
Non ho una vita, non ho interessi.
Lavoro tutta la settimana.
Oppure non ho un lavoro.
Non ho un cervello.
Ma ho un coltello.
Ben nascosto.
Sono di estrema destra. Continua a purgarti >>

Inaugurata a Milano l’ultima provocazione dell’artista italiano. Colloquio con Chaltron Heston. Di Paolo Coniglio. L’invito mi viene recapitato tramite il più formale dei mezzi di comunicazione. Dentro una busta assolutamente comune, è contenuto un biglietto da visita la cui plastificazione rivela il colore della carta speciale con cui è stato confezionato. Cioccolata essiccata? Potrebbe anche essere, se non fossi stato preventivamente informato dal patròn dell’evento, l’artista di fama internazionale Chaltron Heston Continua a purgarti >>