Archive for the ‘Racconti’ Category

Inaugurata a Milano l’ultima provocazione dell’artista italiano. Colloquio con Chaltron Heston. Di Paolo Coniglio. L’invito mi viene recapitato tramite il più formale dei mezzi di comunicazione. Dentro una busta assolutamente comune, è contenuto un biglietto da visita la cui plastificazione rivela il colore della carta speciale con cui è stato confezionato. Cioccolata essiccata? Potrebbe anche essere, se non fossi stato preventivamente informato dal patròn dell’evento, l’artista di fama internazionale Chaltron Heston Continua a purgarti >>

Un tempo mi erano indifferenti. Anzi, è capitato qualche volta che abbia tirato loro del granoturco dalle retrovie, con entusiasmo, con fiducia. Sconsiderata fiducia: ero un bimbetto, alto solo un metro e un cazzo. Un illuso, un libero. Un indifeso, un inerme. Un errante, un manifestante. Un povero piccolo psicopatico predisposto ad ampi gesti e abbracci. Abbaiando, manifestavo gioia ed esultanza, principalmente, e vari altri sentimenti pacioccosi indefinibili che saltellavano in me. Ricordo la Continua a purgarti >>

La musica pompa, è un battito animale.
I corpi sudano, avvolti dalle luci stroboscopiche.
Gli arti danzano, s’incrociano stravolti e ormai semi-indipendenti.
Lui la avvista in lontananza: è bionda, slanciata, ben svestita, snella.
Fighetta, diciamo, in una parola.
Sa ballare, si muove bene, sa valorizzare il suo corpo.
Lei lo vede, quasi contemporaneamente: è alto, moro, carismatico, snello.
Sa danzare, si muove bene, sa valorizzare il suo pene.
Il pacco, difatti, sporge vistoso. Continua a purgarti >>

Quel pomeriggio si ripresentò — o meglio, fece di nuovo irruzione, senza preavviso — recando sottobraccio l’inusitato oggetto. Un pallone, ma non come tutti gli altri sfortunatissimi che avevano contraddistinto la nostra semisconosciuta attività. Una palla di spugna, ottenuta sicuramente — dopo una sequenza facilmente ricostruibile di ricatti e piagnistei — da uno dei famigerati e quasi mitologici cugini più grandi. È impossibile spiegare quanto fosse vissuto quel cimelio, pieno di strappi e odori. Avvertii la presenza di Continua a purgarti >>

Giocavamo ai soldatini per le scale di casa sua.
Uno ruzzolò giù, scoordinato.
L ‘ I N S E G U I M E N T O .
Ma la mamma maniaca dell’igiene l’aveva già spazzato.
Fagocitato, e procedeva oltre su per la scala, instancabile.
Vogliosa di nuove pulizie.
Sempre più ambiziose.
Tipo pulire la casa del Re. Continua a purgarti >>

Una volta terminata la scuola, stufa di tutto, decisi di aprire un blog. Presto però, sarà stato per via del template, che ormai già non mi rispecchiava più e che non riuscivo a modificare senza produrre disastri, oppure dei commenti (solitamente del tipo: «Bello il tuo blog, vieni a vedere il mio?», per tacere degli insulti…). Non so, fatto sta che lo abbandonai al suo destino, e ne inaugurai un altro, e poi un altro ancora. Apri uno, apri due, apri tre, a un certo punto potevo disporre di tantissimi, coloratissimi blog Continua a purgarti >>

Non mi recai in farmacia a effettuare l’acquisto, sarà perché inconsciamente lego questo asettico luogo non all’eros e al divertimento, bensì a medicinali, acciacchi e malanni assortiti. Saltai velocemente nell’ordine anche la pizzicheria, la lavanderia, la gelateria, la salsamenteria, nonché il negozietto “tutto a mille” (lire), l’amico benzinaio e le pompe funebri all’angolo, per vari e ingombranti motivi che non sto qui a dipingere. Il supermercato, invece, quello sì, quello mi sembrava il Continua a purgarti >>

Continuando a camminare trovai nuovi pezzi della fanciulla. Probabilmente la conoscevo da sempre, attiva anche nella fase precedente. Ma sì, me la ricordo rubizza abbracciata ai grandi giocattoli, sotto i tavoli, eruttava prontamente, saltellava con baldanza. Qualche evento imprevisto doveva poi averle azzerato i colori, spalancando nuove ferite, prosciugando la nutella che prima scorreva copiosa in lei. Avevo notato che a quel punto preferiva barricarsi dietro le porte, usandole come appendici, semplici Continua a purgarti >>

Intrappolato. Incerto tra pareti. Esploro la casa, mi abituo al personale. C’è già una famiglia apparentemente completa. Grazie ai domestici, sguazzo tra le comodità. Ed è sempre tutto così perfettamente aggiornato. Vengo trascinato a tavola. Mio padre si eleva stabilmente dal terreno, fornito di spalle a parallelepipedo. È determinato. Quando qualcuno dà fastidio in giardino, lo assale senza troppi complimenti. Ne stronca velocemente le pretese, poi torna a sedersi, senza pulirsi. Non si sa se abbia fatto il soldato, è ancora Continua a purgarti >>

Dopo aver intravisto un po’ di notizie sportive al televideo, come di consueto, sbuffando, esco di casa. La porta, dispettosa, sembra però misteriosamente inceppata, sigillata. Le parlo con dolcezza, la corteggio, provo a convincerla in tutti i modi, ma non c’è verso. Devo assolutamente uscire al più presto, sbarazzandomi se possibile di ogni indumento, anticipando la canicola che sta cercando con violenza di sopprimermi, ingiustamente. Imprecando, mi calo con una certa naturalezza dal finestrone Continua a purgarti >>

Accantonata la sedicente maestra, noi bambini usavamo radunarci proprio sotto l’immenso tavolo del salone principale. Ci scambiavamo doni misteriosi, avvolti nella carta costosa / rumorosa Il tavolo era il nostro tetto e il nostro grande, principale amico. Disegnavamo figure strambe, strabiche, sotto di esso, personaggi irriconoscibili, generalmente sferici, fino a pasticciare intere cerimonie nuziali, simili a scene di caccia rupestri con feriti. Per progettare le figure più ingombranti, dai contorni di Continua a purgarti >>

Sogno la casa oramai antica di una fidanzata psichedelica. Incorporeo e insonorizzato perquisisco, apro le stanze. Dotato di soli occhi, ritrovo il bagno, luminoso e inaccessibile (apparentemente). Frugo lo stipetto dei medicinali alla ricerca di forti emozioni (o più realisticamente di liquido spermicida). Visione fugace laterale, scorgo la sorella maggiore, contesa da intellettualoni palestrati mangiati rapidamente. Continua a sovrastarla psicologicamente imponendole piccole umiliazioni, usa la sua stanza come discarica Continua a purgarti >>