Archive for the ‘Sport’ Category

Far giocare RomaJuventus uno a uno il lunedì sera equivale a uccidere un calcio già stramazzato più volte. L’atmosfera però sembra proprio quella tesa e imperlata di edonismo degli anni 80. La compagine al soldo di Luigi Enrico si gioca tutto. È la partita della svolta, la ventordicesima. Sarà mai possibile elevare proficuamente il torello degli allenamenti a credibile sistema di gioco nella serie A Tim del futuro pur senza disporre di Messi e alieni vari? Non penso proprio, e infatti la sensazione è che Continua a purgarti >>

Non per stereotipata esterofilia, ma fin dai tempi della gloriosa Telemontecarlo e della sua vetrina sul calcio internazionale ho sempre apprezzato il campionato inglese ben più di quello italiano, così inquinato da tatticismi esasperati, simulazioni olimpioniche e dirigenti piagnucolosi. Nel football anglosassone intravedevo una sorta di oasi selvaggia, un inconsueto rito officiato da uomini rudi, ignoranti e con parecchi spigoli in grado di correre e voltolarsi nel fango come bestie per più di un’ora e Continua a purgarti >>

Mi chiedo come l’Italia possa pretendere di organizzare gli Europei di calcio, o anche solo un torneo rionale di balconing, se le sue Forze dell’Ordine lasciano questo blecbloccume vario a volto coperto libero di stuprare a piacimento le nostre bisnonne, i nostri monumenti e le nostre istituzioni. A cosa servono la pubblicizzatissima tessera del tifoso, i tornelli, le zone di prefiltraggio? Perché Viviano è il portiere della nazionale e non, ad esempio, il suo aiuto-cuoco? Perché fanno levare i tappi di plastica dalle Continua a purgarti >>

Sarà il masochismo che avanza con l’età, o la sordità incipiente, ma a me le vuvuzelaS cominciano incredibilmente a stare un po’ meno sui cojotes e a dare assuefazione. Sarà perché creano quell’atmosfera onirica e un po’ così che dal divano di casa ti senti emotivamente catapultato in una sorta di dimensione parallela nella quale all’improvviso ogni cosa può accadere. O magari perché comunicano alle mie gonadi una sorta di strana tensione primitiva in grado di trasformare anche il più fesso degli zero a zero giocato tutto a Continua a purgarti >>

Il Paraguay non è cambiato di una virgola rispetto a quello di Francia ’98, eliminato da un golden gol transalpino al termine dei centotredici minuti più soporiferi che l’umanità ricordi. Eroici catenacciari con la maglia del Lanerossi Vicenza che quando si ritrovano un pallone tra i piedi lo guardano straniti, come se si trattasse di un pericoloso ordigno in grado difargli esplodere l’acconciatura. Non tentando neppure seriamente di orchestrare alcunché, ma affidandosi con orgoglio ai soli calci da fermo (ma Chilavert Continua a purgarti >>

Il titolo de Il Giornale è quanto di più. Sbarabableurgh, carpiato. Pensala come ti pare, ma inneggiare alle uccisioni (in extraterritoriali acque poi), semplicemente, no. Un quotidiano (a finanziamento statale) non è il blogghettino di periferia dove urlare il trucidamente scorretto, senza filtri, senza cervello, scorreggiando più forte, sempre un po’ di più, per attirare l’attenzione. Nessuna sorpresa, ma il giochino ha un limite. Se l’Ordine dei Giornalisti (o chi per lui) esistesse, queste marranate sarebbero assolutamente Continua a purgarti >>

Julio Sergio 6 Para tutti i retropassaggi. Riise 0,5 Sempre in ritardo all’appuntamento con Pazzini. Potrebbe almeno far finta di, non so, saltare, contrastarlo, gufarlo, sussurrargli all’orecchio paroline irriferibili, trafiggere pupazzetti voodoo con le sue fattezze, fargli il solletico sotto le ascelle mentre si stacca imperiosamente dal suolo, genufletterglisi in segno di resa promettendogli sua nonna/sorella/moglie se non fa gol, travestirsi da componente dei Village People declamando passi della Critica della ragion pura in Continua a purgarti >>

Uno che a diciannove anni diciannove aveva già capito tutto, come si sta in campo, come ci si allena, la dieta più sana, che tipo di vita deve fare un fuoriclasse vero, morigerato sul terreno di giuoco e fuori. I campioni del passato, dai traumi e dalle vicende più interessanti (sì, ok, la somatotropina, zzz), s’inserivano creativamente con i loro picchi umorali di eleganza sopraffina nel gioco corale, portandolo a un altro livello. Così Van Basten, o Maradona. O Cruijff, che era solo un sublime, intelligentissimo ingranaggio, un Continua a purgarti >>

Da piccolo, la società mi ha inculcato con insistenza soprattutto tre doveri fondamentali: non accettare caramelle dagli sconosciuti, ama Gesù e tifa sempre per le squadre italiane nelle coppe europee, mi raccomando, sennò vai all’Inferno. Figure autorevoli e baffutissime come Marino Bartoletti, o forse era Adalberto Bortolotti, dalle colonne del Guerino tuonavano su chi osava opporre obiezioni del tutto ragionevoli. Tipo, ma io il lunedì/giovedì mattina sono circondato da frotte di Continua a purgarti >>

Dopo l’ultima, interessantissima edizione del Superbowl giuro che non mi lamenterò mai più del recente inserimento in pianta stabile di bridge, dressage, bukkake e uncinetto tra le discipline olimpioniche CIO approved. Delle partite che finiscono zero a zero sbadigliate tutte a centrocampo con annesso flusso di coscienza obbligatorio di Salvatore Bagni sfuggito all’antidoping, alle camicie di forza, ai trilioni di bollettini del canone RAI urlanti che assumono sembianze umane per prenderlo a stivalate sul Continua a purgarti >>

Tutto il calcio minuto per minuto compie (i suoi primi) cinquecento anni. Il che lascia sgomenti e increduli, perché l’impressione è che questa singolare trasmissione (istituzione, verrebbe da dire) sia invece sempre esistita in qualche modo. Che le voci siano, in tutte le salse e le epoche, rimbalzate senza interruzioni nei bar più ignoranti, negli involucri delle 127, nelle camere da letto porcheggiate agli spigoli delle strade. Raccontare uno sport via radio, smontandolo e rimontandolo grazie al solo ausilio delle Continua a purgarti >>

Il caso Marrazzo, le sparate di Giulio sul posto fisso, quelle di Silvio sull’IRAP, le cazzo di primarie del piddì e quest’influenza che ormai suineggia sempre più porcellosamente rischiano di far passare in secondo piano notizie di ben maggiore importanza. Come l’addio ai campi di giuoco di Vieri per dedicarsi a tempo pieno alla gnocca (cit. Bambino). Oddio, il Bobone nazionale, senza saperlo, si era già ritirato diverse primavere or sono, ma babbè. Inestimabile l’eredità lasciata ai poster da uno dei centravanti più Continua a purgarti >>