Opinioni psichedeliche, sentenze ineducate e altri stoltiloqui

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Quando gli uragani erano più umani

Io me lo vedo Gramellini che si alza la mattina, controlla il conto corrente e pensa: “Quali stronzate posso mettere insieme oggi per intortare le nonne e gli avventori dei bar che mi comprano i libri? Mmh, vediamo un po’, potrei partire dall’uscita di Romney e infilarci la solita tirata nostalgica contro Halloween, obbligatoria di questi tempi… Un etto e mezzo di strali creativi, luoghi comuni e frasi a effetto che non significano un cazzo (ma mi fanno apparire una penna brillante agli occhi dei fan di Fazio) contro la globalizzazione e

Ogni tanto ad alcuni individui veniva offerta la vita eterna

La decisione, presa dall’alto, era del tutto arbitraria e imprevedibile. L’annuncio veniva dato informalmente da supermegafoni collocati da qualche parte, nei cespugli (della mia e della tua fantasia), sui cazzi pubblici, tra le crepe delle anziane signore ipnotizzate dai lavori in corso. Subito i miracolati finivano per essere circondati e aggrediti bavosamente dagli altri. Gli esclusi. Gli sfigati. Quelli che ingiustamente non erano stati beneficiati dalle statalistiche elargizioni e che cercavano in

Storia di un pene

Cazzo gigante

Giulio se ne stava chiuso in casa a masturbarsi ininterrottamente da oltre sei mesi quando la polizia fece irruzione. Un agente dal fisico asciutto e dai lineamenti mediterranei, baldanzoso e munito di manganello regolamentare, lo sorprese sul WC intento a scrutare video di YouPorn, e così lo arrestò. Giulio non oppose resistenza, era evidente che spippettarsi con quelle modalità e quel furore agonistico non fosse del tutto giustificabile nell’attuale società, con i suoi canoni un po’ ammuffiti e

Padre Bio

buco

Padre Bio era un giovane nerd reincarnatosi per errore (con le mani bucate e tutto) nel XIII secolo, un XIII secolo diverso da come siamo abituati a immaginarlo. Padre Bio spendeva molto per le sue possibilità, forse troppo, e per mantenere il suo tenore di vita era costretto a fare miracoli. Letteralmente. Purtroppo Padre Bio non era più quello di un tempo, non sempre le magie gli riuscivano col buco. Se gli presentavano uno storpio, e lui lo miracolava, era probabile che questo oltre a non

Due amici

Casa neve

Due amici, uno dodicenne e l’altro di una settantina d’anni più vecchio, si incontrano nel grande parco innevato. Li osservo scherzare mano nella mano, sempre più complici, sciorinando denti e aneddoti poco plausibili. Costruire la loro amicizia su giganteschi pupazzi, per poi rincorrersi freneticamente, guerreggiando a colpi di palle esplose in piena faccia, con grande istrionismo. Tutti i giorni sono lì, immersi in uno stupefacente silenzio. Circondati da irreali paradisi di bianca, gelidissima

Voglia di qualcosa di buono

Bambino buono

Ugo affamatissimo, stanco morto dopo il lavoro, decide come al solito di entrare in un fast food appartenente a una nota catena per rifocillarsi, ben sapendo che i panini in realtà vengono preparati con la tenera ciccia di bambini del terzo mondo prelevati e ammassati in grandi quantità (probabilmente senza ascoltare il loro insignificante parere), indi tuffati dentro un orribile e gigantesco tritacarne ultrapuzzolente, è più economico e così si abbattono i costi di produzione, le economie di

Gli esuberi

Lavoratori

Gli onesti operai di una grande fabbrica sono convocati dai loro dirigenti. Vengono chiesti sacrifici, responsabilità, straordinari non pagati. La rinuncia a diritti un tempo considerati inalienabili, per combattere una crisi che non dà respiro. L’alternativa è la perdita dei posti di lavoro, lo smantellamento totale e irreversibile. Il trasferimento della produzione in Qoolonystan, dove piccoli omini non chiedono altro che di sgobbare trentasei ore al giorno in cambio di frustate sullo scroto e un po’ di

Eucarestia sì, eucarestia no, se famo du’ spaghi

Uno dei rari momenti vagamente interessanti della religione cattolica tutta è rappresentato dal rito della comunione. Il parroco, o chi per lui, improvvisamente interrompe la salva di formule vuote e dalla dubbia moralità pavlovianamente fatte fuoriscire dai suoi orifizi per ricreare con maestria un alone di mistero nei pressi di un tabernacolo dalla retroilluminazione quasi aliena. Una botta di sana concretezza alimentare che risveglia il fedele messo a dura prova da inumani quarti d’ora all’insegna di un atavico sonno

Odio il primo aprile

Primo Aprile

Il PD ha vinto di nuovo le elezioni. Gigi D’Alessio si è riprodotto. Silvio Berlusconi si è costituito. Google ha comprato Microsoft. Giovanni Rana ha comprato Google. Microsoft ha comprato Giovanni Rana. Renzo Bossi è stato nominato direttore della Biennale di Venezia. Mourinho ha vinto il festival di Sanremo. Il massaggiatore del Milan è il nuovo direttore del TG1. Il cane di Mastella è diventato presidente dell’AGCOM. I ricercatori del CERN sono riusciti a creare in laboratorio un buco nero mentre

Mario

Busto medio

Mario era un uomo immaginario sui cinquant’anni, uno e ottanta, corporatura media, quasi calvo, ma con non molti capelli, ma in compenso con un lavoro. Mario aveva abitudini alquanto banali e abitudinarie, il bar, la Roma, le puttane il sabato sera. (Non giudicatelo, voi andate a trans). Mario entrava spesso in chiesa, e talvolta ne usciva. Mario faceva la spesa per sopravvivere, come tutti, e cercava di sopravanzare le file alle poste (prima dell’invenzione del numeretto), ma con

Lego d’Iddio

Saluto

Dev’essere qualcosa di inestimabilmente appiccicoso e insaziabile. Un blob senza fine che si autoriproduce e si espande alle periferie più assurde e malfamate dell’universo, contagiando e inglobando ogni forma di vita, orribilmente, senza che la polizia intergalattica possa alzare un dito. Oceani insanguinati di primogeniti e sensi di colpa, figliolprodighi accolti e poi evirati, vergini stuprate per essere adorate meglio, vitelli e profeti sterminati in nome del più inguardabile e pantagruelico degli

Pizza stronzi

Pizzapazza

L’atmosfera irreale, e forse anche un po’ postnucleare, di quei giorni. Il negozio tutto a un euro improvvisamente defunto, senza un perché. Al suo posto, la solita (come trattenere l’entusiasmo) pizzeria. Non dovrei entrare ma gli aromi mi ipnotizzano, molesti. Seguo le scie chimiche di fritture antiche e malsane, oli di ottava mano, del motore, serviti e amalgamati da un bot orientale dai capelli che più bisunti non si può. Penetro gradasso e affamato con aria di sfida. Mosche verdi, blu e

Spesa matta

Spesa folle

Quando, girellando per i negozi, vedo qualcosa che mi piace o che mi potrebbe interessare o tornare utile, pur se non esattamente non indispensabile, per qualsivoglia ragione e che temo possa smaterializzarsi per futili motivi da un momento all’altro, magari per la situazione economica che si ammala sempre più, o perché gli alieni potrebbero invadere inavvertitamente il centro commerciale scambiandolo per uno snodo strategico della rete logistica di una nascente potenza militare mitteleuropea da controllare

Visitors

Gatto Papere

La stazione era satura di odori e offerte luccicanti di ogni tipo, mentre l’accattonaggio vivacchiava ai lati. Un flusso improvviso di corpi pelosissimi e malvestiti intasò i corridoi proprio al momento dell’arrivo del mio conoscente. Un gruppo di stranieri lo conteneva come un ripieno, bufali biondi nordeuropei. Mi travolsero, spedendomelo tra le braccia col suo bagaglio tanto fighetto. Mi salutò senza spettinarsi particolarmente, come invece era uso nella vecchia compagnia dalla quale provenivamo.

Cancella il debito, ok, ma fa’ qualcosa anche per la paraculaggine dilagante

Scheletro con tagliaerba

Bono le ha cantate Abberlusconi dopo il processo. Jovanotti ha cagato Ammerdasconi prima del concerto. Bertrucidoni ha intonato barzellette zozze strepitose durante l’esibizione dell’avvocato Mills a Villa Certosa. Tipo la sai quella degli ebrei ricchioni lebbrosi con il ritmo nel sangue che affogano in un caffè comunista, e la colpa è — ahahahahah! — di Prodi e del suo euro malfatto. I rocker parlano troppo, e si drogano troppo poco ormai. Per questo sono in declino. È opinione diffusa. Tra la gente sulla

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