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La solitudine del piromane

Bicicletta in fiamme

Mi affacciai alla finestra, risvegliato dall’odore. Inebriante, ottundente. Insistente, potentissimo. Particelle subatomiche, puzzle di umanità carbonizzata venivano a me, saltellanti. Salivano gioiosamente, ricamando eccitazione sulle mie papille. Mi sporgevo sempre più incurante del pericolo, quasi completamente esterno. Richiami inalberati dei parenti, annoiati in lontananza. Mi acciuffavano mani, artigli di dubbia provenienza.
Intanto lo vedevo, dalla finestra, si avvicinava. Più enorme, più importante a ogni passo.

Nessuna mosca è stata maltrattata durante questo post

Mosca

Le mosche sono curiosi e occhiuti insetti che viaggiano, nel mondo. La letteratura e il cinema, si sa, sono debitori verso questi strani esseri dalle troppe zampe. Senza di loro, la vita per l’uomo sarebbe probabilmente migliore, più vivibile, meno pruriginosa. Nessuno infatti verrebbe più importunato dai loro continui, psichedelici ronzii, nell’inferno delle stanze. Dai loro svolazzi, inutili, orrendi, interminabili. Estivi, concentrici, murati in forni incandescenti e condizionatori rotti. Anche la produttività aumenterebbe non poco.

Eresia culinaria

Cattedrale

Giovani preti vestiti di nero masticano la paroladiddio. Alti, ben rasati risputano formule morte che rimbalzano sugli affreschi, sulle vetrate. Inoffensive sugli angoli delle signore addobbate. Imbalsamate in piena estate come alberi di Natale. Vecchie mai state altro che sniffano rosari su rosari. Simulano sofferenza per antichi omicidi, rimasti impuniti, ancora una volta, fontanelle improsciugabili di piastrine divine. Colpe mai credute scolpite sulle facce come rughe dolorosissime. Reati mai caduti in prescrizione

Per me un altro riempitivo, grazie

Lavatrici

Mi pare che alla fine della fiera la maggior parte degli individui che come me si aggirano inconsapevolmente per le nostre strade siano estremamente arroganti e noiosamente pieni di sé. Gente continuamente impegnata a straparlare, a gesticolare nervosamente inviando MMS a destinatari a me (e probabilmente anche a loro) in parte sconosciuti, e in generale ad affermare la propria presunta personalità, il proprio pene, unto e flaccido, e i propri valori. Nel meno dipietristico dei sensi. Indi per cui la timidezza diventa

Versacci (’09 reprinted edition)

Toro

In quel periodo la pleisteiscio non era ancora stata inventata, e aggeggi infernali come i videofonini per filmare gli stupri in classe da mettere su YouTube non erano nemmeno immaginabili. Per questo stavo sempre fuori a lungo, ore e ore ad annusare l’aria. I pomeriggi li trascorrevo con un mio amico minuscolo a lanciare macchinine contro il muro (ovviamente per stabilire chi fosse più duro), pochi suoni. Oppure ai piedi della palazzina di marzapane dove vivevo, mentre i vicini mi sfilavano accanto, indifferenti e

La zona dei rifiuti si estendeva a dismisura

Omini spazzatura

La spazzatura era ormai del tutto fuori controllo e gli escrementi si riproducevano in continuazione, abbronzatissimi, davanti agli occhi attoniti degli osservatori internazionali e delle associazioni dei consumatori, invadendo la vita sociale dei netturbini, della gente. Ormai l’immondizia faceva attivamente parte della routine quotidiana, delle abitudini alimentari e sessuali. Nessuno tentava più seriamente di escluderla e i sacchetti erano ammessi in via ufficiosa alle varie

(unerkannt)

edificio

oltrepassate le prime difficoltà
lo vidi chiaramente intrufolarsi in un Incompleto
un edificio che si scoperchiava facilmente grazie a delle leve alquanto vistose e intuitive
era stato dipinto con un colore rassicurante
sul retro, qualcuno aveva deposto confortanti scene di vita familiare in campagna
la presenza, all’interno del complesso, di schiere di lavoratori rivestiti lasciava supporre che esso fosse in ristrutturazione” / “un affascinante espediente architettonico” (un critico aveva appena garantito) le fondamenta erano state

ingressi

lucchettone

le porte, molto estese al loro arrivo, si rimpicciolivano in un attimo, tanto da consentire l’accesso quasi esclusivamente ai personaggi nani / essi si staccavano dai rami, dal fondale, con un movimento netto ed entravano fiduciosi e particolarmente convinti / le loro gambette artigianali demolivano distanze enormi, articolandosi in maniera incredibilmente rapida e accurata, nonostante l’apparente, millenario non-utilizzo / ulteriori entrate, anticipate da un autentico maggiordomo, che risaltava / la musica principale

Nessuna differenza tra gay ed etero per l’arcivescovo di Canterbury. Ma la Bibbia e il Papa sono d’accordo?

Le relazioni omosessuali possono riflettere l’amore di Dio”. Non è Luxuria a dirlo, e nemmeno Cecchi Paone, ma Rowan Williams, capo di una Chiesa anglicana sempre più attenta ai diritti di gay e donne (mentre quella cattolica…). Se lo sentisse Benedetto XVI gli prenderebbe un colpo. Eppure è proprio vero, secondo Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury, primate della Comunione anglicana e poeta di successo, Dio (se fosse finalmente libero di esprimersi senza intermediari e interpreti impegnati in un’opera di continuo

distacco

Dutch Tree

capovolto.
piedi di materiale affine
mi riconducevano, apparentemente in modo definitivo,
alla Sequoia Incontrastata e dai limiti incerti
soltanto immaginarie altre conoscenze
non mi rivolgevo ai Corpi Appesi, che si estendevano uniformi
svolgendosi anche nel sottosuolo,
si attribuivano

Le pecore non sono interlocutori

Sono solo lungo la discesa, in equilibrio su due acque diverse
Le pecore non sono interlocutori
Quando vengono trasformate posso cavalcarle,
come in un sogno perlustrare il fondo del mare alla ricerca dell’erba migliore
vengono aggredite

In queste condizioni, le loro ferite sono del tutto trascurabili
Mi vedono se cerco di confondermi con i cespugli
Provo a mettere in pratica la velocità istintiva

Ed è proprio quello che avvenne, splat!

Sex Fair

Non sapevo dei miei illustri antenati e comunque la realtà che mi era stata presentata dai media non coincideva con quella che mi sarei poi trovata ad affrontare. Prima di poter uscire dalla grotta natia, sbarazzandomi delle attenzioni morbose del bue ma soprattutto di un asinello in chiara astinenza sessuale, dovetti infatti imparare per bene alcuni poderosi manuali. Questo perché, in quell’epoca di audaci sperimentazioni sociali, l’educazione non veniva impartita direttamente dai genitori, noooooo

Bob era un ragazzo come tanti finché.

Lavavetri

Bob andava a scuola. Bob però amava marinare la scuola (e anche bruciacchiarla un po’, all’occorrenza). Bobby limonava, non molto ma però. Bobby ogni tanto si dopava, di un doping lieve, sì, quasi amministrativo. Bob suonava in un complessino in un localino. In un angolino, Bob. Si radeva, ma raramente. All’improvviso, in Bob qualcosa cresce. Le canne non sono più l’obiettivo principale delle sue giornate, il jazz perde d’interesse. Bob non ama più i fiori. Bob non gioisce più, non esulta più alla vista

Conversazioni non terminate

pazzia

Ieri, o forse in un recente passato chissà, ho iniziato una serie di conversazioni rimaste poi in sospeso. So che non potrò svolgere decentemente le attività che avevo pianificato. Non prima, almeno, di aver avuto notizie attendibili sulla sorte di quei colloqui abbandonati. Gli scambi verbali sono stati nel complesso abbastanza cordiali, mi pare di ricordare, ma a tratti inverosimili, urticanti, verticali. Questo il retrogusto. È come se avessi proferito qualcosa di orribile e totalmente inadatto , modificando la realtà oggettiva con

Vicoletto (2008 re-release)

in un vicolo male illuminato
mirko mi spinge per violentarmi

stesa in un angolo lo vedo bene
lo estrae con accuratezza
lo fa mulinare solennemente
vorticosamente
ci gioca gli fa le coccole

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