Archive for the ‘Video’ Category

Ho sempre reputato inumano che le rockstar siano obbligate per contratto a morire tra aspri duoli o ad abbandonare trentenni (manco fossero campioni di atletica leggera con la data di scadenza ben impressa sul lato b) il mondo tutto frizzi e cazzi degli Mtv awards per chiedere asilo politico da latitanti a qualche oscuro circolo bocciofilo. A travestirsi con barbe finte da montanaro, tipo l’ultimo Sting, e dire addio alle virili chitarre e agli effetti del mestiere per dedicarsi esclusivamente alla loro nuova, fiammante passione: suonare il Continua a purgarti >>

Ti capita mai di essere affascinato da una cosa, fino al punto di provare piacere quasi fisico nell’osservarla, una cosa talmente trash, ma questo non è probabilmente il termine giusto, andrebbe amalgamato con un po’ di aggettivi rendenti l’idea di una superficiale, animalesca e gradassa ottusità circondata da nugoli di brufolosissimi luoghi comuni intenti a far festa e a ridefinire per sempre la parola “qualunquismo”, che pensi no, non è poffibile, se l’avessi voluta fare io apposta, anche impegnandomi, mettendocela Continua a purgarti >>

Se ne diceva giustappunto su friendfeed (sono fissato, lo so). La trasmissione dell’altra volta, riproposta su Iutubb in quattordici polposi spezzoni (e clicca), Politkovscosa, Ken Saro-Wiva, autore nigeriano impiccato dalle multinazionali malvagie, ecomostri (fantastico il momento in cui analizza la subdola pubblicità che girava sulle reti private), Miriam Makeba morta praticamente per lui, ma già censurata prima perché invitava le donne a danzare contro i regimi, ecc. Beh, è stata notevole, sì, nonostante Fazio. Eppure Continua a purgarti >>

Tre fanciulle acqua, sapone e nutella incontratesi su un treno un dì, di martedì. Tre tastiere d’annata, armonie corali e una drum machine per un sound atmosferico distante mille miglia tanto da eiaculazioni similclassiche quanto dal baccano rocchenrolle che ormai ci affligge. Degli Stereolab inevitabilmente dekrautizzati resi ancora più ripetitivi, inoffensivi e cinematografici dalle avversità della vita (il monicker Au Revoir Simone deriva da una frase presente in Pee-wee’s Big Adventure di Tim Burton Continua a purgarti >>

È un po’ che l’amato Renato sbraita più del solito per ottenere quell’attenzione in grado di fargli dimenticare per qualche ora la sua triste condizione, quindi negargli un post sarebbe a dir poco anticostituzionale. Si pensi che l’altra sera a Controcampo una timida semibattuta di Mughini (!) sul ministro in questione ha generato momenti di autentico gelo siberiano in studio (immagino che verrà epurato già dalla prossima puntata, come la topa che ha fatto sgusciare via dal vestito il capezzolo malandrino). Continua a purgarti >>

Nonostante i miei attuali e umorali gusti propendano recisamente per il funky jazz, il folk ellenico e la musica worldiscoindiemomazurka souloungefreelectropop wavepunkinglese, “quand’ero più giuovine” ho avuto i bei miei precedenti penali da metallaro, che non rinnegherei nemmeno se minacciassero di spararmi nelle trombe di Eustachio a palla tutta la discografia di Bbburzum per l’eternità. Sguardo truce, chioma fluente (che avevo già da prima ma babbè), maglietta da metallaro (una, avuta in regalo). E poi Continua a purgarti >>

I Kraftwerk, non lo scopre certo il mio costumista, sono uno dei gruppi più incredibilmente geniali e decisivi mai partoriti. Non solo sono stati a dir poco insostituibili per lo sdoganamento della musica elettronica, un tempo rinchiusa nelle accademie. Ma senza di loro perfino baldi musicisti come i Platters, Michael Jackson e Anna Tatangelo avrebbero probabilmente battuto ben altre tangenziali. Il loro messaggio, recentemente appena riverniciato da una patina cupa e asfissiante, è stato capace di attraversare indenne intere ere Continua a purgarti >>

(E in Cangurolandia). Il gruppo che amo. In questo momento. Decisamente, i Cut Copy. Dan Whitford, professione aiutoimbianchino, graficosodomizzato, apprendistasalumiere diggièi. Dopo un periodo relativamente lungo di addestramento. Reclutò i suoi due adepti, australiani ambedue. (Mai capito il senso di questa nazione, tanto grande, tanto sola soletta sulle carte geografiche, io lascerei democraticamente decidere agli aborigeni o ai masupiali le sue sorti ma vabbè). All’inizio degli anni 2000 Continua a purgarti >>

Non fumo. Ma uno dei ricordi d’infanzia più stupendosi e che conservo con maggior cura è quando andavo a sniffare i capelli di mia mamma conditi dal profumo delle Emmesserosse o Lindablù, mentre lei era intenta a disegnare furiosamente tre e mezzo o uni meno meno colorati e giganteschi sui compiti di malcapitati alunni cresciuti solo fuori. Inoltre, mi piaceva squartare sigarette in apparenza innocenti per masticarne avidamente e incoscientemente il contenuto. E poi sputare, o deglutire il tutto grazie all’aiuto di sane Continua a purgarti >>

Affermata conduttrice,
giornalista, e pure attrice!
inviata a Pietrelcina,
in Australia e in Indocina,
ad Atene e in Minnesota
segue il clero assai devota;
è col papa al Giubileo,
a Don Vespa sugge il Continua a purgarti >>

Ok, è appurato: agli italiani la musica funk(y) proprio non va giù. Un’esterofilia stereotipata a senso unico, genuflessa solo in direzione di certe mode e modelli (santoni del classic rock, fattoni del circuito alternative, puttane del pop mainstream più platinato, profeti new wave nemici della fame nel mondo ma amicissimi del proprio, non esattamente terzomondista, conto in banca). E, sul fronte interno, troppi cantautori comunisti (ndSilvio) seriosi e dalle pretese intellettualoideggianti, più attenti ai Continua a purgarti >>

Non me la sento di criminalizzare Giuliani per aver, sostanzialmente, previsto quanto accaduto, nonostante la frase pompiereggiante finale (immagino che il rischio di beccarsi denunce per procurato allarme e patenti di imbecillità da parte dei big abbia inciso). Certo che il mantra “i terremoti non possono essere previsti” non sembra più così inscalfibile come ai vecchi tempi. È altresì molto triste che perfino eventi di questo genere, che dovrebbero unire e ricompattare le genti intorno alle Continua a purgarti >>

Artura, Agilulfa, Ermenegilda, Crocifissa e Maria Stronza (non ho voglia di cercare i nomi veri) furono le vincitrici di Pop Star nel 2001, una delle trasmissioni più loffie, diseducative e dimenticabili di tutti i templi. Ciò conferì alle suddette poveracce l’insano diritto di avere fior fior di produttoroni, visagisti, titillatori di capezzoli e ghost writer palestratissimi ai loro piedi. Allo scopo di adagiare sugli scaffali l’ennesimo compact disco del quale le tredicenni di tutto il globo sentivano fortemente il bisogno (un po’ come Continua a purgarti >>