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Ode a Daniele Capezzone

Daniele Capezzone

come un palo od un traliccio
che nell’ano un po’ posticcio
mi venisse da un alticcio
infilato per capriccio
m’è simpatico il Daniele
ch’è cresciuto a p*ne e fiele
e sorriso non ha mai
ma apparire vuole in RAI

YouDem: in onda anche disinformazione, trash e ottusità. Con un pizzico di fassismo

walter-veltroni

La “politica di moltiplicazione delle stronzate” (come l’ha battezzata Belgrado Petrini) del PD e dei suoi sciagurati dirigenti prosegue a ritmo incessante e il rischio, andando avanti così, è che queste vadano presto esaurite. E allora è necessario il soccorso degli utenti più assidui della TV veltroniana… Non contento di aver praticamente consegnato mani e piedi il Paese per almeno un paio di lustri a uno schieramento che era alle “comiche finali” , regalando il palcoscenico all’opposizione pane e forcone di

Spegnete YouPorn e accendete Tania: vi salverà dalla masturbazione

youporn

40.000 pompini in cambio di voti: come dimenticare l’oscena promessa dell’aspirante senatrice belga Tania Derveaux? Ora è tornata per guidare le masse fuori dal tunnel senza uscita di YouPorn. Ogni suo video viene visto da centinaia di migliaia di famelici falegnami. L’NEE è un giovane partito situazionista di Antwerpen che dal 2005 non fa altro che protestare contro tutto e tutti (il suo nome infatti significa “no” in olandese), roba che in confronto Caruso e Pecoraro Scanio sono dei dilettanti, insomma. Per alzare le sorti

sometimes you look so small look so small look so

Massive Attack

Siamo verso la metà di quegli abulici e iperproduttivi (discograficamente parlando) anni 90. Il grunge è appena morto stecchito, soppresso a fucilate da Kurt Cobain. Qualcosa di impertinente si sta agitando nella scena musicale britannica e non solo. Qualcosa di velatamente (ma neanche tanto) opprimente, elegante, decadente. Il mio coinquilino chic è chirurgicamente barricato nella sua stanzetta, circondato da saggi alieni incomprensibili più grandi di lui, e dai costosissimi e originalissimi ciddì dei vari Tricky, Portishead

Punto G 19 10

novgorod

Rachmaninov sta sul cazzo ai cinefili perché abusato abusivamente da Hollywood. Rachmaninov sta sul pene ai musicologi, lo odiano in quanto ha continuato a comporre incurante del susseguirsi delle mode e del passaggio a un secolo nuovo di zecca. I suoi preludi sono decisamente più vicini per sensibilità, eleganza e romanticherie a quelli di Chopin, piuttosto che alla roba di Schoenberg e gli altri pazzi. Il numero 10, il più autobiografico di tutti, parola di Francesco Amadori, è anche quello che fa indubbiamente più male dentro fra

Perfect pop song

Stereolab

Giugno 1994 (ma poteva essere anche luglio, o agosto, eh). Il bisogno ossessivo-compulsivo di nuovi freesbee con i quali nutrire l’allora avveniristico compatto stereo del discount mi spinge follemente ad affrontare il Sahara capitolino per recarmi dallo spacciatore degli spacciatori sito in tutt’altra zona dell’universo. Allora, sembra incredibile, ma era possibile tranquillamente affittare i CD proprio come se fossero vogliose puttane, cosa che io facevo puntualmente, masterizzandoli ad amici e parenti, ma soprattutto

Jean Seberg era così

Jean Seberg

Jean Seberg era così eccessivamente bella scolpita nel marmo momentaneo dei suoi ruoli, o anche solo lungo le magiche strade asfaltate in bianco e nero, solcate da personaggi a bordo di autovetture leggendarie, mentre fissava vetrine su vetrine con sincerità, il suo sguardo sembrava nascondere qualcosa, soppesare di continuo nuovi pesi, intrasmettibili, ma era bella così, con un numero eccessivo di amanti, soprattutto perché vera con la depressione insanabile, nella dimensione carismatica della sua fragilità, con

Per quanti sostengono che la musica negli anni 80 facesse cacare

Jones girls

Le fanciulle Jones furono un discreto complessino di vocalist dal look improbabile situato a metà tra le due decadi forse attualmente più rimpiante dai nostalgici babbei di tutto il mondo. Dopo essere state schiavizzate da Diana Ross e da altri abili negrieri in megatour infiniti per una decina d’anni, vissero un effimero periodo di semigloria per conto loro. Amici e parenti stretti si dimenticarono però di acquistare il quarto albo, quindi la RCA le allontanò dagli studi di registrazione a calcioni nel culo. Come se non bastasse

Non ho capito perché dovrei continuare a mentire sul blog

Un viale

Sabato. Mal di testa. Martellate infernali che si avvicinano. Sopprimere telecronisti urlanti sempre più futili. Liberi solo grazie a questo matto, matto indulto. Puglisi conserva la leadership del campionato. Insieme a Bruno Senna. Ecchicazzosenefotte. È ufficiale: l’ex vicino di casa si droga, per essere sempre al top della forma. C’è un momento molto breve della vita in cui sei sulla cresta dell’onda. Ciò ti consente di dormire tre ore a notte, inseguendo pillole blu. Instancabile nei labirinti dipinti di blu che la realtà ti propone/oppone.

Sgarbi Santoro Travaglio AnnoZero Monnezza Veronesi Editto Bulgaro Petruccioli Burp

Vittorio Sgarbi

Se devo essere del tutto sincero, Sgarbi segretamente un po’ mi affascina, non potete mettermelo al livello di un Vito qualunque, dai… Sì, è colto e intelligente. E pure parecchio. Ma non è solo questo. La sue verve trash da parolaio-picchiatore-insultatore-scaricatore portuense, la capacità di spaziare, di passare in pochi istanti da sinapsi e ragionamenti in grado di mettere in apprensione qualsivoglia massaia a stronzate circensi, da macaco mestruato caduto dal seggiolone, mi fa morire. Sì, so bene che è

Due pazzi: Igudesman & Joo (video dementi inside)

Igudesman & Joo

Non tutti li conoscono ancora, ed è un vero peccato. Igudesman & Joo sono non solo due musicisti con i controzebedei rotanti, ma anche due attori comici inarrestabili che rifuggono il tradizionale, solenne (qualcuno direbbe barboso) modo di eseguire e presentare la musica classica. Joo è un superbo pianista che, quando non è impegnato a contrattare al mercato ortofrutticolo gorgheggiando arie e indossando parrucche del ‘700, si diverte a prendere in giro la salma di Rachmaninov per la sua mania di

Da estimatore storico di Under TP non ho mai apprezzato granché Little earthquakes ma dopo millenni di ascolti

Winter, winter… a volte mi appare… sottoforma di pubblicità miliardarie come amplesso di macchine lucide nere sportive sicure pennellano spruzzano rallentano sporcano curve meravigliose assaggiate di neve. Winter, winter, montagna levissima abitanti innevati addomesticati su campi di grano di gioco indubitati, distesa bianca unica una, sola dove accecare bambini che si estendono ovunque pianoforti che si cibano di toriamos scarpette rosse che si ciba di neve. Winter, winter, solitario tremando titubando riff inciampando

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