Archive for the ‘Videogiochi’ Category

Il mondo dei videogiochi ha sempre nutrito una strana e improbabile ossessione per i minatori e, in generale, per le batcaverne sotterranee farcite di tesori incustoditi. Atavici esempi di questo sedicente filone sono titoli come Manic Miner, Miner 2049′er, China Miner, Boulder Dash, The Pit, Dig Dug, Anteater, Oil’s Well, Spelunker, Bagman, Diggers, ecc. (E relativi, eventuali, immancabili seguiti e clonazzi). Gem Miner è il parto di Psym Mobile, casa costruttrice di successi internazionali quali Abduction Continua a purgarti >>

Sono su un carro bestiame insieme ad altri disgraziati, nullafacenti poligoni. Costoro cercano subito di attaccare bottone, ma con la levetta destra del joypad mi volgo annoiato nelle altre direzioni concesse dal dio dei videogiochi e ammiro pigramente il paesaggio innevato. Le solide casette in vera merda e i loro abitanti, felici di non pagare l’ICI (ancora per poco), sembrano venirmi incontro o comunque pascolano vocianti per le strade, per dimostrare subito ai nerd di tutto il mondo la sfavillante Continua a purgarti >>

Nel chiacchierato e centralissimo bar del mio grasso grosso paesello meridionale riuscire a mettere le mani su Dai Ressya Goutou (Iron Horse, per gli amici) era un’impresa. Orde di cassaintegrati cinquantenni barbutissimi, falsi invalidi dalle panze prominenti e dalla vista aguzza, fancazzisti da esportazione, sedicenti giocatori di biliardo, evasori fiscali e casi umani di ogni genere presidiavano in pianta stabile il cassone, inondandolo disperatamente con cicche di sigarette e piogge di gettoni d’oro da Continua a purgarti >>

Un adolescente del 1987 dà in pasto al suo fido home computer una cassetta della serie Top Playgames, quelle con i giochini piratati venduti alla luce del sole in tutte le salse e le edicole. Comincia a caricare, annoiato, la solita rassegna selvaggia di titoli tutti uguali, l’astronavina sperduta in un mondo di astronavine malvagie che però in cinquemila miliardi contro una, chissà perché, non riescono, forse allenate da Benitez; l’ingenuo pupazzetto a forma di fragola con le gambette e il cazzo Continua a purgarti >>

monocromo omino
furtivo introdotto
sprite senza peccato
sbagliato, scherzato
elisir, casseforti
sogni strani, interrotti
sopra i muri pugnali Continua a purgarti >>

Meteos è una delle più illustri e chiacchierate variazioni sul tema Columns fuoriuscite dalla pidocchiosa testa di un qualche acclamato creativo giappoleso negli ultimi anni (in questo caso parliamo dell’incontro/scontro titanico di menti quali quelle di Tetsuya Mizuguchi — “suggeritore” e fondatore di Q Entertainment, oltreché autore di arsgiochi quali Rez e Lumines — e di Masahiro Sakurai, il designer, l’ometto dietro Kirby e Super Smash Bros). C’è chi lo bolla con alterigia come l’ennesimo, classico puzzle Continua a purgarti >>

La mefitica Strega Bianca ha lanciato un micidiale incantesimo sulle pallosissime terre di Narnia, partorite da C. S. Lewis e condannate (a mio avviso giustamente) a rimanere sepolte dalla neve per l’eternità. Abbiamo alcuni bambini dall’aria un po’ viziata, ben animati ma del tutto privi di carisma, che gironzolano per queste brulle lande in visuale isometrica. Trascorrono le loro oziose giornate tirando calci, spadate e palle di neve alle empie creature del luogo allo scopo di raccogliere cibarie e gadget poco Continua a purgarti >>

primitivo con tre vite che gironzoli
di pretese assai modeste senza calcoli
perlopiù cullato appeso alle improbabili
su liane per lo schermo dondolandosi
sgambettate salti al buio si susseguono
i colori accesi ai lati mentre danzano
quegli omini allegri sempre che fischiettano
i remix classicheggianti di Diabelli e Bach Continua a purgarti >>

The Last Canopy (sviluppato da Wan Hazmer/Easy Only! Games, 2008) è un onirico e stravagante shoot’em up in flash a scorrimento verticale realizzato con il nobile intento di dominare la quinta edizione della Casual Gameplay Design Competition, e accaparrarsi i 3500 bigliettoni previsti per il primo premio, oltreché una polposa licenza di Adobe Flash CS3 Professional. In questo assurdo pseudo-manic shooter, vagamente ispirato alla serie Touhou, tocca purtroppo indossare i panni di un’insopportabile fatina amante Continua a purgarti >>

(Il mio budget game non particolarmente bello preferito). I ggiovani delle praterie online permanenti, dimentichi della punteggiatura, non potranno e non vorranno ricordare quei momenti di strettezze (videoludiche e non), quando anche solo modellare culi di pongo in compagnia era taaanto divertente. Contestualizzare è necessario. Il gioco risale al periodo — che ora mi appare lontanissimo e, fortunatamente, perduto — in cui Codemasters inondava il mercato, ingannando il consumatore bue Continua a purgarti >>

Ributtante Robobolt. Una cassettina ingiallita, di quelle che un tempo spuntavano fuori come funghi, mettendo l’edicolante alle strette. Un rapporto problematico [per un po' di tempo lo ignorai...]. Perfino il nome con il quale veniva presentato alle masse, Scorie, non lasciava presagire nulla di buono, e triste era l’impatto con lo screenshot impresso sull’opuscolo [liquidato con spiegazioni particolarmente sbrigative]. Mi avventai invece con rara ingordigia sugli altri giochini del nastro, arcade fracassoni, caricati al Continua a purgarti >>

Combat Cars può essere facilmente liquidato come uno dei tanti giochini con le macchinine viste dall’alto che un tempo pullulavano sui nostri teleschermi, con alterne fortune. Ma dopo qualche partita risulta inequivocabilmente chiaro che questo titolo ha qualcosa in più, qualcosa di cui molti altri flaccidi clonazzi di Sprint/Micromachines sono irrimediabilmente sprovvisti. Ovviamente è sempre assai difficile capire, stabilire e spiegare esattamente quali motivi, al di là della valida realizzazione tecnica, rendano Continua a purgarti >>