Archive for the ‘Videogiochi’ Category

Parliamoci chiaro, Chasm: the Rift verrà (seeeeee) ricordato unicamente perché, per la prima volta nella storia del calcio, mirando bene, era possibile far zompare gioiosamente in aria gli arti e (mi pare anche) la crapa pelosa ai nemici, tra spruzzi festosi e urla inconsulte. Il titolo bolscevico fu immesso incredibilmente sul mercato nonostante Quake fosse già in circolazione da oltre un anno (la differenza tecnica tra i due giuochi appare imbarazzante, ovviamente non proprio a favore del pargolo di casa Action Forms Continua a purgarti >>

lunga nera lucida
vettura sul sentiero
oltrepasso cancelli
una mano apre, rivela
suggerisce mondi arrugginiti
attraverso stanze poco frequentate a bordo di un vecchio cavallo a dondolo Continua a purgarti >>

Mah, sinceramente — prosciugata l’eccitazione iniziale — non ho trovato grossi motivi di interesse nella riesumazione della figura ormai obsoleta di Pac-Man. A parte la possibilità di mandare a zonzo per lo schermino, a piacimento, numerosi panzoni dai bordi gialli, spesso disegnati in modo volutamente pacioccoso e approssimativo. Però, dipingermi più grosso del mostro di fine livello, al solo scopo di intimorirlo -> ingerirlo senza tanti complimenti, è stato sicuramente qualcosa di inusuale, una Continua a purgarti >>

1) Emiliano, parlami di Drink! come se fossi una velina siliconata proveniente da Alpha Centauri. Cos’è, perché, quand’è. Ti vedi a novant’anni ancora qui a bloggare, senza denti né pensione, e con il pene ormai ben poco eretto, ma con l’entusiasmo del primo giorno? / Se fossi una velina probabilmente sarei in lizza per il Parlamento Europeo e di bloggare non m’importerebbe molto. Forse sarei persino analfabeta. Che poi, veline analfabete a parte, riuscire a dire precisamente cosa possa spingere un qualsiasi Continua a purgarti >>

Ero appena atterrato sul brullo e defecato suolo del Mangiabinbistan Orientale, sotterranea e inospitale nazione sconosciuta alla maggior parte delle carte geografiche e dei giornalai. Mi trovavo lì in vacanza premio grazie al supermegacaporedattore mascherato dotato di poltrona in pelle di vero recensore. Ero stato spedito al triste scopo di intervistare degli sviluppatori di videogiochi che stavano allestendo un dozzinale FPS fantapolitico, ovviamente basato sul solito conflitto postnucleare globale Continua a purgarti >>

Qualche millennio fa, tra quintalate di inserzioni pubblicitarie, promesse mirabolanti e donne nude, fu scagliato sul mercato Dark Reign, un comune RTS (gioco di strategia in tempo reale) sottointitolato, con malcelata spocchia, “The Future of War”. A parte un’elegante scatolona blu cobalto che fa tuttora bella mostra di sé sulla mia credenza (versione ammerigana) e almeno un paio di manuali infarciti di solenni stronzate, non aggiungeva granché al tradizionale schema straconosciuto. Era però finalmente (?) Continua a purgarti >>

Venivo dalla delusione di Empire!, pompato da British Telecom come il seguito di Elite, ma che assomigliava in realtà a una versione di Asteroids senza limiti certi. Tau Ceti, invece, offriva spazi probabilmente meno estesi — chi può saperlo, quando pianure elettroniche si susseguono invariate per interi pomeriggi — sicuramente estremi e solitari. Apprezzo particolarmente l’immersione in quei mondi notturni densi d’atmosfera che non sarei mai stato in grado di concepire, perché troppo estranei. Continua a purgarti >>

Esco di casa dopo mangiato e percorro Via Mazzini. Mi avvolge un certo odore di piscio, sale nauseabondo dai rifiuti alieni ai lati. Gli occhi mi squadrano, mi giudicano, rintanati nei bar, barbuti dal barbiere. Ma io avanzo.
Ho già deciso, scavalco le obiezioni, gli abitanti. Incrocio mio padre, scuro in volto, sempre internamente incazzatissimo col mondo. Sicuramente ha già capito tutto. Con gli occhiali da sole sembra un modello egiziano, io stringo in mano dolorosamente le mie dodicimila lire. Continua a purgarti >>

Da poco prelevato il PC nuovo (un Pentium 133 chiamato a sostituire un 286 ormai in disarmo, tormentato da Prince of Persia e dai virus), e già m’interrogavo. Tra un frame e l’altro di Nascar Racing, avevo intravisto mio cugino trastullarsi. Dirigeva i primi orchetti, seguivano pelosi il domatore, così vivi e pulsanti. Traiettorie incerte — solo in apparenza casuali — ma a lui era piaciuto Megarace.

Una mattina mi alzo, mi gratto anarchicamente il pacco, poi faccio colazione. Faccio colazione con Nesquik. È estate, non succede mai nulla, non ho mai un cazzo da fare. Qualcuno mi cerca, qualcun altro urla per ingannare il forno, o forse era il tempo. Evado. Vado al baretto, ma la cicciona malefica mi respinge con troppi arti, senza dimenticare l’alito stantio. Vado in sala giochi allora. C’è un nuovo capannello, c’è un gioco nuovo tutto matto. Un insegnante si contorce per terra, vecchio dentro… ma che si deve fare? Pazzesco Continua a purgarti >>

Pagliarulo è lì, appollaiato davanti alla sala giochi che aspetta di riscuotere, dietro di lui i tamarri. Mi circonda con la sua armatura, mi abbraccia sempre più biondo, ma non ho l’autofire. Lo vedo già morire lì davanti, dopo molti anni, senza neanche essersi allontanato, sposato significativamente, conosce il bar e i suoi frequentatori. Percorro il corridoio giallo, infarcito di parenti, mia nonna estrae i soldi dal fazzoletto e io urlante. Il joystick alieno a forma di cupola è ancora al suo posto, illuminato come Continua a purgarti >>

Una sfida a Sensible (ancora oggi) è come un rutto molesto, un sentimento antico che riaffiora e subito brucia, un pasto furioso consumato senza ripensamenti, possibilmente tra amici alcolici rigorosamente rinchiusi nella stessa cella e settati in modalità primordiale. Opzioni, competizioni preinfornate, mondiale. La musica in fintorock mi accoglie esultante, infondendo gioia e la speranza di distribuire spettacolo a piene mani, attraversando illeso campi leggendari. La scrittina in basso rende noto Continua a purgarti >>