Archive for the ‘Deliri’ Category

Ore 11. Atterrato sul pianeta Terra e ammalatomi di aviaria, mucca pazza, influenza A, internettite acuta e peste bubbonica, decido di guarire dal penultimo male, mettendomi a coltivare i vecchi, sani media tradizionali. Dopo aver piantato alcune radio e alcuni televisori in un promettente orto botanico scelto con Google Maps e averli innaffiati per un po’, faccio quindi il mio ingresso in uno strano edificio a forma di ipermercato. Prelevo un fiammante Kindler per leggere Continua a purgarti >>

Quando, girellando per i negozi, vedo qualcosa che mi piace o che mi potrebbe interessare o tornare utile, pur se non esattamente non indispensabile, per qualsivoglia ragione e che temo possa smaterializzarsi per futili motivi da un momento all’altro, magari per la situazione economica che si ammala sempre più, o perché gli alieni potrebbero invadere inavvertitamente il centro commerciale scambiandolo per uno snodo strategico della rete logistica di una nascente potenza militare mitteleuropea da controllare Continua a purgarti >>

Bono le ha cantate Abberlusconi dopo il processo. Jovanotti ha cagato Ammerdasconi prima del concerto. Bertrucidoni ha intonato barzellette zozze strepitose durante l’esibizione dell’avvocato Mills a Villa Certosa. Tipo la sai quella degli ebrei ricchioni lebbrosi con il ritmo nel sangue che affogano in un caffè comunista, e la colpa è — ahahahahah! — di Prodi e del suo euro malfatto. I rocker parlano troppo, e si drogano troppo poco ormai. Per questo sono in declino. È opinione diffusa. Tra la gente sulla Continua a purgarti >>

Le mosche sono curiosi e occhiuti insetti che viaggiano, nel mondo. La letteratura e il cinema, si sa, sono debitori verso questi strani esseri dalle troppe zampe. Senza di loro, la vita per l’uomo sarebbe probabilmente migliore, più vivibile, meno pruriginosa. Nessuno infatti verrebbe più importunato dai loro continui, psichedelici ronzii, nell’inferno delle stanze. Dai loro svolazzi, inutili, orrendi, interminabili. Estivi, concentrici, murati in forni incandescenti e condizionatori rotti. Anche la produttività aumenterebbe non poco. Continua a purgarti >>

Giovani preti vestiti di nero masticano la paroladiddio. Alti, ben rasati risputano formule morte che rimbalzano sugli affreschi, sulle vetrate. Inoffensive sugli angoli delle signore addobbate. Imbalsamate in piena estate come alberi di Natale. Vecchie mai state altro che sniffano rosari su rosari. Simulano sofferenza per antichi omicidi, rimasti impuniti, ancora una volta, fontanelle improsciugabili di piastrine divine. Colpe mai credute scolpite sulle facce come rughe dolorosissime. Reati mai caduti in prescrizione Continua a purgarti >>

Mi pare che alla fine della fiera la maggior parte degli individui che come me si aggirano inconsapevolmente per le nostre strade siano estremamente arroganti e noiosamente pieni di sé. Gente continuamente impegnata a straparlare, a gesticolare nervosamente inviando MMS a destinatari a me (e probabilmente anche a loro) in parte sconosciuti, e in generale ad affermare la propria presunta personalità, il proprio pene, unto e flaccido, e i propri valori. Nel meno dipietristico dei sensi. Indi per cui la timidezza diventa Continua a purgarti >>

Uno dei più grossi e fastidiosi limiti della comunicazione interpersonale tra le genti che non si conoscono se non, per esempio, tramite un tubo che potrebbe anche esplodere catodicamente da un momento all’altro causando morti e feriti in eurovisione è rappresentato, se ci pensi bene, dal dover parlare in continuazione e per forza di persone e personaggi che hanno già acquisito per un qualche stracazzo di motivo spesso del cazzo una chiara popolarità. Ciò permette di stabilire istantaneamente Continua a purgarti >>

La spazzatura era ormai del tutto fuori controllo e gli escrementi si riproducevano in continuazione, abbronzatissimi, davanti agli occhi attoniti degli osservatori internazionali e delle associazioni dei consumatori, invadendo la vita sociale dei netturbini, della gente. Ormai l’immondizia faceva attivamente parte della routine quotidiana, delle abitudini alimentari e sessuali. Nessuno tentava più seriamente di escluderla e i sacchetti erano ammessi in via ufficiosa alle varie Continua a purgarti >>

oltrepassate le prime difficoltà
lo vidi chiaramente intrufolarsi in un Incompleto
un edificio che si scoperchiava facilmente grazie a delle leve alquanto vistose e intuitive
era stato dipinto con un colore rassicurante
sul retro, qualcuno aveva deposto confortanti scene di vita familiare in campagna
la presenza, all’interno del complesso, di schiere di lavoratori rivestiti lasciava supporre che esso fosse in ristrutturazione” / “un affascinante espediente architettonico” (un critico aveva appena garantito) le fondamenta erano state Continua a purgarti >>

le porte, molto estese al loro arrivo, si rimpicciolivano in un attimo, tanto da consentire l’accesso quasi esclusivamente ai personaggi nani / essi si staccavano dai rami, dal fondale, con un movimento netto ed entravano fiduciosi e particolarmente convinti / le loro gambette artigianali demolivano distanze enormi, articolandosi in maniera incredibilmente rapida e accurata, nonostante l’apparente, millenario non-utilizzo / ulteriori entrate, anticipate da un autentico maggiordomo, che risaltava / la musica principale Continua a purgarti >>

capovolto.
piedi di materiale affine
mi riconducevano, apparentemente in modo definitivo,
alla Sequoia Incontrastata e dai limiti incerti
soltanto immaginarie altre conoscenze
non mi rivolgevo ai Corpi Appesi, che si estendevano uniformi
svolgendosi anche nel sottosuolo,
si attribuivano Continua a purgarti >>

Nonostante i progressi mirabolanti in campo scientifico e tecnologico, cose semplici come l’Amaro Montenegro e il rincorrersi dissennato delle stagioni (forse non ancora del tutto assassinate dai luoghi comuni) sembrano dare apparentemente un senso, talvolta, a moltissime esistenze inconsapevoli che girovagano per i blog (anche), depositando qualche fugace macchia espressionista di colore su passanti (ignari) e fedine (penali), però. Ora non voglio, sto bene così, la stagione per convenzione chiamata Inverno. E da individuo Continua a purgarti >>

Sono solo lungo la discesa, in equilibrio su due acque diverse
Le pecore non sono interlocutori
Quando vengono trasformate posso cavalcarle,
come in un sogno perlustrare il fondo del mare alla ricerca dell’erba migliore
vengono aggredite
In queste condizioni, le loro ferite sono del tutto trascurabili
Mi vedono se cerco di confondermi con i cespugli
Provo a mettere in pratica la velocità istintiva Continua a purgarti >>

Alzai gli occhi al cielo e vidi un uragano, venire dal nord. In una grande nube, tutta circondata da bagliori, lampeggiavano fulmini. In mezzo ai lampi risplendeva qualcosa simile ad un metallo incandescente. Al centro della nube vidi quattro figure che sembravano esseri umani. [...] Avevano due ali spiegate verso l’alto che toccavano quelle dei vicini, mentre con le altre due ali si coprivano il corpo. Camminavano diritto senza voltarsi e andavano insieme dove volevano. [...] Vidi che i cherubini avevano sotto ogni Continua a purgarti >>

Bob andava a scuola. Bob però amava marinare la scuola (e anche bruciacchiarla un po’, all’occorrenza). Bobby limonava, non molto ma però. Bobby ogni tanto si dopava, di un doping lieve, sì, quasi amministrativo. Bob suonava in un complessino in un localino. In un angolino, Bob. Si radeva, ma raramente. All’improvviso, in Bob qualcosa cresce. Le canne non sono più l’obiettivo principale delle sue giornate, il jazz perde d’interesse. Bob non ama più i fiori. Bob non gioisce più, non esulta più alla vista Continua a purgarti >>