Piani regolatori improbabili/ballerini, orrendi palazzinari dall’alito cattivo irrispettosi del territorio e della buona creanza, disgustosi architetti sforna-aborti meritevoli di supplizi medievali. Oneri urbanistici da capogiro, impegno civile ruspante politicizzato, amministratori sempre più grassi e corrotti con la magistratura nella bocca. Edifici fatiscenti destinati ad abbattersi sulle ingenue teste di operai ancora implumi, travolgendoli con i loro servizi igienici approssimativi. Per la giuoia di politici sorpresi a depistare, a rubare, a starnazzare. A denunziare pervicacemente e a darsele di santa ragione, difendendo la (il)legalità nell’acceso e un po’ malato iperrealismo delle, sterili, sedute del consiglio comunale, perfettamente simulate.