(Scoprendo Forrester). Un povero ragazzo negr… afroamericano gioca a basket con i suoi rozzi amici, una scena comune nel Bronx malfrequentato, ma un uomo misterioso lo spia, grazie al suo potente cannocchiale. Sarà il solito malintenzionato serial killer pedofilo della porta accanto? Ma no, è Sean Connery, qui nella sua penultima Scoprendo Forrester
Bobert Paulson
apparizione significativa, che guardando quell’imberbe sedicenne aveva già capito di trovarsi al cospetto di un genio ribelle in grado di snocciolare con disinvoltura quintalate di citazioni celebri facendo la sua porca figura (ah, che belli i tempi in cui la cultura mnemonica veniva esecrata).

Del suo erede spirituale e materiale, del figlio che non ha mai avuto il coraggio di adottare a distanza. Di colui che potrà finalmente scrivere quei capolavori della letteratura che lui non è mai riuscito perché costretto a misantropeggiare per poco convincenti ragioni nel suo polveroso appartamento.

Lo spettatore secondo Van Sant dovrebbe piangere torrenti di lagrime per l’affettuoso e telefonato scambio tra il ragazzo e l’anziano (che alla fine ovviamente, spoiler, schiatta). Io ti insegno come si fa a uscire di casa e tu in cambio mi elargisci paterni consigli di scrittura (“La prima stesura la devi buttare giù col cuore, poi la riscrivi con la testa. Il concetto chiave dello scrivere è… scrivere, non è pensare.” Mah, io ci avrei infilato anche un bel “Non ci sono più le mezze stagioni”). Ah, e mi firmi le giustificazioni. E, tra un attimo fuggente e l’altro, vieni in aula a umiliare il professore rosikone (un malvagio ci deve pur essere) che vuole frenare ingiustamente la mia ascesa all’olimpo della letteratura.

Gli stereotipi Gus è riuscito a infilarceli quasi tutti. Nelle università americane se sei bravo in qualche sport puoi anche copiare i compiti. Il protagonista è un secchione, quindi per contrasto/contratto deve avere un fratello tamarro che fa il parcheggiatore abusivo (almeno approfondirne un po’ la figura, ecchecaz). La figlia del rettore si invaghisce del boveronegro ma il papà è un po’ razzista. Saling… ehm, “Forrester” è burbero all’inizio ma poi si scioglie come un pinguino nel forno a microonde.

I film sugli scrittori sono notoriamente complicati da realizzare, per motivi facilmente intuibili, e si vede. “Qualche volta il semplice ritmo della battitura ci porta da pagina uno a pagina due e quando cominci a sentire parole tue, allora batti quelle.” Come acciderbolina fa il ragazzino a essere migliorato esponenzialmente seguendo questi consigli di merda?