In esclusiva mondiale, ecco raccontato il seguito del film di Sofia Coppola premiato con il Leone d’Oro.

Johnny, sceso dalla Ferrari al termine del primo Somewhere, cammina fino a un covone di fieno, dietro al quale srotola solennemente l’uccello (non inquadrato) e inizia a espletare i suoi bisogni fisiologici. Primo piano sul volto barbutissimo dell’attore che piscia sofferente, disegnando cerchi concentrici tramite precisi movimenti della verga. Mentre in sottofondo si ode solo il gorgoglio del liquido giallo che cade, dissetando l’erba. Per cinque minuti.

Dietro uno dei covoni, Johnny trova una bellissima donna nuda che prontamente gli si concede, lui la scopa quasi controvoglia e senza proferire parola. Ma poco prima dell’orgasmo deve interrompersi. Il cellulare suona per l’arrivo dell’ennesimo, maleducato messaggio minatorio dai toni sibillini. Johnny allora ritorna scazzatissimamente alla Ferrari (colpo di scena) senza trovarla.

Il maniaco comincia dunque a dare attuazione ai suoi malsani progetti? No, Johnny aveva solo dimenticato di tirare il freno a mano e la macchina senza controllo ha travolto una mandria di vacche che pascolavano da quelle parti (lunga, poetica e disinteressata inquadratura del marchio della Ferrari circondato dallo sguardo stupefatto dei bovidi, musica dei Pink Floyd). Scene di disperazione, donne nude, carri attrezzi, ex mogli e buoi dei paesi tuoi.

Improvvisamente, l’agente di Johnny gli intima di tornare in Italia per consegnare un importante premio all’apprezzato regista di fama internazionale Ezio Greggio. A presentare lo show ci sono Claudio Lippi e la frizzante show girl Paola Barale che chiama sul palco a esibirsi rinomati artisti italiani del calibro di Flavia Vento, Martufello e DJ Francesco (musica di quest’ultimo), e l’intellettuale Fabio Volo.

Paola Barale dietro le quinte offre le sue grazie all’attore americano che riesce a fuggire ma viene stuprato da Platinette e Pamela Prati che erano lì di passaggio (in sottofondo: Violentami Miao di Marcella Bella). Johnny, traumatizzato (anche per gli SMS anonimi che continua a ricevere) e pieno di rimorsi per il rapporto ormai inesistente con sua figlia, si barrica dentro casa per sei mesi giocando a Giulia Passione Uncinetto per Nintendo 3DS.

Quando finalmente, depressissimo e irriconoscibile, decide di mettere piede fuori di casa, viene scambiato per un barbone e arrestato dalla polizia (gruppo emo a caso). Lunga e piagnucolosa telefonata all’ex moglie che interviene e riesce a farlo scarcerare, sbolognandogli la figlia per tre mesi. Segue periodo poeticissimo durante il quale papà Johnny e la piccola Cleo vanno insieme manina nella manona da McDonald, dall’estetista e a Porta a Porta, e lei lo aiuta a sbrigare le faccende domestiche.

Intenso primo piano di otto minuti del mocio Vileda appena strizzato dalla ragazzina, drammaticamente interrotto dal suono di un’altrettanto drammatica telefonata nella quale Johnny scopre che il molestatore telefonico ha in realtà sbagliato numero tutto il tempo. L’attore, risollevato, riprende a fare sesso occasionale come un riccio. Gira altri film, ritira premi, scopre il buddismo, si batte a fianco del Dalai Lama e di Marco Pannella per la legalizzazione della marijuana.

Flash forward. Durante l’ennesimo viaggio in Italia per rilasciare un’importante intervista a Gigi Marzullo, Johnny (mascherato per non farsi riconoscere dai fanZ) intraprende un puttan tour sulla Salaria (Strokes a palla). Qui incontra Cleo, dimenticata dai genitori e ormai alcolizzata, che si prostituisce per pochi euri. (Carrellata di venti minuti sul viavai dei clienti che chiedono rapporti anali senza preservativo e tirano sul prezzo, burinità varia).

Non riconoscendo subito sua figlia, Johnny la rimorchia, facendola poi scendere sbrigativamente dalla macchina con una scusa appena prima di iniziare a consumare il rapporto, dimenticandosi di pagarla.

Cleo, gridando con un forte accento da borgatara di Tor Pignattara, lo sfancula e gli lancia robe addosso, e se ne va con delle colleghe lituane a mangiare un panino dallo Zozzone.

Sconvolto, Johnny comincia a girare in tondo per il grande raccordo anulare fino a che rimane senza benza ed è costretto a fare l’autostop, con lo sguardo afflitto da cane bastonato (intensa e prolungata inquadratura del cartello che indica l’uscita numero 12 per la centrale del latte). Un’auto sportiva con a bordo tre ventenni ipergnocche e apparentemente strafatte fino alle tube di Falloppio gli si avvicina e…