The Kicks è un prodotto destinato alle regazzine, che guardandolo sono chiamate prevedibilmente a riconoscersi in personaggi, situazioni, nomicosecittàpianteanimali proposti. In pratica lo scopo fin troppo palese di tutto ciò è far scattare elementari e primordiali meccanismi di identificazione. Far pensare alle legioni di spettatrici minorenni di Prime «Ehi, anch’io una volta avevo cambiato ambiente e mi sentivo esclusa, ma poi con le altre abbiamo imparato a conoscerci e siamo diventate tanto amiciche del cuoricione, non puoi capire… È proprio vero, l’importante non è tanto quello che una fa, ma il farlo insieme alle suddette amiciche, in sintonia con loro, quindi questa serie è bellissima e me la vedo, fammene altre settordici stagioni, signor Amazon, grazie». Roba del genere. Se è per i regazzini perché l’ho visto anch’io, allora (togliamoci il dente). Beh, semplicemente se c’è di mezzo il pallone (sotto qualsiasi forma) ci sono pure io, da qualche parte, a rovistare. Meglio se rivestono un ruolo centrale i campetti d’allenamento, preferibilmente popolati da bipedi intenti a zigzagare intorno ai simboli di VLC media player che qualcuno un giorno deve aver misteriosamente deciso di offrire in sacrificio a una stampante 3D. Avevo iniziato perfino (fdp) – filho da puta – ma forse il brasiliano senza sottotitoli è ancora un ostacolo troppo arduo per le mie ambizioni plurilinguistiche.

Dato il target della serie, eccessi di severità e sarcasmo da parte mia sarebbero fuori luogo: sono io che mi impiccio di fatti che non mi riguardano. Mi pare che la mossa più azzeccata sia stata la scelta della protagonista. Sixx Orange è, nei limiti del possibile, spigliata, convinta ed è davvero il personaggio che interpreta, essendo anche lei calciatrice sinceramente appassionata e praticante, fin da quando aveva quattro anni, e questo fa parecchio. Anche dal dietro le quinte si intuisce che ha capito e assimilato un numero di cose utili agli scopi che intende perseguire sorprendentemente alto per i suoi soli quattordici, quindici anni (età che aveva all’epoca). Purtroppo il contorno appare poco convincente. Le compagne di squadra costituiscono un capannello poco definito, neanche quella deputata a fare la villain viene scolpita più di tanto. I genitori appaiono così rigidi, poco significativi e privi di un vero ruolo da risultare quasi inquietanti nel loro agitarsi scioccamente in giro. Le scene che coinvolgono il fratellino pacioccone, progettato per distribuire buonumore e amenità, scivolano via senza consentire allo spettatore il minimo sussulto. Così come tutto sommato gli scherzoni giocati al bidello-allenatore-mancato campione del mondo (ma campione, a episodi alterni, di umanità).

La questione relativa alla discriminazione delle calciatrici (nei confronti dei loro colleghi maschi, uno vedendo una serie così, diciamocelo, si aspetta qualcosa) si incontra solo di striscio, fortunatamente trattata con la dovuta leggerezza. L’allenatore dei maschi che non voleva concedere l’uso del campo meno pezzente viene punito nell’inevitabile scontro diretto tra gli opposti sessi con una cocente sconfitta al novantesimo grazie a un intervento risolutivo della nostra, hollyebenjiescamente stimolata poco prima. Non dico inscenare Fuga per la vittoria, dopotutto è una teen sitcom, ma almeno un racconto dotato del minimo sindacale di carica epica che uno si aspetterebbe per queste occasioni, dell’enfasi, qualcosa. Qualsiasi cosa. Stupiscono invece ancora una volta la pigrizia, la sciatteria e la mancanza di inventiva con le quali tutto si trascina. Alex Morgan, la celebre calciatrice USA autrice dei libri dai quali è tratta la serie, di sicuro è potenzialmente in grado di fornire spunti molto, molto interessanti, senz’altro tratti dalla sua esperienza sportiva. Non può essere altrimenti. Io credo fermamente in questo. Qualcosa si comincia vagamente a intravedere, forse, verso la fine, e l’ultimo episodio si conclude con un succoso cliffhanger. Troppo tardi, visto che Amazon ha deciso (suppongo) di spedire anche Sixx Orange e compagne nei pascoli celesti delle serie TV che non ce l’hanno fatta. Bezos ha infatti divorziato qualche tempo fa rimettendoci una fortuna, e ora deve stare un po’ attento con le spese.