Una serata qualsiasi di un po’ di mesi fa. Mah, vediamo un po’ cosa potrei iniziare a guardare di bello… Certo che ormai si sono fatti prendere la mano co’ ‘ste serie TV, o campi o ci stai appresso, c’è poco da fare. E anche se decidessi di non campare non gliela faresti comunque a stare vagamente sul pezzo. Supereroi, supereroi, supereroi. Ao’, ebbasta, ma vi siete rincojoniti? Con superproblemi, senza superproblemi, cercando di fare gli originaloni, oppure no, mettendola in maniera più canonica, è uguale, avete rotto. Di quelle sportive che cercano di spacciare come epica qualsiasi cosa, pure il bibitaro che rutta sugli spalti, abbiamo detto. Efferati criminali sboccati criminali criminali educati criminali istintivi macellai incattiviti dalla vita o meticolosi con piani curati nei minimi dettagli investigatori prestigiosi indagatori buffi avvocati con brio avvocati classici con lo studio senza studio medici paramedici poliziotti parapoliziotti. Vabbè, dai, alla fine ‘sta cosa del nazismo che ha vinto la guerra incuriosisce sempre, per quanto ormai solo a sentire il termine «distopia» (sì, «ucronia», bravi, è uguale, dai) si avrebbe voglia di scendere in strada a sistemare runner a caso. No, non l’ho letto. Ah, però che carisma Rufus Sewell, quanto sarebbe bello averlo a casa, collocato in un angolino, per fargli dire qualche battuta altisonante ogni tanto. Mah, sì, devo ammettere che prende. Che ci sarà mai di tanto sconvolgente in quella pellicola.

Alcuni mesi dopo, distopia coronavirus in atto (questa sì). Ok, lo so che dovrei finirlo. Non ricordo manco dove sono arrivato. Terza stagione, quarta, che anno è, che giorno è. No, gli universi paralleli noooooo, nooooooooooooo, il pastrocchio evidentissimo e indigeribile ma che allo spettatore medio, siccome è ‘na cosa non lineare e aggrovigliata, pare chissà quanto brillante e geniale, NOOOOOOOOOOOOOOOOO. (Sì, ovviamente qualche idea su dove andasse a parare ce l’avevo prima di iniziare, ma uno ci spera sempre, e poi si punta su quello che al momento pare il meno peggio, come in politica). Mai più nella vita, giuro. Diciamoci la verità, per me sarebbe risultata interessante semplicemente una descrizione credibile e palpitante di questo mondo alternativo dominato da nazi e giappi, usi e costumi delle genti, in giusta misura diversi da quelli attuali, intrighi politici e internazionali sì, ma senza farsi prendere troppo la mano (e invece). Purtroppo se ti metti a fare queste cose tempestandole di effetti speciali (a livello di trama, dico), con l’intento di stupire ogni due per tre, il papocchio e il salto acrobatico con avvitamento dello squalo a una certa sono assicurati. Salvo miracoli. Che qui non vedo.

Intento a passeggiare furiosamente davanti alla TV per restare in forma mentre il contatore dei passi avanza – forse – e inclino la testa come uno struzzo (?) per non perdere, chissà perché, nemmeno un fotogramma. Stavo cercando un termine di paragone per definire l’esperienza (imparare a memoria poesie del Carducci a scuola? purtroppo ho fatto cose come memorizzare di mia spontanea volontà tutta l’Adolescente del Cardarelli, quindi non posso parlare). Continuo solo perché sono uno che sostanzialmente campa per apprendere lingue, o linguaggi, oltreché un masochista cocciuto come un mulo, va bene qualsiasi cosa con i sottotitoli (ma quelli in francese, tedesco, spagnolo e portoghese su Amazon Prime sono alla cazzo, essendo una sorta di sintesi con termini alternativi, aspetto che danneggia parecchio l’esperienza). Ovviamente va da sé che tutti i discorsi del tipo analisi psicologica dei personaggi per me sono fuffa. A voi è tanto piaciuto, MILLE per cento su Rotten Pomidori, sono contento, a me, lato formale a parte, un po’ meno, che vi devo dire, lasciamoci così, sanza rancor…