Non ho idea di cosa sia il fumetto, del perché a qualcuno interessi una roba che parla di noiosissime confraternite segrete che hanno soppresso i supereroi (ma magari), o quello che è, ma qui mi ritrovo un venticinquenne Wes che mi dicono sia un perdigiorno, fa una vita mediocre, la ragazza scopa apertamente con altri. IL PADRE CHE NON HA MAI CONOSCIUTO. No, decisamente non è un personaggio definito in maniera interessante o raffinata, bensì un pupazzo, un luogo comune ambulante gettato in pasto a un pubblico che s’ingozza di popcorn sbavando orribilmente e generando rumori molesti, glielo si lancia apposta perché pensi, senza chiedergli il minimo sforzo cerebrale, “ah, ah, ah, guarda che sfigato, ah, ah, ah, ci ha pure le corna, ma pensa te, ah, ah, ah, gnam, prot”. Nonostante questa critica non certo tenera – e altre simili potrebbero seguirne, ma il film mi è appena uscito dalla memoria a medio termine (?) e non ho voglia di rivederlo, una volta è sufficiente – reputo nel complesso Wanted un grosso e adrenalinico giocattolone sufficientemente riuscito, un Matrix aggiornato tecnologicamente al 2008 e privato della pretenziosa patina filosofica (Matrix mi piacque molto, ma col senno di poi, dopo i due seguiti che sappiamo, dopo soprattutto che è stato l’odiosa base, insieme a VxVendetta ed Essi Vivono, il punto di riferimento più alto, ma se vogliamo anche il più basso, nell’immaginario di buona parte degli sciroccati di tutto il mondo, ecc.).

Dicevamo. Angelina Jolie qui fa la dura. Oh, yeah. Va bene. C’è Morgan Freeman. Pure qui. Morgan Freeman non ci si crede. Non manca mai. Come farà l’industria del cinema ad andare avanti quando la biologia farà il suo corso e lo perderemo? Si prende la parte action di Matrix, tutto il bullet time, si mescola con robuste dosi di John Woo, si aggiungono spacconate a caso. Io non capisco perché le psicologie dei personaggi andrebbero annullate in questi film per renderli godibili, perché ci sia una scuola di pensiero in questo senso e goda di così ampio prestigio. Non dico Bergman, che indubbiamente sarebbe troppo, sarebbe sbagliato, per carità, ok, ok, radicalscicche, come dite voi che sapete solo questa espressione e ve ne beate, ma il tempo dedicato a far vedere alla supermoviola per l’ottantottesima volta un proiettile che trapana un prosciutto inerte, o una capoccia, potrebbe più proficuamente essere dedicat… scusate, devo andare, inizia la maratona di Mentana con gli exit poll e il resto del circo, si profila un risultato che avrebbe del cla-mo-ro-so, andiamo da Alessandra Sardoni che si trova in collegamento nella sede del grande partito Stocazzo, no, vabbè, senti Alessandra, lasciamo stare, dopotutto, se anche stavolta ha vinto l’astensionismo, e nessuno può ragionevolmente dubitare di questo, l’astensionismo vince e convince sempre, perché continuare, no, io questa volta vado a casa a sbronzarmi e a farmi le seghine pensando a quando la Rocco di Torrepadula ancora me la dava.