sudamericana abbord… ehm, incontrata su di un invivibile torpedone dall’affascinante (e ben noto) color diarrea-ATAC. Inutile specificare che costea era piuttosto avvenente, intelligente e dotata di seni copiosi e innumerevoli.


spizzetti — Appositi sostegni

Non ricordo come né perché ma il discorso cominciò a deragliare su quella gente che, per motivi a me del tutto incomprensibili — sono fortemente meteoropatico e verso il quindicesimo giorno consecutivo di pioggerellina-nebbiolina mi priverei senza indugio della vita mediante somministrazione di una puntata registrata de La prova del cuoco — popola l’Europa del Nord. In particolar modo Cruccolandia.

Non rimembro in che contesto affermai che costoro sono un po’ freddini, o comunque solitamente percepiti come tali da noi. Insomma, i soliti luoghi comuni del genere würstel, kartoffeln, crauti, pizza, mastella e mandolino. Luoghi comuni che però ogni tanto, razzistamente immessi a contatto con la dura realtà, a volte, ci pigliano. Ebbene, lei — con un candore e una naturalezza tuttora ineguagliati — mi fece notare “ma… è proprio quello che pensiamo noi di voi (italiani)”. (In pratica ci reputano un po’ i loro crucchi di fiducia).

Questo capovolgimento inatteso di prospettiva mi trafisse, in quanto in quel momento rappresentante non autorizzato di quella sorta di razza eletta/gioiosa macchina da sesso che solitamente viene reputato l’italico e mediterraneo maschio, e non riuscii più a diffondere alcun suono di senso compiuto, per un po’ smisi anche di mangiare, di bere, di riprodurmi e di scaccolarmi ai semafori, e ascoltai solo album di Marco Masini ininterrottamente, per settimane.

Alla fine, cominciai a riflettere su quelle parole, su quel giudizio apparentemente così severo e ingiusto. Mi vennero in mente, mi apparvero, come in sogno, tutti i brasiliani e (chissà perché) anche i personaggi di Dostoevskij (strano binomio) che avevo fino allora incontrato nei libri, nelle telenovelaSss, nella vita. Gente, in effetti, estremamente immediata, istintiva, informale, coinvolgente, comunicativa, a tratti splendidamente sculettante, oserei dire basculante.

Persone e personaggi tanto diversi tra loro quanto capaci di approcci improvvisi e abbracci giganteschi; donnine e omini in grado di vomitare anche l’anima nelle bettole, o in mezzo alla strada, e di rialzarsi subito dopo, come se nulla fosse, ma solo per continuare a sanguinare pensieri e a ballare autobiografie nella più totale e illegale spontaneità…