Occhio labbraHa causato un certo parapiglia il buongiorno di Gramellini, L’altra donna, nel quale viene contrapposta al ben noto palmipede da arredamento tutto tette e culi che tappezza le camere da letto dei potenti e i giornali in questi giorni e non solo, una figura un po’ più eterea e tornita. Più discreta e beneducata. Meno arrampicata, travona e adulterata. Più anticamente e misteriosamente donna, diciamo. Sempre la solita minestra del vedo non vedo? Un punto di vista un po’ troppo fallocentrico e che sorvola bellamente su ere geologiche di femminismi e lotte per la conquiste di un posto al sole in cucina e dietro ai ferri da stiro? Mi pare di ricordare che alla fine si fosse giunti più o meno unanimemente alla conclusione che uomini e donne sono comunque diversi, e che queste differenze irriducibili e soprattutto biologiche sono un patrimonio da rispettare, preservare ed esaltare in padella. Per il bene dei nostri poster. E che quindi eventuali tentativi femminili di scimmiottare il maschio e le sue cattive abitudini pur di raggiungere finalmente la parità di diritti e di poltrone non fossero una grossissima idea. Gramellini emette verdetti in base all’immagine, noi non siamo qui per essere giudicate da voi. Babbene, chi lo mette in dubbio, la donna certo non si esaurisce nel suo rapporto con l’uomo, nel suo completarlo, nel modo di presentarsi e di acchittarsi, ma dopotutto si sta parlando di quello, in un articoletto. Quindi restringere il campo d’indagine e generalizzare, creando macrocategorie esemplificative che rendano una certa, condivisibile idea e nelle quali stipare persone a vagonate senza prima consultarle (quello che fanno tutti dai tempi di Tacito) mi sembra anche lecito. In quanto ai superpotenti, è evidente che le papille gustative delle quali sono dotati siano ormai irreversibilmente e dolorosamente danneggiate (vedi Lapo) dalla strafottente opulenza che permette loro di poter disporre a piacimento di tutti in qualsiasi momento.