Obbama premio Nobel alla speranza non si è degnato nemmeno di offrire un caffè al Dalai Lamer. Come Prodi (e il suo euro malfatto). Obama nobelPeggio di Bush, che almeno se lo inculò. Obbama continua a bombardare il Pakistan senza sosta e viene premiato per i suoi sforzi erculei nel trattenersi dal radere al suolo l’Iran, la Siria, la Corea del Nord e tanti altri simpaticissimi Stati canaglia a piacere. E dal picchiare a sangue Silvio per le sue orripilanti gaffeZ.

Obbama non è riuscito ad arginare la disoccupazione e il calo dei sondaggi, a riformare la sanità e a regalarci la vita eterna come aveva promesso. Ma è ancora (per poco) l’uomo più cool in circolazione, il simbolo della speranza che non indietreggia (sostenere che avanzi mi pare forse un po’ esagerato di questi templi). Aspettare a incoronarlo, come la maggior parte dei sessanta milioni di esperti di premi Nobel sostengono, avrebbe voluto dire probabilmente rinunciare a farlo. Per sempre. La luna di miele, l’effetto scia, quello simpatia del lunghissimo periodo elettorale lastricato di sogni tra un anno o due quasi certamente appariranno difatti come ricordi un po’ troppo rimpiccioliti dall’impatto asfaltante con la dura realtà. Obbama, nonostante tutto, sembra proprio una personcina seria.