Le relazioni tra fumetti indie e musica indie diventano sempre più incestuose e purtroppo producono cose come questo Mixtape di Brad Abraham, Jok e Marco Gervasio, da non confondersi con probabili creature omonime (Jim Mahfood, Image Comics). Il protagonista (in flashback) è Jim Abbot, uno studente dai pensieri e dai bisogni non particolarmente originali, diviso tra l’attrazione per la sorprendentemente ex cicciona Adrienne, con la quale s’instaura un intenso feeling musicale, e la più bionda e avvenente Siobhan, che però guarda caso non corrisponde il suo amore. I disegni mi sembrano roba da studentello promettente, che un giorno senz’altro ce la farà. Ma oggi no, ancora gli manca qualcosa, per quello che ne posso capire. I personaggi sono tozzi e poco fantasiosamente stereotipati, le forme anatomiche sgraziate e discutibili, i balloon sovrabbondanti e sempre sul punto di esplodere togliendo aria vitale alle vignette, decente l’uso delle campiture retinate, azzeccata la realizzazione degli ambienti intasati di vinili e altro materiale nerd. Poi nell’ultimo volume lo stile per un po’ cambia e si butta sul piacevolmente appena abbozzato/infantile/demenziale. I volumi si susseguono a botte di “Oh, che ganzi i Pixies, una volta li ho visti a Pescasseroli nell’83, spaccavano una cifra!” “Ma nell’83 ancora non si erano formati, non è che per caso ti confondi con Amedeo Minghi?” “Sìììì, certo, grande Amedeo, Trottolino amoroso, dudù, dadadà, mia nonna ne va ghiotta, ha tutti i suoi LP!” “Tieni, ti ho preso questa splendida maglietta dei Pavement!” “Uh, grazie! Come facevi a sapere che mi piacevano?” “Veramente volevo prendere gli Anal Cunt, ma poi ho pensato che”. Insomma, il solo menzionare qualche gruppo cult, nella testa degli autori, dovrebbe evocare nostalgicamente importanti momenti adolescenziali e sociali a base rock vissuti dal lettore (quelli rappresentati però non sembrano ‘sto granché), e questo dovrebbe colmare le lacune di storia e sceneggiatura, rendendo interessanti gli a volte raccapriccianti dialoghi. Ma poi, problemi di giovani americane che all’ultimo anno dell’high school, o quello che chissenestracatafotte è, non si sentono accettate e rassicurate come una volta, e tra una sciarpa che vola poeticamente e una seduta in libreria fa la sua fugace comparsa un LP dei Jesus and Mary Chain, la colonna sonora della mia/tua/sua/nostra/vostra/loro vita, e tu dovresti stare lì a sospirare “Oooooh, sì, finalmente un fumetto in linea con le mie esigenze e che sa capirmi, impossibile non provare tutti insieme appassionatamente queste magiche sensazioni…”. Ma su, ma andiamo, ma che è, ma che mi rappresenta.