Se rispettabili emittenti quali Canale 5, La7 o TeleCanicattì decidessero di mandare in onda — fiduciosamente e senza alcun controllo — videoclip inviati dai telespettatori, e se costoro si divertissero a tempestarle di simpatici snuff movie, porno coprofagi e comizi di Borghezio, le suddette TV Google condannatapagherebbero gravissime conseguenze legali per il loro insano e negletto operato.

Internet però è un mezzo di comunicazione diverso e molto particolare, non esattamente paragonabile ai suoi vetusti, farragginosi e poco democratici predecessori. Perché la pulsante interazione e la viva partecipazione degli utenti — visti non più come inerti manichini assemblati per godere di qualsiasi lobotomizzazione o incursione anale perpetrate nei loro confronti, bensì come soggetti coscienti e ululanti — sono elementi a dir poco fondamentali e irrinunciabili. Le grasse multinazionali ovviamente coltivano i loro interessi, nessuno sano di mente potrebbe pensare che Google (benché meno malvagia di Microsoft) sia un ente benefico.

Però il fatto che esse godano suinamente delle vantaggiose praterie (per esempio: utenti che immettono contenuti aggratis) offerte dal nuovo mezzo di comunicazione, scansando i doveri, è vero fino a un certo punto. Nessuno garantisce, per esempio, che Google resterà per sempre il più bazzicato dei motori di ricerca. Verrà un momento in cui la posizione dominante del suo algoritmo della fava link-oriented sarà messa in difficoltà da un Antitrust più severo, e da un nuovo e più scintillante Bing, o Ask, o Yahoo. O sa il cazzo quale imprevedibile strumento in grado di restituire risultati incredibilmente pertinenti, ricoprendoli con una patina di abbacinanti effetti speciali ultravivaci.

Nessuno altresì è in grado di stabilire con certezza se e quando mastodontici servizi come YouTube smetteranno di tritare nel cesso fantastiliardi di eurI ogni giorno, cominciando a condurre nelle casse della società di Mountain View fiumi di monete di cioccolata sonanti. Sono convinto pertanto che le leggi dovrebbero piegarsi alle caratteristiche e alle esigenze espressive del mezzo di comunicazione del nostro cuoricione, prevedendo soluzioni più agili, moderne e intelligenti. E smettendola una buona volta di criminalizzare queste imprese così audaci e avveniristiche che, in un quadro così incerto, hanno osato rischiare. Nonché di infastidire i milioni e milioni di fantastici e aromatizzatissimi cazzeggiatori abusivi sparsi per il globo.