I blog (in Italia) sono considerati lo schifo dello schifo, la feccia della feccia, il buco nero dei buchi neri, insomma, un nauseabondo e sconfinato concentrato di stronzate da schivare a tutti i costi. Se dite che vi drogate, o che sopprimete bambini orfani leggendo loro poesie di Bondi mentre li affogate nell’acido, non otterrete sguardi di disapprovazione altrettanto potenti che ammettendo di coltivare questa insana passione.

I blog cadono stecchiti, uno dopo l’altro, uccisi da facebook e dai suoi biscottini sfigati, e da vari Morte di un bloggere autoreferenziali malanni. Paul the Wineguy, simpaticissimo tizio che tumblerava altrettanto simpatici cartelloni con improbabili titoli di giornali locali, dopo aver stravinto l’equivalente del Pallone d’Oro dei blogger ha detto basta. L’afflusso selvaggio di visitatori, l’incipiente notorietà, l’onere degli aggiornamenti quotidiani cominciavano a soffocare lui stesso e la sua privacy.

In realtà, a ben guardare, il suo era un tumblr, che se uno ci pensa è la massima presa in giro e umiliazione per i blog che a primeggiare sia un tumblrsrlbzzz. Come dire, andiamo, sappiamo tutti benissimo che i blog(ger) non valgono un quazzo, e quindi.

Che poi è quello che cercano di suggerirci in continuazione la stampa e la TV, con i loro sorrisini beffardi e interessati. Che perdete tempo a fare su internet, tanto trovate solo terroristi pedofili, inattendibili stupratori o, al massimo, brufolosissimi fancazzisti poco ottimisti che vogliono il male della nazione.

Non che abbiano tutti i torti. Del resto su internet non si fa altro che dire che razza di merde fumanti siano televisioni e giornali, e chi li popola, annusandone e soppesandone la puzza minuto per minuto in una sorta di rito autoannullante. E poi, se i giornalisti sono considerati unanimemente quasi tutti degli stronzi saltellanti dotati di gambe, braccia e tastiera, che valore può avere il loro gettare escrementi rotanti su un mezzo di comunicazione che va affermandosi in maniera così schiacciante a livello internazionale?

Altrove la considerazione per i blog è molto più elevata. Obama infatti, dopo averli sfruttati nella corsa alla presidenza, vistosi attaccato il piano di rilancio economico, non ha perso tempo per ricoprirli di sterco, dicendo che sono semplicistici e fuorvianti orpelli, e che li legge raramente gnègnè.

Un bell’estremo saluto va anche a un altro weblog nostrano tra quelli più rispettati della prima ora, più o meno. I Maestrini random hanno raggiunto il meritato riposo nei pascoli telematici celesti. Ci mancheranno i loro contenuti, il loro header un po’ meno.