Sperma4) La copertina del tuo (per ora) unico albo, Untitled album, non passa certo inosservata, visto che ritrae una topa con il viso ricoperto da gocce di una misteriosa sostanza bianca ipocalorica. Non pensi che questa scelta possa offendere profondamente il variopinto pubblico femminile?

Sto studiando nuovi metodi per spammare ai quattro venti le mie cose. L’efficacia è tutto: chi non cliccherebbe una immagine del genere in un network come last.fm, chiedendosi quando Lichtenstein abbia pubblicato quell’opera? Ad ogni modo, forse il pubblico femminile di dieci anni fa si sarebbe potuto offendere, oggi credo che gradisca (come dimostrano alcuni commenti nello shoutbox del profilo, d’altronde).
P.S.: Prima che mi dimentichi, ecco le foto di mia sorella.

5) Che messaggio intendi emanare con la tua musica? Quale pubblico vorresti colpire (magari anche fisicamente, a chitarrate sulle gengive, un po’ come nella copertina, da te assai apprezzata, di London Calling dei Clash)? Insomma, hai ambizioni da rockstar?

Prima che colpire, mi interessa capire quello che faccio, se e quanto è meritevole, se ho qualche capacità nel’essere produttivo. Come ben saprai, è difficile giudicare da soli il proprio operato (ogni tanto mi capita, in momenti di fancazzismo sfrenato, di riattaccare la PS2 ed infilarci il vecchio Music 2000 per PSX che mi aveva tenuto incollato interi pomeriggi per anni, al risentire le vecchie cose mi faccio tenerezza per quanto sono banali e per il fatto che non me ne accorgessi all’epoca); cerco quindi pareri da persone competenti, ma di pareri davvero sinceri è difficile riceverne, ancor più in numero sufficiente da avere una idea (e come se non bastasse, non è scontato che chi ascolta abbia intenzione di capire il tuo operato, preferendo invece dare un ascolto piuttosto superficiale). Credo comunque che sia un po’ il sogno di tutti trasformare in professione la propria passione, quindi continuo a lavorare in tal senso (per la serie: improve yourself…).

6) Come, dove, quando e perché avviene il processo creativo?

Ogni tanto mi ritrovo a fischiettare (non esiste in italiano il corrispettivo di humming, vero?) motivetti che prontamente registro con il telefonino, con l’intenzione di svilupparli una volta tornato a casa. Tali registrazioni restano solitamente lì in attesa, per poi essere dimenticati. Alla fine creo solo davanti alla mia fida tastiera MIDI di seconda mano, titillando le manopoline, accarezzando i tasti e masturbando la pitch wheel (ehm…). In maniera del tutto naturale, quello che esce dalla mia testa finisce, in un modo o nell’altro, sul sequencer, salvo poi essere impietosamente cancellato subito dopo, fino a ottenere qualcosa di sufficientemente compatto.

7) Qual è la traccia della quale vai più fiero? Sei soddisfatto dei risultati raggiunti? Che vie intendi battere in futuro (a parte Salaria, Cristoforo Colombo…)?

In generale mi dà molta soddisfazione riuscire a creare brani fuori dagli ambiti a me più congeniali/naturali, in un certo senso mi stupisco di me stesso. Il brano che più mi ha colpito, recentemente, è “Never Underestimate The Imprrtance Of Having Fun” (il titolo è una citazione di Randy Pausch: se non sapete chi è, accendete YouTube e guardatevi la sua “Last Lecture“, presente anche con sottottitoli in italiano). È un brano sincopato, vicino ad alcune cose degli Autechre come base, ma con una chitarra elettrica che sboroneggia a più riprese, ricordando il caro Manuel Gottsching nei lavori a nome Ashra. Continua a leggere >>

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