Ogni volta che ha dovuto scegliere tra l’uomo ragionevole e il pazzo, il mondo ha sempre seguito il secondo senza esitare. Perché il pazzo lusinga quello che è fondamentale nell’uomo, le passioni e gli istinti; la filosofia non si rivolge che a ciò che è superficiale e superfluo: la ragione.” (Da una nota pubblicità automobilistica)

Trovai tantissimi lustri fa questo libro in una bancarella dell’usato, non so se avete presente quelle romane fetide e malfamate,  Aldous Huxleycircondate da un inebriante e indistruttibile aroma di piscio, bancarella che oggi probabilmente non esiste più, uccisa dal Kindle dilagante. All’epoca non immaginavo certo che questo Huxley avesse scritto uno dei romanzi fantascientifici più distopici e rispettati del XX secolo, né che facesse parte di una famiglia di dottoroni e premi Nobel, e nemmeno che gli fosse andata a fuoco la casa con tutta la vita dentro. O che fosse morto dolcemente senza gita in Svizzera grazie alla ddjoga lo stesso giorno di JFK (più sfortunello di Farrah Fawcett).

L’amore vero essendo infinito ed eterno non può essere consumato che nell’eternità.” (Amedeo Minghi)

Scelsi lui perché in quel periodo una, ehm, “persona di mia conoscenza” stava in fissa con il metodo Bates (William Horatio, non Norman), esposto ne L’arte di vedere, stralunato saggio oculistico alternativo che prometteva la vista eterna agli accecati, testo criminalmente ristampato più e più volte anche in tempi recenti. Ella se ne andava in giro per il mondo e per il Grande Raccordo Anulare all’avventura, inforcando degli improbabili occhialoni privi di lenti tradizionali, facendo degli assurdi esercizi per allenare l’occhio, notoriamente pigro.

L’amore è incompatibile con la vita. Il desiderio di due cuori che si amino veramente non è vivere insieme, ma morire insieme.” (Marcella Bella)

Il romanzo si basa su un’idea spiritosissima e incredibilmente originale. Un agiato, stravagante e rispettato intellettuale (Huxley) si prende astutamente giuoco di un nutrito drappello di vari altri, balzani pseudointellettuali, altrettanto agiati, mettendo coraggiosamente a nudo le inaspettate contraddizioni insite nell’alta borghesia bla bla. Esiste, a quanto pare, un intero sottogenere narrativo albionico, che non approfondirò, tutto tè e pasticcini basato sul resoconto degli oziosi weekend in campagna di eccentrici imbecilli e delle loro stucchevoli conversazioni.

A parte qualche frase arguta sparsa a casaccio qua e là, mi è piaciuto (spoiler) il truculento racconto degli antenati nani del signor Wimbush che per proteggersi si costruiscono un mondo su misura ma poi hanno un figlio mostruosamente normale che glielo distrugge scatarrandoci su (tratto dalla gargantuesca Storia di Crome).

Quello che gli ebook reader non potranno mai darci non è il merdoso odore della carta, ma le note a margine con la matita, gli scarabocchi, le orecchie alle pagine fatte dai precedenti, insani proprietari dei volumi. Chi deteneva arbitrariamente la mia copia di Crome Yellow per esempio è riuscito ad autoesaltarsi come uno scimpanzé rinvenendo innegabili somiglianze fra l’implume e dimesso Denis e nientepopodimeno che il protagonista dell’orwelliano 1984. Poi però ha svenduto senza troppi rimpianti il romanzo che tanto l’aveva appassionato intellettualmente e che ha finito di leggere (si vede che per qualche ragione riteneva indispensabile comunicarmi questo dato) l’1-7-1977.