L’anomalia italiana in tutte le sue più spettacolari incongruenze e i suoi più gargantueschi disfunzionamenti. Settori manifatturieri integrati nell’economia europea a fronte di settori di servizi protetti dalla concorrenza che Lobbyfanno pagare ai consumatori tutte le loro vomitevoli inefficienze.

Quotidiani di rilevanza nazionale eletti a portavoce dei grandi gruppi industriali, o almeno sospettati di. Paure immotivate in grado di frenare per secoli qualsiasi progetto innovativo e posizioni di rendita ataviche che resistono imperterrite al cambio delle stagioni, delle mode e dei governi.

Esecutivi autoproclamatisi liberisti che mettono in atto politiche dirigiste di rara demagogicità, con errori da matita blu come l’annuncio del blocco, per decreto, delle tariffe. Disegni di legge per intaccare impercettibilmente i privilegi delle millemila corporazioni medievali boicottati da parlamentari in subbuglio.

Sistemi di compenso insensati degli avvocati che contribuiscono a produrre tempi della giustizia civile biblici e costi delle relazioni economiche stratosferici. Presidenti di società statali, parlamentari e direttori di enti pubblici, in aspettativa e solidamente incollati alla cattedra universitaria, ignari della decenza e della parola “dimissioni”.

Giovani ricercatori kuntakintizzati, irrisi e pagati a noccioline per venire sodomizzati da supermegabaroni con attività private ben avviate che frequentano distrattamente un’università che li ricopre di euri. Banche in conflitto di interessi ciclopico e concentrazioni di poteri negli stessi soggetti decisamente poco salubri per risparmiatori sfottuti e raggirati.

Dibattiti politici infiniti per tagli fiscali impercettibili. Questo e molto altro in una raccolta di articoli d’annata che andrebbe decisamente diffusa in modo capillare nelle scuole e studiata al posto dei Promessi Sposi e del kamasutra.