Romanzo breve molto pop nella forma e nelle intenzioni, si è immediatamente ostaggio del punto di vista della protagonista, ma altrettanto istantaneamente questa prende a stare sul cazzo per la sua frivolezza e per il suo modo di affrontare e giudicare la realtà e gli elementi che la compongono. Le parolacce e la coprolalia non sono un problema, o almeno io non sono certo nelle condizioni di potermene lamentare. Tutti abbiamo peccato. È un (bel) problema quando il protagonista di una storia non ci piace, e non lo stimiamo. Mi ha fatto venire in mente Jack Frusciante è uscito dal gruppo, dice una commentatrice entusiasta sul web. Ecco. La protagonista è davvero schietta e simpatica, io me la sono raffigurata come Francesca Cacace (devo guglare, ariecco). Quello che colpisce è lo stile narrativo in linea con il linguaggio quotidiano che conferisce alla storia quel “rock” che è a essa congeniale; se dovessi usare una sola parola direi: indipendenza. Sì, ma è come se stesse in continuazione a dirci “Guarda quanto sono travolgente in tutto quello che faccio e che penso e nel modo in cui mi rapporto agli altri, guarda come sono ironica, guarda come sono alla mano, ciao mamma, guarda come la mia vita assomiglia a un film girato male”. Il vero protagonista di questo romanzo è il rapporto tra uomo e donna (può essere, ma brrr). Il darsi, il lasciar correre i sentimenti, l’imbrigliarli salvo poi pentirsene, il bisogno di passione che abbiamo noi donne (insomma, in qualche modo le stringenti tematiche toccate, sponda maschile, da Se mi lasci non vale nel 1976). Certo, si potrebbe pensare che la ragazza italiana che vive a Parigi e lavora per una radio ed è attratta fisicamente da un attore americano e, guarda caso, lo incontra in sala e, dopo “essere entrata in azione con la sua energia kundalini risvegliata”, subito se lo scopa (e già qui)(nulla contro le passioni improvvise e il sesso impulsivo e occasionale, ovviamente), non sia Rossana Campo, che ci sia un distacco importante tra l’autrice e il suo pupazzetto, che lei non ne condivida affatto gli umori, il portamento molestamente sbandato, l’orrenda banalità esistenziale, la trasgressività ostentata ma poco originale e denotante scarsa personalità. Ma sinceramente ne dubito. (Ma poi già solo il fatto che l’attore sia “americano”).