Repubblica Ceca, Ucraina, Estonia, Francia, Essex, Svezia, Augusta, Roma, Costa Rica, Illinois, perfino India. Il numero di band, generalmente metal o punk, chiamate Inferno è prevedibilmente piuttosto elevato. Gli Inferno che pubblicarono nel 1994 quest’unico e obliato disco per la Massacre sono invece della Florida. Il 15 marzo di quell’anno è un giorno cruciale per la storia del metal, visto che viene pubblicato Far Beyond Driven dei Pantera, e va dritto al numero uno di Billboard, cosa non del tutto imprevista, dato il successo dell’acclamato disco precedente, ma pur sempre sorprendente considerando che si tratta comunque di un album pesantissimo. Parte quindi la gara a scimmiottarne le sonorità, poche band restano immuni, perfino in un sottogenere in teoria molto diverso come il prog metal. A ottobre viene pubblicato Awake dei Dream Theater, spiazzante e sensibilmente più duro rispetto a Images and Words (successo commerciale, ma evidentemente non abbastanza per Petrucci e soci, delusi da MTV che ignora la mielosa Another Day, singolo naturale del disco; da qui probabilmente la decisione di provare a panterizzare il sound, sperando in chissà che).

La demo di Psychic Distance sembrerebbe risalire invece al 1993 (ovviamente è molto difficile trovare sul web informazioni relative al disco, già è un miracolo che qualcuno si sia deciso a caricarlo su YouTube, e a causa del trasloco appena eseguito sono stato costretto a gettare quintalate di riviste musicali del periodo). Probabilmente questo è il motivo per il quale questo disco suona “antico” e legato al vecchio prog thrash di una volta. Rispetto a una band seminale (sì, lo so, ma) come i Watchtower comunque è ravvisabile un po’ di svecchiamento del sound, il cantato non è esente da una certa teatralità ma molto meno ignorantemente gridato nello stile trucido del thrash anni Ottanta e senza gli acutini infernali kingdiamondiani, lo sfoggio di tecnica strumentale risulta sicuramente inferiore. Gli Inferno sostanzialmente perdono – per un pelo, quando si dice la sfiga – il treno e sembrano una band già sorpassata dagli eventi e ben rappresentata dalla copertina del loro unico lavoro, tutto all’insegna della cupezza e del pessimismo cosmico, tastiere funeree incluse. Perché allora ti sei dato la briga di riportare alla luce questo reperto archeologico? Beh, da una parte l’aspetto affettivo, non trascurabile (al tempo stavo ricoverato in ospedale e avevo solo poche cassette da ascoltare furiosamente per non impazzire tra visioni di flebo e cateteri). E poi dal punto di vista compositivo ed esecutivo Psychic Distance si mantiene per tutta la sua durata su buoni livelli (pezzi non banali ma neanche così cervellotici, tecnica sempre al servizio delle canzoni); la personalità non manca, pur non essendo gli Inferno del tutto in grado di sfuggire ai cliché insiti nel sottosottogenere di riferimento e ostentando forse un approccio alla materia leggermente troppo controllato e beneducato.