Le fanciulle Jones furono un discreto complessino di vocalist dal look improbabile situato a metà tra le due decadi forse attualmente più rimpiante dai nostalgici babbei di tutto il mondo. Dopo essere state schiavizzate da Diana Ross e da altri abili negrieri in megatour infiniti per una decina d’anni, vissero un effimero periodo di semigloria per conto loro. Amici e parenti stretti si dimenticarono però di acquistare il quarto albo, quindi la RCA le allontanò dagli studi di registrazione a calcioni nel culo. Come se non bastasse, Valerie è pure deceduta per un cancro al seno nel 2001, vanificando il sogno di una reunion fuori tempo massimo con annesso tour per le case di riposo.

Nights over Egypt (classe 1982) non fu un singolo di straripante successo al momento del suo lancio, ma l’Ayrton di poi è utile proprio per operazioni di ripescaggio di questo tipo. Rime semplici e di rara ignoranza come Take a caravan/across the Sudan si appiccicano a giri di basso destinati a scolpirsi nel subconscio e alle ardite armonie funk elucubrate da Dexter Wansel (coautore del brano insieme a quella gran tonna di Cynthia Biggs), restituendo perfettamente la magia di quelle notti magiche passate a inseguire un gol a bordo di dromedari volanti imbottiti di LSD, per sorvolare al meglio piramidi, mercati, mondi di sabbia che ricoprono civiltà dal fascino indubitabile. Un brano senza tempo, esaltato da una produzione di una limpidità pazzesca, con il quale drogarsi ininterrottamente mentre il mondo là fuori si accapiglia sulla Finanziaria di Tremonti.

Nel video casereccio si vede solo il vinile delle Jones Girls che gira indisturbato tutto il tempo, com’è giusto che sia.