
Il Paraguay non è cambiato di una virgola rispetto a quello di Francia ’98, eliminato da un golden gol transalpino al termine dei centotredici minuti più soporiferi che l’umanità ricordi. Eroici catenacciari con la maglia del Lanerossi Vicenza che quando si ritrovano un pallone tra i piedi lo guardano straniti, come se si trattasse di un pericoloso ordigno in grado difargli esplodere l’acconciatura. Non tentando neppure seriamente di orchestrare alcunché, ma affidandosi con orgoglio ai soli calci da fermo (ma Chilavert Continua a purgarti >>

Rory commenta un voto alto/basso/medio a scuola: “It’s weird”. Rory viene lasciata/si mette con qualcuno: “It’s weird”. Rory davanti a un comune tostapane: “It’s weird”. Rory scopre che la mamma fa sesso anale col suo prof, suo padre, il barista, E.T. l’extraterrestre e mezza squadra di football della sua città: “It’s weird”.

The Road è uscito dopo lunghi ritardi in Italia perché giudicato troppo lento e disperato per i gusti del pubblico. (In un trailer avevano stipato le rare scene d’azione per farlo sembrare un film in cui si sparacchia e accalappiare qualche sprovveduto). Hillcoat compie la folle operazione di prendere un romanzo celebratissimo e ultranichilista, e di aggiungergli una topa, lì poco presente, rendendola protagonista di un parto orribile, e di flashback nostalgici in piccole dosi agrodolci. A livello visivo la pellicola è travolgente. Le scenografie Continua a purgarti >>

È estate, le temperature si innalzano vertiginosamente, il prezzo delle bottigliette d’acqua da 50 cl nei chioschi supera quello del greggio e del sangue di San Gennaro, le tribune politiche annaspano nell’indifferenza generale e in quella degli osservatori dell’ONU, l’asfalto prende vita, fagocitando turisti giapponesi e ideali. Ciò frulla via per sempre la voglia di fare qualcosa di diverso (qualsiasi cosa) dall’oziare chirurgicamente spaparanzati su atolli lontanissimi suggendo ettolitri di elisir ghiacciato di Continua a purgarti >>

La mefitica Strega Bianca ha lanciato un micidiale incantesimo sulle pallosissime terre di Narnia, partorite da C. S. Lewis e condannate (a mio avviso giustamente) a rimanere sepolte dalla neve per l’eternità. Abbiamo alcuni bambini dall’aria un po’ viziata, ben animati ma del tutto privi di carisma, che gironzolano per queste brulle lande in visuale isometrica. Trascorrono le loro oziose giornate tirando calci, spadate e palle di neve alle empie creature del luogo allo scopo di raccogliere cibarie e gadget poco Continua a purgarti >>

È questa la poco originale storia dei Digable Planets, talentuosa formazione anni 90 maestra nel fondere (acid) jazz e hip hop probabilmente in uno dei più fluidi, organici e naturali dei modi possibili, facendo fruttare la lezione di istituzioni dell’”underground rap” quali A Tribe Called Quest, Gang Starr e The Roots. L’album di esordio Reachin’ (A New Refutation of Time and Space), nel quale saccheggiavano a mani basse Art Blakey, Herbie Hancock, Kool & the Gang e tanta altra stupenda gente, fu lanciato in Continua a purgarti >>

Il titolo de Il Giornale è quanto di più. Sbarabableurgh, carpiato. Pensala come ti pare, ma inneggiare alle uccisioni (in extraterritoriali acque poi), semplicemente, no. Un quotidiano (a finanziamento statale) non è il blogghettino di periferia dove urlare il trucidamente scorretto, senza filtri, senza cervello, scorreggiando più forte, sempre un po’ di più, per attirare l’attenzione. Nessuna sorpresa, ma il giochino ha un limite. Se l’Ordine dei Giornalisti (o chi per lui) esistesse, queste marranate sarebbero assolutamente Continua a purgarti >>

Ok, La nostra vita non sarà un capolavoro in grado di ridefinire i parametri del verismo all’italiana (ma solo un bel film, ed è già tanto, viste le condizioni disastrate del cinemanostrano). Ok, la scena in cui lui stupra in modo stilisticamente impeccabile la vecchia canzone di Vasco al funerale della moglie è stata preparata apposta per permettergli di sfoggiare anni e anni di studi teatrali, e si vede (ma la sensazione è che il detentore del prix d’interprétation masculine sia in grado di domare alla perfezione ciascuno dei pixel che Continua a purgarti >>

Uno dei momenti più significativi della misera esistenza di tutti noi è stato indubitabilmente rappresentato dall’impatto con i telefilm americani, quelli di una volta, perlopiù erogati dalle discutibili tivù commerciali. All’improvviso, il bianco e nero anche mentale veniva squarciato, e nuovi, speciali e peccaminosi universi si rendevano comodamente selezionabili da telecomando. Dalla mattina semitarda fino al pomeriggio inoltrato era un ameno susseguirsi di Alice, Lou Grant, i Jefferson Continua a purgarti >>

Sessanta milioni di commissari tecnici, primi ministri, capi dell’Opposizione, giudici della Corte Costituzionale, geniali economisti, raffinati enologi, cuochi sopraffini, smaliziati copywriter, arguti ingegneri energetici, ineffabili critici musicali, focosi amatori latini e brillanti autori/sceneggiatori di Lost.

primitivo con tre vite che gironzoli
di pretese assai modeste senza calcoli
perlopiù cullato appeso alle improbabili
su liane per lo schermo dondolandosi
sgambettate salti al buio si susseguono
i colori accesi ai lati mentre danzano
quegli omini allegri sempre che fischiettano
i remix classicheggianti di Diabelli e Bach Continua a purgarti >>

L’anomalia italiana in tutte le sue più spettacolari incongruenze e i suoi più gargantueschi disfunzionamenti. Settori manifatturieri integrati nell’economia europea a fronte di settori di servizi protetti dalla concorrenza che fanno pagare ai consumatori tutte le loro vomitevoli inefficienze. Quotidiani di rilevanza nazionale eletti a portavoce dei grandi gruppi industriali, o almeno sospettati di. Paure immotivate in grado di frenare per secoli qualsiasi progetto innovativo e posizioni di rendita ataviche che resistono Continua a purgarti >>