Il citazionismo/name-dropping furibondo è fondamentalmente insicurezza in se stessi. “Come diceva (purtroppo inascoltato) Karl von Frisch nei suoi saggi relativi allo studio delle percezioni sensoriali delle api, ormai le mezze stagioni tendono vieppiù a scomparire. Anche Aristides Agramonte era dello stesso avviso, aggiungendo che comunque non è tanto il caldo a fregarti, quanto l’umidità, pensiero peraltro ampiamente condiviso dai miei amici Mohsen Makhmalbaf, David Bowie e Giovanni Trapattoni”. Ma porca pupazza, ‘ste cacate non siete in grado di sostenerle e difenderle da soli senza tirare in mezzo tre quarti di Wikipedia?

Credenti che danno addosso a chi è in fissa per gli animali domestici. Beh, almeno gli animali domestici esistono.

Certo che portare i broccoli come esempio di vegetale dal gusto sgradevole… Scalia non capiva veramente un cazzo di cucina.

Sì, si può scherzare su tutto, sì, Pavlov, però se fai battute con in mezzo i disabili alla fine è per attentionwhorismo spinto, dai.

La mia posizione su Facebook che censura L’origine du monde è: spero che Tumblr, con i suoi porni, conquisti il globo il prima possibile.

Langone per chi non ha tempo: “Le donne devono stare in cucina e pensare a sgravare”.

Polemiche sul rigore a due del Barcellona, mancanza di stile, bla bla. Per me nello sport (che alla fine è qualcosa di ossessivamente ripetitivo, anche se per varie ragioni ci piace tanto) tutto quello che è folkloristico, o diverso, o insolito, o astuto, o fa discutere, o costituisce in qualche modo una “storia” è il benvenuto, anche se il difensore si mette a ciucciare il cazzo al portiere nel tentativo disperato di distrarre l’attaccante.

Un altro aspetto è: in uno sport di squadra le possibilità di portare innovazioni al modo in cui vengono eseguite certe cose è limitato. Prendiamo il rigore a cucchiaio: la prima volta che lo fa Panenka è una genialata punk indiscutibile. Al cinquantesimo cucchiaio la forza trasgressiva e irridente e la capacità di stupire di quel gesto finisce (è come rifare il cesso di Duchamp decenni dopo), però quell’esecuzione diventa parte del bagaglio dei colpi di un comune calciatore. Semplicemente, tra i vari modi (pochi) in cui è possibile concepire un rigore portiere e attaccante ogni volta ormai devono prendere in considerazione anche quello. A furia di ripeterlo, il rigore a cucchiaio è sdoganato, normalizzato, diventa un gesto quasi borghese, non fa più notizia, non traumatizza psicologicamente chi lo subisce, lo si effettua anche nelle serie inferiori, pure con gli amici a calcetto il giovedì sera. Suppongo che tra un po’ qualcosa di analogo varrà anche per il rigore a due (anche lui ha antichi natali, ma il fatto che sia stato riportato in auge da un campione attuale che vende un fottio di magliette è fondamentale per tirarlo fuori dal dimenticatoio, un po’ come credo del resto sia avvenuto col Panenka).