Nel Paese di poeti,
santi, pizze, grandi esteti,
scudi, mafia e i suoi stallieri,
evasori, faccendieri
c’è un gran premio che va in onda,
una gara furibonda,
campionato quotidiano
tra chi porge meglio l’ano
al padrone inceronato,
moralista assai ingrifato.

Da quand’è tra i direttori
scomparire fa Liguori.
E con lui Giordano Mario,
che non è nel dizionario.
Re fu del pettegolezzo
del qual fece sì gran vezzo
salvo poi ben rinnegare:
“Nel privato, non entrare”.

È l’Augusto, il grande artista.
Scomparir fa dalla lista
la notizia un po’ sgradita
con lo schiocco delle dita.
Non è news la prostituta
che per caso s’è imbattuta
del gran capo nell’augello
(nominarla non è bello).
Ma perché parlar di crisi,
distendiamo i nostri visi
col dossier scoiattoloso
o col cane un po’ nervoso
che ha azzannato la Ferilli
con in mostra i suoi gingilli.

Nemmen Fede è sì sfacciato,
Studio Aperto è raffinato
al confronto del tigì
che è trasmesso tutti i dì
dal canale principale
con un’odiens colossale,
proprio uguale al TG3
e a quel comunista che
conosciuto è come Fazio:
stessi ascolti, stesso spazio.
È una sfida senza sale
al peggior telegiornale.
Non c’è gara tra lecchini:
vince sempre Minzolini.