L’ordine e la convivenza civile in una società moderna (con tutte le sue imperfezioni, le sue ingiustizie e i suoi cazzi), il funzionamento stesso delle sue strutture essenziali, i suoi equilibri sono garantiti tra le altre cose dal fatto che ogni accusa di un certo rilievo verso qualcuno debba poi necessariamente essere dimostrata in modo circostanziato, possibilmente nelle apposite sedi. Chiunque sostenga il contrario, e cioè che un’accusa andrebbe o potrebbe essere presa automaticamente per buona in quanto inerente una causa particolarmente nobile ai suoi occhi, o perché chi l’ha formulata è tanto una brava persona e non mentirebbe mai, o [inserire considerazioni di natura emotiva a piacere], o è un totale sprovveduto, oppure un pericolosissimo pazzo che andrebbe fermato con ogni mezzo.

Sono andato a dormire ieri con le galline alle ventidue e un quarto pensando: “Domani mi sveglierò e magari, pieno di emozione, tuffando un’implume fetta biscottata nel caffelatte cromato e scorrendo il cellulare con mano tremante – tra il parere di Alba Parietti sull’avvincente universo delle fake news e quello, altrettanto circostanziato, di Fabio Volo sulle modalità di decadimento degli isotopi di Cerio-144 – scoprirò che il Benevento ha collezionato il suo primo, e probabilmente ultimo, punto. Un piccolo passo per una misconosciuta squadra campana ma un grande passo per ecc.”.

Salvini non ha nemmeno idea di che sia il testamento biologico. A ‘sto punto è probabile che, per scelta, manco si prepari, legga o si informi. La sua minimalista ma affascinante idea del fare politica dev’essere tipo: “Vado in TV, su FB, do addosso ai negri e bon, sono a posto”