Bisognerebbe scegliersi un lavoro nel quale scioperando rompi troppo il cazzo a tutti e ti devono accontentare per forza. Tipo il tassista.

Bevofacciopipì bevofacciopipì bevofacciopipì bevofacciopipì bevofacciopipì bevofacciopipì bevofacciopipì. Niente da dire, davvero un’invenzione geniale, l’inverno.

L’arte è ozio. L’ozio è arte.

Se un giorno qualcuno toglierà vitalizi e privilegi ai parlamentari, e ridurrà loro brutalmente lo stipendio, il ciaffico internet italiano subirà un tracollo.

Genti che odono oggi per la prima volta Love of the common people di Paul Young. Improvvisamente mi sento come Oscar Luigi Scalfaro in una cristalleria.

Se mi dicessero “Chi vuoi salvare da morte certa, e orribile, Giovanni Floris o Babbo Natale?”, beh, non avrei la benché minima esitazione.

Di Pietro al question time: “È uno sgandolo, guesdo goberno non medde all’asda vreguenze berghé Bdl ghe gli dà maggioranza in Barlamendo non è d’aggordo, guesdo si ghiama vodo di sganbio”. No, Ciccio, non si chiama voto di scambio. Si chiama senso della realtà, o politica, se preferisci.

Se Itlé avesse solo inscenato il suicidio a quest’ora sarebbe un arzillo pensionato centoventiduenne deindicizzato.

Il fidanzato ideale. Non abbassa la tavoletta del water ma dopotutto glielo si può perdonare.