Libero

I ristoranti sono pieni. I ristoranti sono vuoti. Io i ristoranti li vedo mezzo pieni. E io mezzo vuoti, tiè. I nubifragi, al contrario dei terremoti, non si possono prevedere. Macché, ma se il maltempo era annunciato da giorni. E allora Alemanno. Bastava fare manutenzione. Ma se è caduta in un giorno la pioggia di un mese. Tutte le volte viene giù la pioggia di un mese. La colpa è del surriscaldamento del globo. Il surriscaldamento del globo è un’invenzione della sinistra, la colpa è del surriscaldamento dei cervelli. No, la colpa è della cementificazione selvaggia e irrispettosa. No, la colpa è dell’euro di Prodi. No. Ciòraggioneio. La. Colpa. Ecc.

Datemi una fettina di culo e vi solleverò, boh, il mouse (forse)(se mi va).

Lanciatemi, vi prego, le sostanze che assumono i Radicali per parlare incessantemente ed esclusivamente del problema delle carceri (gravissimo, per carità, sono d’accordo) mentre se continua così la gente prenderà d’assalto le case circondariali per fare a cambio di posto con i detenuti.

Dopo lo psicodramma nerd Gmail/Google Reader, ecco a voi “UUUAAAAAARRRGH, VERGOGNA, Servizio Pubblico è inaccessibile da Linux, Santoro, ridammi i dieci euri!!1”.

Ma poi questi che vendono la pizza a 100 euro per i parlamentari, il gelato a 30, la salsiccia a 55 lo scontrino ai clienti normali lo fanno?

Di Pietro a Ballarò, incazzato come uno stormo di pescivendoli: “E rispondo a Battisti, e rispondo a Battisti…” “Si chiama Battista…” “Ascolti a me, Battisti. Noidellitagliadeivalori…”.

Ogni mattina Massimo Giannini si sveglia e sa che dovrà riciclare un altro editoriale. Il governo che non mantiene le promesse, che non incanta più i mercati, e la manovra delle bollicine, la manovra della disperazione, l’ossessione del Cavaliere, il patto scellerato del Cavaliere, la Bastiglia del Cavaliere… Ebbasta. Ma non si rompe il cazzo lui stesso di essere Massimo Giannini? Anche il computer di Massimo Giannini dovrebbe ribellarsi e cancellargli gli editoriali, o almeno sostituirli con articoli di satira di costume generati a caso, o almeno picchiarlo un po’.

Quelli che “sarò impopolare”, “vado controcorrente”, “faccio la voce fuori dal coro”… e poi dicono precisamente le stesse, identiche stronzate di tutti gli altri.