L’ora di religione, con un nuovo nome. “Cappelletti, qual è la quella nazione che soddisfa il suo fabbisogno energetico solo con le rinnovabili?” “La Danimarca!” “Bravo Cappelletti, otto più!” “Ma non è vero, è una stronzata pazzesca, basta fare qualche semplice ricerca per capirlo. Innanzitutto è solo un obiettivo che il Paese si è dato per il 2050, inoltre nel progetto sono comprese anche e soprattutto biomasse ed energia tratta dai rifiuti tramite i termovalorizzator…” “Tortelloni, chi ti ha chiesto di intervenire? Ki ti paka, le multinazzionali? Due meno meno. Ah, e per la prossima volta portami l’opera omnia di Vandana Shiva…”.

A mio modestissimo parere le descrizioni minuziose nei romanzi sono un fail a prescindere. Tipo, non so: «Dalla vettura, un’arrogante Maserati Biturbo Spyder V6 marroncina con cilindrata ridotta a millenovecentonovantasei centimetri cubi e potenza di centottantadue cavalli vapore prodotta in soli cinquecentoventiquattro esemplari, scese un uomo alto e snello dalla carnagione olivastra, l’andatura dinoccolata e gli occhi a palla, frutto di un’orbitopatia tiroidea ormai incipiente. Indossava un abito multicolore in dacron lava-e-indossa, una fascia da smoking a maglia, una cravatta di mussolina tinta dopo la confezione e degli eleganti calzini color ciclamino che sprigionavano tutt’intorno un fragrante odore di primavera». MACHICAZZOSENECATAFOTTE.

Guardo House of Cards (inizio seconda stagione, non spoilerate) chiedendomi “Ma Obama?” con la stessa espressione attonita con la quale miravo DuckTales domandandomi “Ma Zio Paperino?”.

Next step, Scuffet allo Stoke City con contratto quinquennale di sette milioni a stagione, più un ulteriore milione bonus se nel frattempo si laurea in Scienze della comunicazione.

La verità è che a furia di cazzate come “la cultura è il nostro petrolio”, “potremmo vivere solo di arte e turismo”, ecc. abbiamo finito per crederci davvero e ora una chiusura di due ore del Colosseo diventa uno psicodramma collettivo e viene vissuta come un’autobomba fatta esplodere in centro tra la folla o come se avessero segato la corrente agli ospedali per un mese.