Alla prima cosa troppo fuori di capoccia che nemmeno ‘Gnazio aveva osato (tipo chiudiamo il GRA e trasformiamolo nella pista ciclabile più grande d’Europa, oppure combattiamo la mafia con i pannelli solari, oppure via i Pronto Soccorso tradizionali mettiamo quelli omeopatici così smettiamo di dare soldi a Big Pharma, oppure basta con discariche e termovalorizzatori, facciamo come il villaggio di settantotto grisdiani in Islandia nel quale i rifiuti spariscono semplicemente fissandoli intensamente, oppure stop al derby Roma-Lazio, inquinantissimo, e alla volgarità consumistica del rito del calcio, sostituiamolo con una sana passeggiata all’aria aperta, oppure basta alla schiavitù dell’auto, leviamo gli autobus portatori di morte e mettiamo al loro posto degli ecologici risciò a pedali e rimpiazziamo parcheggi e strisce bianchegialleblù con degli orti urbani, bisogna tornare all’agricoltura) potremmo goderci finalmente lo spettacolo dei romani – probabilmente anche quelli che “e allora continuate a votare i soliti mafiosi!1” – che riattivano il Colosseo stile Spartacus con fiere, e cazzi e mazzi, per dar loro in pasto la giunta al completo.

Attenzione! Vivere, da ieri, diventa a pagamento. Fonte certa, me l’ha detto il cocomeraio. Fate girare.

Ogni volta che un putiniano dice che, dopotutto, ha fatto bene a fottersi la Crimea perché la maggioranza è russa, e allora gli USA con l’Iraq (ah, no, wait non se lo sono annesso e se ne sono andati, magari facevano pure meglio a rimanere, a danni fatti) e la rava e la fava un manuale di diritto internazionale prende fuoco.

Corea del Nord-Yemen, qualificazioni al Mondiale. Padroni di casa strafavoriti e primi in classifica nel girone, Yemen ultimissimo e sanza speranze. Per novanta, anzi, centocinque e passa, interminabili e drammatici minuti il mondo è convinto che la partita sia fissa sullo 0-0, che il temibile squadrone nordcoreano sia stato efficacemente contenuto dalle indescrivibili pippe yemenite. I giornalisti di tutto il globo sono lì, sbavanti e pronti a confezionare articoli dalla dubbia veridicità sui calciatori nordcoreani gettati in pasto ai coccodrilli, ancora semivivi, dopo essere stati costretti a leggere l’opera omnia di Rossella Rasulo, tra atroci sofferenze. Invece nient’, alla fine si scopre che la Corea del Nord aveva sbloccato il risultato già al dodicesimo del primo tempo su rigore e che i piccioni viaggiatori ai quali sono normalmente affidate le comunicazioni Corea del Nord-Resto del mondo se l’erano presa un po’ comoda…

Bello lo spot, per nulla molesto “Le Poste non sono come te le ricordavi, le Poste sono cambiate!“, devo dire. Suona un po’ come “Olindo Romano e Rosa Bazzi non sono come te li ricordavi, Olindo e Rosa sono cambiati!“. Ma bello.

Il “Nobel” per l’Economia quindi va ad Angus Deaton e non a Fassina, Brunetta o Papa Francesco? Beh, cacchio, sono davvero sorpreso.