Smettere di far parlare qualcuno in luogo pubblico è sempre un’operazione molto delicata ne converrete: a che punto, esattamente, si capisce se uno è fascista, anche fuori intendo (e quindi, Casa Poundsecondo le regole vigenti, deve starsene zitto, perché se poi convincesse della bontà delle sue “idee” una quantità sufficiente di individui i rimanenti altri non potrebbero più esprimersi, non senza essere sottoposti a robuste iniezioni di olio di ricino almeno, il che è alquanto scomodo obiettivamente e comporta un sacco di fatica inutile da entrambe le parti).

O se è fascista principalmente inside (e quindi può continuare a far finta di non essere fascista, ma solo nel momento esatto in cui teme di essere sanzionato dagli aitanti vigili dell’antifascismo che non si distraggono mai, per poi riprendere tranquillamente a essere l’ubaldo fascista di sempre, e poi negare su esplicita richiesta: sei fascista? nì/no/non so/non rispondo di me solo i giorni dispari, soltanto con i negriebbreicomunisti, e poi ritornare fascista esattamente come prima, più di prima, ti manganellerò).