Status Facebook di uno: “In Corea sta scoppiando un casino dalle conseguenze imprevedibili e noi ci trastulliamo con la Carfagna, Fazio e Saviano”. Hai ragione, che schifo, siamo
via anecòico
una massa informe di frivole creature inzenzibili. Sì, dai, molliamo tutto e andiamo a Yeonpyeong. A parlare della Carfagna, di Fazio e di Saviano.

Io l’avatar dei cartoni animati lo tengo fino a quando qazzo mi pare e piace, tiè.

Ha segnato Menez. No, dico, ha segnato Menez (domenica scorsa). A questo punto mi aspetto di tutto, anche che il mio gatto sbanchi il Superenalotto e gli alieni gli mangino la schedina, o che Benedetto XVI bestemmi durante la messa di Natale beccandosi un’aspra reprimenda da Germano Mosconi.

Devo decidere se mi stia più sul cazzo il Natale, con i botti, i regali, le stronzate, o chi già dalla fine di agosto comincia a piallare accuratamente gli zebedei con la storia di quanto sia ipocrita questa festa simbolo del più miope ed egoistico consumismo occidentale, di quanto sia immorale squarciare quei poveri panettoni indifesi, ecc.

Sono d’accordo con Travaglio. Per dimostrare di avere le palle, Saviano avrebbe dovuto attaccare Dell’Utri, Cosentino e Abberlustoni come se non ci fosse un dimani. E poi obbligare Maroni a chiedere scusa per Cucchi, Aldrovandi e le stragi. E a cantare l’Inno di Mameli. In ginocchio su un’ecoballa. E alla fine farsi esplodere sulle sue luride otturazioni leghiste, o almeno mangiargli il cuore.

Se Napolitano decidesse di intraprendere una sfavillante carriera da attore porno, pensate che il decoro delle istituzioni lo seguirebbe entusiasta sul set?