Alone in the dark

Alone in the dark Uan

lunga nera lucida
vettura sul sentiero
oltrepasso cancelli
una mano apre, rivela
suggerisce mondi arrugginiti

attraverso stanze poco frequentate a bordo di un vecchio cavallo a dondolo
mi aggiro obliquo
cullato da melodie che mi riportano
un ricordo in biblioteca, mi insegue
un sogno incendiario dal nome antico

questo mostro invadente che risale vivo
ritorna dalla botola in cui era precipitato, sorride
dopo avermi a lungo provocato
con tutti i suoi poligoni contundenti

mi sposto sempre barcollando
brevi corse affannose
ambienti quadrati
decorati da improvvisi
squarci di quella che una volta era una tappezzeria
ombre appuntite, insubordinate
creature appestate
svolazzano inaccettabili
indecifrabili assenze

obnubilato nella casa
confuso tra specchi, risucchiato
reso nano da telecamere impazzite
statue altissime silenzi
frugo malandrino
nei cassetti trovo pezzi di un vecchio cavallo a dondolo

mi assento in cantina

si aprono i cancelli
entrano i vecchi morti
improbabili ancora
danzano imbalsamati
festanti intorno al tavolo

li avevo già combattuti a fucilate mille volte
inquadrati faticosamente
(o disarmatissimo in altre vite)
dall’alto dai lati
inseguiti con i calci nudi
si accasciano radunati, forse attivi, ancora
frastornati ai miei piedi, e ora posso
indagare nei bauli

Alone in the dark One

Alone in the dark 1

la villa vacilla
l’universo vacilla

lo vedi dall’oblò
il centro del mondo la cantina schiacciata
mi ritrovo in un ambiente
rovinato, stuprato
ingannevoli confini
piani incerti verdastri
instabile saltello, sopra assurde
prospettive isteriche
piattaforme assassine

salgono, si accomodano
infide giallastre
voraci addomesticate
proprio sulla mia zattera
navigo le onde
con le mani, come posso
incompleto dipinto
irriconoscibile mucchio
d’ossa e pixel, zoppicante
mi arrampico, insano
alla fine mi inerpico
in esilio su isole
mi accompagno al patibolo