Il ministro Maroni (avvistato a Matrix) ha fatto un parziale dietrofront sulle sbroccate iniziali, ma non basta. In realtà non serve nessuna nuova legge per regolamentare l’internetZ, a meno che non se ne voglia comprimere l’innovativa libertà e l’enorme e selvaggia forza d’urto espressiva. Saluto
babybones – Senza titolo
Se insulto, diffamo, incito alla violenza (ma sul serio) già ora la polizia postale può rintracciarmi e la magistratura aprirmi il culo. Se sto violando il regolamento di facebook, che i miei commenti vengano cancellati sdegnosamente e il mio account lanciato nel WC più vicino. Robe tipo le rettifiche entro quarantott’ore sono insentibili (non perché esistano blogguerz che si stacchino dal trono per questo enorme lasso di tempo, intendiamoci). Se il reato è grave e reale che si punisca, se è acqua fresca, che si eviti di ingolfare ulteriormente i distributori di giustizia agli angoli delle strade e si pensi a questioni più importanti. In ottica repressiva, inoltre, l’emergere di personaggi che incitano (davvero) all’odio e alla violenza è solo utile alle forze dell’ordine che così possono tenerli sott’olio ed eventualmente acciuffarli con grande facilità. Come avviene in Ammeriga con gli esaltati che prendono di mira Obama.

(Ah, piccola nota per quanti sostengono che le parole sono innocue e non andrebbero mai sanzionate… mi è toccato leggere anche questo: se domani Ezio Mauro cominciasse a scrivere editoriali in cui incita la gente ad ammazzare chi gli sta sulle balle sarebbe accettabile in nome della libertà di espressione? Esempio estremo per far capire cosa voglio dire, naturalmente. Le parole dei mandanti degli omicidi che non si sporcano le mani personalmente sono opinioni?).

Altro punto: ho sempre detestato i terzisti in quanto il loro essere imparziali è spesso finto e interessato (vengono presentati come tali anche personaggi da brivido chiaramente unti e schierati, come Pigi Battista). La moda attuale è quella di demonizzarli, per il solito gioco che prevede di screditare gruppi o categorie di persone senza prendersi la briga di entrare nel merito delle varie questioni e quindi di smontare le loro argomentazioni (atteggiamento che secondo me tradisce la fifa matta di non riuscire nell’intento). Ma pure chiunque non sia antiberlusconiano senza se e senza ma viene in generale bollato come un utile idiota che fa il gioco del regime. Ma l’alternativa qual è? Un popolo di creduloni, un gregge privo di qualsiasi barlume di onestà intellettuale che, invece di leggere anche voci diverse, approfondire e mettere in discussione le proprie certezze preconfezionate, anelando alla verità, passa giacobbianamente il tempo a sviscerare e a discutere di un filmato complottista in cui… scusate, non ce la faccio nemmeno a commentarlo.

Cazzo, riacciuffatevi. La faziosità rende ciechi, e stupidi. Anch’io sono fazioso, ma quando me ne accorgo provo brividi d’orrore perché sto ingannando apertamente me stesso credendo a facili certezze di comodo preacchittate da altri per un tornaconto nemmeno tanto difficile da individuare. C’è invece chi è fazioso e se ne bea, e ci sguazza dentro. Questo in nome dell’idea che “il fine giustifica i mezzi”, alla quale si è aggiunta recentemente “il tiranno sta per cadere, manca la spallata finale” (pfffff). Berlusconi è un dittatore quindi abbaiare pavlovianamente contro di lui in ogni occasione, spegnendo il cervello è cosa buona e giusta. VidelaÈ come se, invece di sintonizzare con maggior precisione la radio, per sentire meglio alzassimo il volume.

Se Berlusconi è come Videla o Hitler, se ha ordinato lui le stragi mafiose, allora non bisogna stigmatizzare il gesto di Tartaglia e stare sui blog a scrivere robe autoincensanti e a darci pacche sulle spalle tra noi “Giusti”, ma tramare nell’oscurità e armarsi. Perché nessuno dei “Buoni” obietta nulla quando vengono sparate e sostenute queste gigaputtanate demagogiche (secondo voi non contribuiscono ad allontanare il dibattito dai temi veri e a rendere incandescente il clima? E insultare da quindici anni gli elettori di B. con i peggio epiteti non alimenta l’odio?). “Non siamo in dittatura, ma è comunque pre-fassismo, manca poco”. Ehi, B. è sulla scena da un sacco di tempo, di solito le dittature elette dal popolo (o meno) arrivano a instaurarsi molto velocemente, “ammorbidire” e svuotare le istituzioni lentamente con l’idea di dar vita a una tirannia dopo quindici o vent’anni dalla prima volta che hai avuto l’occasione di farlo è poco convincente per evidenti ragioni. Un Hitler ha fretta e non aspetta, sia per indole sia perché tra vent’anni, a parte motivazioni anagrafiche, la cosa più probabile è che sullo scenario politico siano intervenuti mutamenti tali da rendere l’operazione molto più difficoltosa, se non impossibile. Continua a leggere >>

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