Secondo alcuni il regime sarebbe iniziato a Genova, nel 2001, con la sciagurata gestione del G8. Allora, scusate, ma ha ragione Pannella nei suoi vaneggiamenti psichedelici: la dittatura c’è da sessant’anni, visto che gli atti eversivi e la polizia che ogni tanto sbarella si vedono da un pezzo (chessò, Gladio, Giorgiana Masi, gli agenti che spararono sulla folla durante il governo Tambroni…).Tambroni Non si può semplicemente ammettere che siamo in una democrazia imperfetta (non è l’unica, siamo in buona e nutrita compagnia, anche se stiamo peggio di altri… che avere democrazie perfette sia maledettamente difficile?). Una democrazia con tentazioni autoritaristiche da parte di qualcuno, comunque tenute a freno dal contesto politico, sociale, storico ed economico nel quale siamo inseriti e da una serie di contrappesi e anticorpi interni e internazionali? Non è abbastanza preoccupante tutto ciò, bisogna necessariamente forzare, esagerare, ripetere (palesi) cazzate tutti insieme, così tante volte da finire per crederci, inscenando uno psicodramma collettivo masturbatorio che fa perdere lucidità ed è ormai fastidioso quanto un gatto aggrappato saldamente all’augello?

Un’altra questione è quella della coerenza e della responsabilità, dell’opportunità e del tempismo delle dichiarazioni. Premesso che ovviamente gli attacchi de Il Giornale e dei vari cicchitti sono del tutto folli, incivili e inaccettabili, siamo sicuri che dall’altra parte si sia innocenti come bebè? Non si può sostenere allo stesso tempo che Berlusconi è un cazzone quando piscia fuori dal cesso con certe sue dichiarazioni da bar (ebbene sì, considero meno peggio una cultura in cui le regazzine sgomitino per mostrare le zinne in tivù piuttosto che un’altra in cui vengono apertamente sottomesse o infibulate) e dice quello che pensa, anche quando non è il momento o il luogo per farlo. Quando è scortese con le istituzioni. E ritenere allo stesso tempo opportune e doverose le dichiarazioni (pur ingigantite e strumentalizzate dal viscido avversario) di Di Pietro, di Travaglio e della Bindi. Politici e opinion leader devono essere più attenti e responsabili dell’uomo della strada, e saper essere talvolta anche ipocriti (tanto in questo dovrebbero essere ben allenati 😉 ) o essere in grado di mordersi la lingua in certe occasioni. E ciò non può valere “ad personam” solo per Berlusconi.

È vero che Silvio incita all’odio, e con lui Bossi, Borghezio, eccetera eccetera. Ma, nel momento in cui è, da rappresentante delle istituzioni, vittima di un’aggressione fisica (per la seconda volta, mentre nessuno finora ha cercato di cambiare i connotati a D’Alema, Casini o Bertinotti) è inopportuno e sbagliato esternare riflessioni in altri momenti condivisibili, come il fatto che sia legittimo odiare un politico, oppure che se la sia cercata (senza aggiungere nemmeno un pizzico di autocritica, peraltro). E neppure metterci in mezzo altre questioni, come il razzismo e la xenofobia indubbiamente alimentate da questo governo aiuta. Non so, mi sembrano cose di elementare buonsenso (buona educazione?). Se un vostro conoscente (che magari vi sta sul cazzo) attraversasse la strada senza guardare e venisse investito, andreste a trollarlo in ospedale? Figuriamoci se questa persona è, volenti o nolenti, una delle maggiori cariche dello Stato e rappresenta quindici milioni di vostri connazionali in un momento particolarmente caldo. Una dichiarazione quale «il governo è sordo alle richieste dei cittadini e se non si assume responsabilità ci potrebbe scappare l’azione violenta» in bocca a un leader politico è poi così lontana dalla sparate di Bossi sui fucili e le pallottole?

Capisco che ciò sia necessario per arraffare qualche voto o vendere giornali, ma… Il pubblico (soprattutto quello che si ritiene più evoluto e moralmente superiore) dovrebbe essere maggiormente consapevole, critico e maturo e non incoraggiare i propri beniamini sempre e comunque. L’IdV vuole sottrarre voti al PD? Benissimo, del tutto legittimo. Che inizi a parlare di programmi, a porre l’enfasi su temi quali lavoro, ambiente, diritti civili anziché raccogliere inutili firmette contro il Lodo Alfano, a essere un po’ meno il partito della giustizia, a bullarsi di meno della sua immacolata (presunta) onestà e a pasticciarsi di più le mani con la realtà. Visto anche che, secondo siti come NoiseFromAmerika, il suo piano economico fa parecchia acqua. Il PD vuole evitare di farsi fregare altri voti? Stessa cosa, che parli di questioni concrete senza fare troppa demagogia, che metta l’accento sugli argomenti che interessano quotidianamente i cittadini, che si decida a prendere posizioni un po’ meno vaghe in modo da capire se il carrozzone attuale può reggere e cosa c’è da aspettarsi in caso arrivasse al governo. Sono d’accordo sul fatto che la gestione alla “volemose bene” di Veltroni sia stata ridicola, ingenua e dannosa. Ma non c’è bisogno di lanciarsi nel continuo inseguimento a chi spara l’antiberlusconata più grossa (ma vi rendete conto o no di quanto ciò sia infantile?).

Perché questo, in sostanza, è un po’ il concetto, non del tutto corretto, di “fare opposizione” che si è andato affermando nell’ultimo periodo (che è quello sul quale si è poi plasmata tutta la satira, divertente ma “a senso unico” alla Spinoza, per intenderci; quella che non sente il dovere di essere terza verso se stessa, come invece dovrebbe, stavolta concordo con Luttazzi). MortadellaEppure chi, finora, dati alla mano ha messo maggiormente in difficoltà Abberluscone è stato un omino a forma di insaccato che non gridava quasi mai e che non dava in continuazione del nazista all’avversario. (Salume pieno di limiti per carità, ma che poi se si è trovato leggi elettorali stronze o i vari Diliberto e Mastella lungo il cammino non è che potesse fare miracoli, eh…). Oppure, come insegna quel comunistone di Giuseppe Ugo Rescigno (mio ex prof di Diritto Pubblico)(un classico, un gioiello che stranamente non avevo mai riportato): “Il potere non ha alcun timore di quelli che propongono idee utopiche e alternative, perché sa bene che queste verranno smontate all’atto pratico con poca fatica. No, il Potere (con la p maiuscola) ha invece paura di tutte quelle critiche razionali e motivate, che sono basate su un’analisi corretta della realtà. Perché sono quelle, le più ficcanti” (credits: Giornalettismo).

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