Come per la ragazza iraniana accoppata durante le manifestazioni, credo che anche l’esigenza (avvertita da orde di utenti di social cazzi) di spammare ovunque il link delle brutalità consumatesi nell’asilo Cip e Ciop sia stata alimentata principalmente da un certo disgustoso voyeurismo. Confesso alla fine di aver ceduto e di aver visionato il filmato (pochi secondi, non so se ne esistano versioni più complete), per appurare l’entità delle percosse e capire esattamente di cosa si stesse parlando. Cip e CiopSe nelle descrizioni giornalistiche si fosse esagerato (non sarebbe certo una novità…) e fino a che punto si spingessero quelle maledette stronze. È evidente infatti che le parole possano raccontare ed essere affidabili fino a un certo punto, vedere è un’altra cosa.

La mia curiosità (della quale un po’ mi vergogno) è stata in questo caso stimolata da un certo cambiamento culturale che secondo me è avvenuto negli ultimi anni e che ha portato, giustamente, a considerare come del tutto inaccettabili percosse e abusi psicologici di ogni tipo su regazzini di qualsiasi età. Ma non sempre è stato così: da piccolo ricordo il ritornello “Mazz’ & panell’ fanne e’ fije bell’…”, o come si scrive, che, pur avendo un suo perché (penso al bullismo e alla sconfinata cafonaggine di tanti adolescenti attuali) veniva ancora preso particolarmente alla lettera da nutriti capannelli di genitori ed educatori vari.

I quali non si facevano scrupolo di pigliare a calci volanti e cinghiate sulle gengive, o di usare come sacchi da punching ball, pargoli con giusto un po’ di mesi in più sul groppone rispetto a quelli cipeciopposi. Il tutto, spesso in pubblico, bullandosene. Ho assistito (parliamo di anni 80, non di ere geologiche fa) in tenera età a episodi francamente non molto distanti da quanto ammirato nell’asilo-lager in questione. E che quindi, secondo la morale attualmente in voga, sarebbero stati da sanzionare tramite istantanea erogazione dell’ovvia pena capitale con tripla castrazione chimica carpiata.

A mio avviso, il distacco effettivo dalle stronzate religiose da parte di larghi strati della società e una presa di coscienza sempre maggiore della merdosità della vita, della sua intrinseca brevità mista a mancanza di senso, ha portato le genti a “sacralizzare” i bambini, che vengono visti (insieme agli animali, da alcuni) come gli unici esseri puri e innocenti in circolazione, in mezzo a tanto letame. E, come tali, meritevoli di non venire sfiorati nemmeno con un fiore, giungendo talvolta ad atteggiamenti parossistici e ossessivi: penso a certe paranoie assurde nei confronti della pedofilia, tipo i gruppi su facebook che invitano ansiogenamente e con toni apocalittici a non pubblicare le foto dei propri pargoli in funzione anti-orchi (seeeee); o il divieto, per adulti solinghi (non ricordo in quale città) di passeggiare nei parchi bazzicati da bambini. In generale, si è arrivati a guardare come a un potenziale mostro ogni maggiorenne che mostri interesse oppure che osi rivolgere lo sguardo a un fanciullo, e ciò per me significa un po’ la morte dei vecchi, sani rapporti umani intergenerazionali, contraddistinti da quel minimo d’indispensabile fiducia.

Personalmente ho una visione un po’ più disincantata, credo che punte di incontenibile stronzaggine ci siano un po’ in tutti, compresi fanciulli e animali (che reputo equiparabili ai bambini più piccini nonché dotati di barlumi di coscienza, almeno per quanto riguarda le specie più evolute: li abbiamo considerati oggetti, e in parte li reputiamo ancora tali, solo perché ci fa comodo servircene senza tanti scrupoli e fingere che il grado di civilizzazione da noi raggiunto sia ancora quello di Attila & friends; e poi naturalmente autoproclamarsi “specie eletta”, giudizio avallato dall’idiozia della Chiesa e macchiato da un conflitto d’interessi che in confronto quello di Abberlustoni è acqua fresca, è sempre figo… poco importa che alla fine trovi le sue fondamenta nella tanto deplorata, quando ci pare, “legge del più forte”).

Anzi, a dirla tutta credo che queste due “categorie” a volte sappiano essere molto più sadiche e bastarde degli individui umani adulti :asd: , in quanto meno (per nulla) tenute a essere “responsabili”, perché libere di sfogare a piacimento i propri (più bassi) istinti, senza mediazione della ragione/saggezza tipica dell’homo sapiens di una certa età e senza timore delle conseguenze, facendosi scudo del branco quanto più possibile.

Ovviamente questo non significa affatto che per me bambini (e animali) meritino di essere oggetto di violenze, tutt’altro: trattandosi di categorie fondamentalmente più deboli, chiunque si accanisca contro di loro è un vile essere strisciante schifoso e dovrebbe essere trasformato al più presto in croccanti salumi.