una volta le lacrime erano
cavidacciaioalpostodelcuore — una volta le lacrime erano come coltelli luminosi e accarezzavano le persone, senza bagnarle od ucciderle.

L’anno prossimo ci sarà un bel po’ di palta in meno in televisione: la D’Eusanio verrà spedita definitivamente nei patatosi campi di patate, Cucuzza sarà sostituito con un conduttore molto più serio (voci incontrollate parlano di Luca Giurato, o Sbirulino), Bonolis si è preso un anno di stop dall’imitazione di Alberto Sordi, riprenderà a urlare sabbaticamente a Sanremo, il numero di serate di Vespa non aumenterà, almeno per ora, gli incassi pubblicitari di Mediaset non diminuiranno.

Ieri stavo casualmente in un circolo qualunque con la tvttb, Cristiano Ronaldo batte il rigore come un deficiente fermandosi a prendere un caffè durante il tragitto, i tiratori scelti cercano di uccidere i portieri avversi colpendoli con tiri infuocati potentissimi, ma Terry scivola come un bambino ed è game ovah, la curiosità dei viandanti si sposta allora sulla Franzoni, un’unica domanda risuona: che ha fatto la Franzoni 1 X 2? Ha perso, ma di misura. La Cassazione conferma la sconfitta, dopotutto sedici anni non sono tantissimi per una roba simile, e poi lo sappiamo uscirà per recarsi dal parrucchiere, dal panettiere e magari anche dall’insettone con pungiglione, che senza di lei dovrà commissionare altri omicidi in grado di stimolare la morbosità della nazione, se era colpevole allora andava condannata a pene ben più truci, se era innocente non doveva andare in galera, ma bisognava arrestare gli alieni che hanno ucciso “il piccolo Samuele”, e colpirli duramente, senza sconti, ma si sa, è Prodi a proteggerli, è tutto un magna magna.

Sono distratto, lo confesso, a malapena so che c’è stato un omicidio a Perugia qualche mese fa, m’inebria di più lo sport, con le sue statistiche e i suoi falli spettacolari, nella cronaca, nelle vicende giudiziarie che si trascinano per anni, spaccando ferocemente le masse, facendo chiacchierare le massaie, non so, manca qualcosa, forse il televoto, o l’aiuto del pubblico.

È evidente che condannare la Franzoni, scaricare su di lei tutte le responsabilità dei nostri omicidi quotidiani, più o meno immaginari, ci faccia sentire meno mostri, ma soprattutto più normali. Una mamma normale che sopprime l’anormalità di un figlio che strilla infrangendo i volumi stabiliti dalla CEE per rientrare nella normalità del figlio normale accompagnato a prendere puntualmente il bus, dimenticando per un attimo che il gesto la farà entrare prepotentemente nell’universo parallelo degli anormali così anormali da tornare a essere campioni di normalità da esibire al pubblico. Ma il gioco non potrà continuare a lungo: la Franzoni è in arrosto (sembra incredibile, ma è finita) e noi siamo soli di fronte a una puntata di Porta a porta infinita.