Copincollo un mio post spammato sui social.

Oggi parliamo di quelli che ripetono incessantemente «e allora perché non vai tu a combattere insieme a loro?» [1][2] e poi schiumano rabbia contro Giulia Schiff – una che appunto li ha presi alla lettera ed è andata a combattere insieme a loro – nei commenti sotto le news che parlano di lei.

[1] Che poi è il nuovo «e allora chiuditi in un bunker», che era il nuovo «e allora perché non li ospiti a casa tua?», che a sua volta era il nuovo «e allora perché [inserire sciocco tormentone populista del momento che suona bene alle orecchie delle anime semplici]», ecc.

[2] Ovviamente uno dei motivi per il quale «non andiamo a combattere insieme a loro» (direttamente, come Paese) è che, come in realtà sapete benissimo, ciò rischierebbe di innescare la famosa escalation che questi personaggi tanto dicono di temere. «Non andiamo a combattere insieme a loro» come singoli, invece, perché gli ucraini – non credendo stranamente alle stronzate propagandate da Fabbri e Caracciolo – si addestravano già da anni per l’eventualità dell’invasione russa; anni nei quali noi ci siamo duramente addestrati invece al massimo alla PlayStation; dubito torneremmo utili e non verremmo accoppati nel giro di cinque minuti; mettiamoci inoltre serie complicazioni legali, logistiche e di qualsiasi altro tipo vi venga in mente. Questo oltre all’ovvia considerazione che uno può anche sostenere una giusta causa che veda coinvolta un’altra persona, ma non al punto da mettere a repentaglio la propria stessa vita e integrità. Tra fare il gioco dell’aggressore con il proprio nénéismo ipocrita di comodo o da useful idiot e fare come Giulia Schiff mi pare sia disponibile un ricco bagaglio di opzioni e sfumature intermedie.

Inb4 gli inevitabili commenti su Giulia Schiff che «ho visto il video e non sta tanto bene, non è normale» e cose così. Raga, non è questo il punto del post. Il punto del post è perculare l’incoerenza e l’inconsistenza degli ealloraperchéisti in servizio permanente effettivo. In ogni caso ovvio che, se ci riflettete, chiunque decida di imbarcarsi in una roba del genere «non sia normale», nel senso di “normalità da impiegato del catasto” (premesso che ho molti amici impiegati del catasto).