In nessun AltroPaeseDell’Universo addetti ai lavori e passanti vari piangono, scalciano e danno testate contro il muro se il 65% degli aventi diritto — pure in un panorama sconcertante — decide di andare a infilare fettone di salumi vari in strani contenitori brunettiformi, anziché fiondarsi al mare o in montagna.

Come in ogni elezione che si rispetti, tutti hanno vinto, o almeno pareggiato, o comunque non hanno perso. Elezioni Regionali 2010Ma qualcuno, alla fin fine, ha vinto/perso di più. Il sostanziale, simpatico oscuramento della campagna elettorale sicuramente ha pesato come un macigno.

Ma il suo piccolissimo contributo sospetto l’abbia dato anche la scelta di politici, sostenitori e giornalisti nell’area di centrosinistra di usare i megafoni a disposizione per parlare unicamente dell’oscuramento di cui sopra e dei soprusi legati alla questione, agevolmente ribaltabile, delle liste (“aaaaah, i timbri tondi, quadrati, uuuuuh, vogliono impedire al popolo del centrodestra di esprimersi…”).

Equiparando, con una certa fantasia, il decretino indecente a un colpo di Stato, e amenità del genere. Neanche cavalcare selvaggiamente gli scandali giudiziari, affrettandosi, come la moda impone, ad appioppare sentenze anticipate (vedi Bertolaso) pare che aiuti, viste le difficoltà della star Pezzopane in Abruzzo.

(Suggerimento: insistere come muli sulla questione “mancanza di democrazia” e prodigarsi in continue, secondo me un po’ infantili, “esternazioni drammaturgiche” sul tema serve a serrare le fila sui social network. Ma non a convincere delle proprie ragioni nemmeno un elettore fra le bilionate che votano quel buontempone di Zaia nel Veneto).

(Suggerimento n.2: convincere chi vota dall’altra parte a non farlo, con motivazioni a lui appetibili/comprensibili, è l’unico metodo trovato finora dalla scienza per smettere di perdere le elezioni. Poi, certo, esistono le rivoluzioni un po’ ambigue saggiamente (?) propugnate dai Grandi Vecchi, e lo sterile furore delle ammucchiate santoriane con dentro di tutto).

(Suggerimento n.3: “giornalismo” e “manifestazioni antiberlusconi” o “megaraduni per riaffermare la propria identità” sono robe concettualmente incompatibili e sideralmente lontane, non ci vuole un genio a capirlo. Evitarne la contemporaneità e la coabitazione all’interno della stessa trasmissione — Raiperunanotte, che poi sarebbe l’AnnoZero ideale per molti, incazzatura dura senza paura e senza belpietri e vincoli vari — mi sembrerebbe anche il minimo sindacale).

Insomma, la coalizione di Centrosinistra, ammesso che esista — se vuole tornare a contare un po’ più del due di picche al Nord, prima o poi — dovrebbe smetterla di frignare per le botte prese sotto la cintura dall’avversario kattivo. E cominciare a riflettere sull’immagine che dà di se stessa a quegli innumerevoli potenziali elettori silenziosi che paiono non cacarsela minimamente. Per via di esigenze e priorità evidentemente un po’ diverse rispetto a quelle dei suoi fanboy tanto abili a fare baccano, ma (ormai dovrebbe essere assodato) un po’ meno a riempire le urne.

Unico vincitore “a sinistra” mi sembra Beppe Grillo, che incamera un millemila per cento in Emilia Romagna (voglio espatriare), e che risulterà probabilmente decisivo per le sorti della Bresso. Se riuscirà a rubacchiare qualche spaziuccio in tv — magari in trasmissioni nazionalpopolari tipo Uno Mattina o La prova del cuoco — i suoi consensi potrebbero lievitare vertiginosamente, vista la fame matta di populismo e di ometti decisi con rimedi fantasiosi e miracolosi facili facili in tasca.